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Attualità | 26 marzo 2025 | 11:02

"Ci prendono in giro, vogliono il nostro risparmio ma poi se ne vanno". Le Marche si mobilitano contro la chiusura degli sportelli bancari nelle aree interne

Il 25 marzo a Frontone, in provincia di Pesaro Urbino, studenti, cittadini e amministratori in piazza per chiedere a Intesa Sanpaolo di non privare di un servizio essenziale il territorio. Con loro anche Marco Bussone, presidente di Uncem: "La politica può agire per fermare questa azione"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Tra Cagli e Frontone, due comuni nell'entroterra della provincia di Pesaro Urbino, ci sono una decina di chilometri. Per Intesa Sanpaolo, la distanza non giustifica più la presenza di due "punti operativi" e così dal 21 giugno la filiale di Frontone verrà accorpata a quella di Cagli. Accorpamento e non chiusura è così il nome che si dà all'intervento nel Piano territoriale 2025 della grande banca con sede in un grattacielo di Torino, ma questo non è bastato a limitare la rabbia del territorio, che si è espressa ieri (25 marzo) in una partecipata manifestazione, guidata dal sindaco di Frontone, Daniele Tagnani, che dal balcone del municipio ha ricordato: "So che sarà una battaglia difficile, ma non starò su quella sedia ad avallare qualsiasi decisione; i responsabili delle banche devono sapere che avranno di fronte una persona che viene dalle aree interne pronto a difendere i servizi, la dignità e i diritti delle persone che vivono nelle aree interne".

 

Sulla sua pagina Facebook, lo stesso Tagnani ha poi ricordato come la manifestazione "chiede alla politica di elevarsi, [...] di invertire le logiche economiche che si basano esclusivamente sui numeri. In piazza del Municipio di Frontone, in rappresentanza di tante piazze che vanno dal Trentino alla Sicilia, non si chiede assistenzialismo, ma si chiede dignità e giustizia sociale per le aree decentrate. Grazie alla mia comunità, alle comunità limitrofe, ai sindaci e amministratori tutti che condividono con me la battaglia".

 

Tagnani ringrazie anche il presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, l'associazione che per prima ha aperto la vertenza degli sportelli bancari nei territori marginali. Bussone era presente a Frontone il 25 marzo, che si è rivolto in particolare agli studenti della scuole del paese. "Voi avete studiato le geografie e sapete dunque come è fatto il Paese. Di paesi. Che vogliono vivere grazie a servizi e sviluppo economico. Non così i vertici delle banche - ha detto il Presidente - che hanno dimenticato la geografia. E il Paese non sanno come sia fatto. Ci prendono in giro, vogliono il nostro risparmio ma poi se ne vanno, sbattendo la porta in faccia a Sindaci e comunità. La politica può agire per fermare questa azione e con il Presidente Uncem Marche Giuseppe Amici, con il Vicepresidente Sagramola, ringrazio i tanti Parlamentari e Consiglieri regionali che si sono già mossi. Uncem continuerà con Sindaci e cittadini una intensa e vivace mobilitazione. Alle banche diciamo: fermate le chiusure! Fate con noi un patto per ripensare cosa saranno i territori, quale sarà tra vent'anni l'economia dell'Appennino, come si vivrà. Andar via è dannoso e fa male. Anche alle stesse banche. Ci ripensino".

 

Alessandro Piccini, sindaco di Cantiano, era in piazza in qualità di Presidente dell’Unione Montana Catria Nerone, di cui fa parte anche Frontone. Lo ha fatto "per ribadire la centralità della questione delle aree interne e del mantenimento dei servizi, siano essi privati, come nel caso di oggi, siano essi, a maggior ragione, pubblici, come sanità, scuola e mobilità. Emblematico il caso del comune di Apecchio e del dimensionamento scolastico, inaccettabile in una logica di dignità e di tutela delle aree interne. C’è urgenza di inserire in maniera forte ed istituzionale, in qualsiasi programma politico, di qualsiasi colore, il tema del futuro delle aree interne come condizione imprescindibile a garanzia della futura vivibilità anche delle zone costiere".

 

 

Il 29 aprile, tra un mese, si tiene l'assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo. Il gruppo ha chiuso il 2024 con un utile di 8,7 miliardi di euro e dopo l'approvazione del bilancio gli azionisti riceveranno dividendi per ben 6,1 miliardi di euro.

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