Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 28 novembre 2025 | 20:00

"Quella volpe è obesa, condannata a vivere al bordo di una strada. Assuefatta e dipendente, come un tossicodipendente che aspetta il suo spacciatore"

Un video (diventato virale) mostra una volpe, visibilmente appesantita, aggirarsi lentamente a bordo strada con un'andatura goffa e impacciata. È normale che un animale selvatico appaia così? No, come rimarca con forza lo zoologo Davide Rufino, che ha condiviso un lungo post sulla sua pagina per spiegare le reali condizioni dell'animale ritratto e cercare di disincentivare comportamenti che sono scorretti ma purtroppo molto diffusi

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Un video (diventato virale) mostra una volpe, visibilmente appesantita, aggirarsi lentamente a bordo strada con un'andatura incerta e impacciata. Sullo sfondo, i boschi abruzzesi spolverati di neve. La didascalia, corredata da vezzeggiativi ed emoticons a tema, racconta: "La volpetta avanza timida sulla prima neve, lascia minuscole impronte nel freddo del mattino… ogni passo una scoperta… piccoli magici incontri al limitar del bosco!": descrive una scena fiabesca, accompagnata da una musica natalizia scelta come sottofondo.

 

Il video è stato pubblicato sugli account social di Visit Abruzzo, che corrisponde all'ente turistico regionale. Decine di migliaia le visualizzazioni e i like. Scorrendo i commenti, le reazioni si mostrano in gran parte allineate con la retorica della magia degli incontri "da favola".

 

Eppure, a guardare quell'animale confidente, una domanda sorge spontanea a chi osserva le terre alte con occhi consapevoli: è normale che una volpe selvatica appaia così? No, come rimarca con forza lo zoologo Davide Rufino, che ha condiviso un lungo post sulla sua pagina per spiegare le reali condizioni dell'animale ritratto nel video e cercare di disincentivare comportamenti che sono scorretti ma purtroppo molto diffusi.

 

Il video, lungi dall'essere un'ode alla fauna selvatica, è per lo zoologo "l'emblema delle conseguenze di comportamenti umani profondamente sbagliati".

 

"Foraggiare la fauna selvatica, oltre che - in certi casi - costituire reato, è anche una pessima abitudine. Da evitare assolutamente, in primis per il bene della fauna selvatica stessa. Dovrebbe esserci educazione in tal senso. Educazione seria, professionale, rivolta ai cittadini. Qualcuno, a livello istituzionale, dovrebbe prendersi la responsabilità di spiegare perché non si deve offrire cibo agli animali selvatici. È un discorso che riguarda anche l’incolumità pubblica e le radici stesse della coesistenza". Per lo zoologo, oltre ai cartelli (presenti in zona) e alle campagne informative, andrebbero predisposti controlli e sanzioni per chi viola il divieto.

 

Da alcuni commentatori, la volpe del video viene erroneamente considerata "gravida" (il periodo riproduttivo è a fine inverno, non a novembre, ricorda l'esperto). Piuttosto, è diventata malnutrita e dipendente: "Quella volpe è obesa, ed è condannata a vivere al bordo di una strada. Assuefatta al punto da non allontanarsi se non di qualche metro. Dipendente, come un tossicodipendente che aspetta il suo spacciatore".

 

Non è difficile immaginare le conseguenze per un animale che viene avvicinato dall'uomo e abituato a mangiare cibo "spazzatura": una pratica che lo porta a perdere l'istinto di sopravvivenza, una "bestiola pietosa", non più in grado di procacciarsi il cibo da sola.

 

L'assuefazione alla presenza umana e la permanenza forzata a bordo strada aumentano il rischio di investimento, esponendo l'animale a rischi mortali.

 

E poi ci sono le condizioni fisiche alterate: l'obesità rende la deambulazione difficile e mina lo stato di salute generale.

 

Si tratta di volpi "talmente condizionate da non aver nemmeno più voglia di muoversi, legate da catene invisibili, a costante rischio investimento". 

 

L'indignazione di Rufino si rivolge anche all'uso strumentale che, nell'era digitale, viene fatto di questi animali. La volpe in questione non è il pretesto per condividere un contenuto educativo, ma anzi è "utilizzata per raggranellare like, visualizzazioni e condivisioni" e trasformata in "testimonial del territorio".

 

Questo fenomeno rientra in quella che lo zoologo definisce la "strumentalizzazione a scopi puramente egoistici". Il nucleo del problema, ovviamente, non è l'animale, ma un approccio umano che non riesce ad andare oltre la superficie. Nei commenti sotto al video abbondano cuoricini ed esclamazioni del tipo "quanto è carina, quanto è bella". Addirittura c'è chi scrive "datele da mangiare, ha fame". Quasi nessuno invece si domanda: "È normale che sia così? È normale che non scappi davanti alle persone? Non correrà dei rischi a stare sulla strada?", o magari "Chissà perché si comporta in quel modo strano!", nota Rufino.

 

"La verità è che ormai roviniamo tutto ciò su cui mettiamo le mani. Il tutto solo per espletare i bisogni del nostro ego", conclude amaro lo zoologo. "Questo a noi piace fare: reclamare tutto come nostro. Possedere, condizionare, infine rovinare".

 

E si interroga: "Sono queste le volpi che vogliamo? È questo il meraviglioso abitante dei boschi indipendente, scaltro, opportunista, elusivo e sfuggente?"

 

 

 

 

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Sport
| 08 maggio | 19:00
Grande partecipazione alla Magnifica Comunità di Fiemme per l’incontro con Lisa Vittozzi e Tommaso Giacomel, [...]
Alpinismo
| 08 maggio | 18:00
"Detassis seduto sulla terrazza esterna del Brentei, con la pipa, che scruta ora verso valle, ora verso le montagne. [...]
Attualità
| 08 maggio | 14:45
Siamo nella costa est della Sardegna, nel sentiero che collega Cala Fuili a Cala Gonone. Dopo il tentativo di [...]
Contenuto sponsorizzato