Cancellate con la vernice nera le scritte lasciate sulle strade del Giro d'Italia per il popolo palestinese: a Sondalo si va a eliminare un sentimento profondamente umano

A Sondalo (946 metri), dov’è previsto il passaggio della corsa rosa, sono state oscurate alcune scritte lasciate sull’asfalto come dimostrazione di solidarietà a Gaza

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sorge spontanea una domanda: chi ha dato l’ordine? L’amministrazione comunale? La Rai? L’organizzazione del Giro d’Italia?
Fatto sta che a Sondalo (946 metri), dov’è previsto il passaggio del Giro d’Italia, sono state coperte con la vernice nera alcune scritte lasciate sull’asfalto come dimostrazione di solidarietà a un popolo, quello palestinese, vittima di un vero e proprio massacro.

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Uno degli aspetti più affascinanti della "corsa rosa" – facevamo notare giusto stamattina – è che le strade parlano: non solo grazie alle gesta degli atleti o alle urla dei tifosi, ma anche attraverso i messaggi lasciati sull’asfalto. Messaggi spesso rivolti ai propri beniamini, ma in qualche occasione indirizzati al pubblico internazionale che, davanti al televisore, segue con entusiasmo una delle competizioni a tappe più celebri al mondo.
A quest’edizione del Giro, molte voci si sono unite al popolo palestinese per reagire all’indifferenza, ma anche e soprattutto per chiedere ai politici italiani ed europei una maggiore attenzione per il dramma che Gaza sta vivendo.

Censurare voci che invocano la pace è, di conseguenza, alquanto avvilente: sia perché quelle voci non nascono da uno slancio antisemita, sia perché si va a eliminare un sentimento profondamente umano e, soprattutto, inoffensivo per le altrui libertà; e quando un pensiero non condiziona le libertà altrui, un Paese democratico dovrebbe accoglierlo senza scrupoli.
Come scrivevamo, non è possibile stabilire chi ha dato l’ordine. In ogni caso bisogna evidenziare un dato di fatto: il mandante ha forse poco chiaro il concetto di libertà di espressione.













