"Ci prepariamo al peggio", nuove frane nella notte (VIDEO), cresce la paura: "I continui crolli potrebbero innescare una pericolosa reazione a catena"

Le autorità stanno monitorando costantemente la situazione ma, visto l'andamento degli eventi, la preoccupazione non manca

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nel corso della notte appena trascorsa (tra il 20 e il 21 maggio) si sono susseguiti nuovi crolli nella Lötschental (in Svizzera), fortunatamente di minore entità rispetto a quelli verificatesi negli scorsi giorni (lo raccontavamo QUI).
La paura è che lo smottamento possa raggiungere anche il paesino di Blatten, che è già stato evacuato. Le autorità stanno monitorando costantemente la situazione, ma visto l'andamento degli eventi, la preoccupazione non manca.
Ad oggi sarebbero circa 300, come si apprende dalla stampa locale, le persone sfollate. La comunicazione è stata data attraverso l'applicazione Alertswiss, che nel weekend invitava i residenti a portare con sé "solo stretto necessario e lasciare le case immediatamente".

Nel giro di poche ore tutti gli abitanti hanno abbandonato le loro abitazioni. "Un crollo importante, tra i 150 e i 200 mila metri cubi di roccia - si legge sul Corriere del Ticino - si è verificato ieri nel tardo pomeriggio del 19 maggio, quando una parte della cima del Kleines Nesthorn si è staccata a pezzi tra le 17 e le 18. Secondo Alban Brigger, ingegnere del servizio cantonale per i rischi naturali, tra i 2 e i 5 milioni di metri cubi di detriti potrebbero scendere a valle in direzione di Blatten".
Nella notte fra il 20 maggio e il 21, infatti, si sono verificati nuovi crolli, come spiega Matthias Ebener, del Comando regionale della Lötschental, intervistato da Walliser Bote: "La montagna resta instabile. Speriamo nel meglio, ma ci prepariamo al peggio - e prosegue - sul Kleines Nesthorn si sono verificati ulteriori crolli parziali nella zona del ghiacciaio e il cumulo sul ghiacciaio di Birch è cresciuto. Le piogge cadute durante la notte non hanno avuto effetti significativi, ma la preoccupazione resta alta".
A preoccupare in particolare sarebbe la parte inferiore del ghiacciaio, che ultimamente si è "mosso" a gran velocità. Gli accumuli di materiale roccioso potrebbero, secondo gli esperti, innescare una "pericolosa reazione a catena", con il rischio di colate e frane di dimensioni sempre maggiori (che potrebbero anche raggiungere valle, ma per ora si tratta solo di ipotesi ndr). La situazione è costantemente monitorata dagli esperti.
Montag im Wallis… #Blatten #Bergsturz pic.twitter.com/35iVgpohlE
— Patrick Gasser (@paedugasser) May 20, 2025













