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Ambiente | 06 luglio 2025 | 12:00

Querce senza foglie a inizio estate: cosa succede nel centro Italia e come proteggere le foreste?

È stata una primavera complicata per molti querceti e boschi di latifoglie del centro Italia, che quest’anno hanno subito estese defogliazioni. In Sardegna, in atto una vasta campagna di lotta biologica attraverso un batterio

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

È stata una primavera complicata per molti querceti e boschi di latifoglie del centro Italia, che quest’anno hanno subito estese defogliazioni dovute a lepidotteri autoctoni dei nostri ambienti. 

 

I lepidotteri defogliatori delle latifoglie sono principalmente quattro: il defogliatore verde della quercia (Tortrix viridana), il “bombice dispari” (Lymantria dispar), il “bombice gallonato” (Malacosoma neustria) e infine l’euprottide (Euproctys chrysorrea).

 

In Toscana, nei boschi di quercia dei Monti della Calvana (PO) e del Pratmagno (AR), a fine maggio si sono registrate consistenti defogliazioni causate in particolare da Tortrix viridana. Il monitoraggio è stato condotto a seguito di numerose segnalazioni dagli entomologi del Crea - Centro di Ricerca Difesa e Certificazione e dal Servizio Fitosanitario Regione Toscana.

 

Tortrix viridana, noto per la sua colorazione verde, appartiene alla famiglia dei Tortricidi, ha un ciclo che prevede una sola generazione annuale, con la fase svernante rappresentata da uova, deposte all'inizio dell’estate nei pressi delle gemme”, spiega in una nota il Servizio Fitosanitario regionale. “Tra tutti i defogliatori delle querce è quello notoriamente più precoce. Con la schiusa primaverile (aprile-maggio), le larve iniziano subito ad alimentarsi a scapito dei giovani piccoli germogli e delle giovani foglie, di cui lasciano spesso intatte solo le nervature centrali. Una volta arrivate a maturità le larve si impupano all'interno di un rifugio unendo più foglie insieme o arrotolandone alcune mediante fili sericei prodotti dalle larve stesse. Non deve quindi stupire se, fra poco tempo, proprio in queste zone, si noterà la presenza di numerosissime piccole farfalle di colore verde chiaro che frequentano le chiome delle querce”.


Adulto di Tortrix viridana e danni alle foglie (Fonte: EPPO)

Anche in Umbria il Servizio Fitosanitario Regionale ha diramato una nota riguardante la massiccia infestazione di defogliatori delle querce avvenuta in giugno.

 

“A seguito di diverse segnalazioni da parte della cittadinanza”, spiegano i tecnici del Servizio Fitosanitario, “sono stati effettuati sopraluoghi mirati, constatando la massiccia presenza di Lymantria dispar, riscontrata nella zona del Parco del Monte Subasio e nei Comuni di Foligno e Corciano (PG).

 

Lymantria dispar è un lepidottero molto diffuso in Europa, Asia e Nord America, generalmente in equilibrio con la popolazione forestale, che però è soggetto a grandi pullulazioni di individui negli anni. I peli delle larve non sono generalmente urticanti per l’uomo, causando disturbi solo a soggetti particolarmente sensibili. Si tratta di una specie “polifaga”, cioè che si nutre di specie diverse. Nell’ambito dei sopraluoghi svolti in Umbria l’infestazione è stata constatata in particolare su roverella, leccio, carpino nero, ciliegio e in misura minore pino e noce.


Ammassi di uova, femmine adulte in deposizione e maschi adulti di Lymantria dispar (Foto: Emilia Venturato - Wikimedia Commons)

“L’entità della defogliazione è inizialmente molto elevata, le piante isolate e i boschi appaiono in veste praticamente invernale”, spiega il Servizio Fitosanitario. “Compiendo una sola generazione all’anno, però, al momento dello sfarfallamento, che va avanti da metà giugno a metà luglio, l’attività trofica cessa e le piante riprendono tranquillamente a vegetare”.

 

Si tratta quindi di infestazioni cicliche, che nonostante limitino la crescita delle piante normalmente non portano a morie diffuse nei popolamenti forestali. Queste infestazioni sono tuttavia da valutare anche nel contesto del cambiamento climatico in atto, in cui i popolamenti forestali sono sempre più spesso soggetti a periodi di stress.

 

Per proteggere i boschi da questi defogliatori è possibile utilizzare la lotta biologica attraverso un batterio, il Bacillus thuringiensis: un insetticida selettivo, innocuo per l'uomo e per gli insetti non bersaglio, che agisce in modo specifico sulle larve dei lepidotteri defogliatori, neutralizzandone l’attività.

 

Una vasta campagna aerea volta a contrastare i lepidotteri defogliatori tramite lotta biologica è stata svolta quest’anno in Sardegna. L'intervento, si spiega nel sito dell’Agenzia regionale Forestas, ha avuto l’obiettivo di tutelare circa 40.000 ettari di sugherete nelle principali aree sughericole dell'isola. L'operazione ha ottenuto il via libera dal Ministero della Salute in seguito di un'attenta fase di studio e mappatura dei focolai, condotta dal Tavolo Tecnico Forestale Fitosanitario con l’ausilio della collaborazione tra l'Amministrazione regionale, le agenzie e le istituzioni competenti in materia di difesa fitosanitaria.

 

Se camminando in querceti del centro-sud Italia un po’ “spelacchiati” noterete in questo inizio estate un gran brulicare di farfalle verdi e bianche… ora sapete di cosa si tratta.

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