Contenuto sponsorizzato
Attualità | 06 marzo 2025 | 18:00

Disegnando svastiche inciampano nella propria ignoranza. A Valdagno hanno sfregiato la memoria di chi ha combattuto per la libertà di cui oggi godono

Una delle targhe commemorative dedicate al partigiano Luigi "Dante" Pierobon è stata sfregiata con una svastica incisa sul marmo. Pierobon, durante la Resistenza sacrificò la sua libertà individuale in favore di quella collettiva. Una libertà di cui, nonostante tutto, riusciamo a godere ancora oggi. Ne beneficia quotidianamente anche chi, in un guazzabuglio di frustrazione e intolleranza, si diletta a disegnare svastiche. Pierobon è morto anche per loro: questa la grandezza di ragazzi come lui

scritto da Redazione
Festival AltraMontagna

Tra poco più di un mese celebreremo l’ottantesimo anniversario della Liberazione dall'occupazione nazista e dal fascismo. Ottant’anni sono pochi, pochissimi, ma a quanto pare sono sufficienti per provocare voragini nella memoria individuale, ma anche in quella collettiva.

 

Ciò che con il 25 aprile 1945 doveva terminare, ahinoi è ancora vivo. Tutt'oggi trova un corpo maleodorante nelle frequenti manifestazioni di intolleranza, nella sopravvivenza del pregiudizio suscitato dalla diversità, nella dilagante assenza di empatia, nel bieco populismo, nella demagogia, nel desiderio di imporre coattivamente un pensiero.

Ciò che con il 25 aprile doveva esaurirsi si è in realtà dimostrato una pianta infestante, difficile da estirpare. Per questo oggi abbiamo il dovere di ricordare quei ragazzi e quelle ragazze che salirono in montagna o agirono nell'ombra delle città, nella speranza di costruire un futuro più onesto e tollerante.

 

Eppure c’è chi – non si capisce se spinto dall’ignoranza o da un’ideologia nostalgica (oppure dall’unione di queste due poco invidiabili “virtù”) – trova il tempo di profanare il ricordo, com’è accaduto ieri a Valdagno, dove una delle targhe commemorative dedicate al partigiano Luigi "Dante" Pierobon è stata sfregiata con una svastica incisa sul marmo (qui articolo).

 

Viene da chiedersi se le coraggiosissime menti (gli autori hanno ovviamente agito nell’anonimato) che hanno partorito quest’iniziativa siano a conoscenza della storia di Pietrobon, catturato e fucilato a soli 22 anni. Pierobon, durante la Resistenza sacrificò la sua libertà individuale in favore di quella collettiva. Una libertà di cui, nonostante tutto, riusciamo a godere ancora oggi.

 

Ne beneficia quotidianamente anche chi, in un guazzabuglio di frustrazione e intolleranza, si diletta a disegnare svastiche. Pierobon è morto anche per loro: questa la grandezza di ragazzi come lui.

il blog
Pietro Lacasella

Pietro Lacasella, antropologo e scrittore-blogger interessato ai contesti alpini. Nel 2020 inizia a curare il blog Alto-Rilievo / voci di montagna. Ha lavorato per il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua. Ha riorganizzato e curato i contenuti della testata online del Club alpino italiano Lo Scarpone. Oggi collabora con Il Dolomiti curando il quotidiano online L’AltraMontagna. Ha pubblicato Sottocorteccia, un saggio-diario sull’emergenza bostrico scritto a quattro mani con Luigi Torreggiani e Liberi di sbagliare. Un'estate tra le montagne del giovane Primo Levi. Ha curato Scivolone olimpico, un volume sulla vicenda della pista da bob in programma di realizzazione a Cortina.

Contenuto sponsorizzato