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Attualità | 27 marzo 2025 | 06:00

La pista da bob c'è, ma ha un futuro? "Non siamo preoccupati", i conti del sindaco di Cortina

Grande entusiasmo per la pre-omologazione della pista da bob, il progetto light costato comunque 120 milioni di euro. Ma quali sono le mosse per evitare il Cesana bis? Il punto con Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina d'Ampezzo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

C'è entusiasmo in quel di Cortina, la pista da bob è stata pre-omologata. Dal paragone con il Guggenheim Museum alle "emozioni uniche" la gara è quella di fissare il presente. Una volta che i cantieri sono stati aperti si è arrivati al traguardo a tempi di record. E' innegabile: sono state impiegate circa 135 persone per portare a termine la grande parte dei lavori in circa 300 giorni, da febbraio 2024 a marzo 2025. E per fortuna: trasferire le gare a Lake Placid (Stati Uniti d'America, il piano B scelto e indicato - per dovere di normativa e regole - al Cio) con in corso la realizzazione dell'opera sarebbe stato sanguinoso. Le Olimpiadi sono confermate: questa è la fotografia di oggi. Ma il futuro? I rischi e le incognite, fin da subito, sono stati legati alla sostenibilità dell'impianti dopo la grande festa dei Giochi.

 

"Intanto c'è grande entusiasmo e siamo soddisfatti", le parole a L'AltraMontagna di Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina d'Ampezzo. "Torniamo in possesso di tre discipline storiche e che caratterizzano la nostra tradizione". Lo sliding center è intitolato (come prima) a Eugenio Monti (nel 1954 vinse il primo titolo italiano con un nuovo modello di bob prodotto proprio a Cortina, dove, nel 1956 – sulla pista che poi gli sarà dedicata – conquistò due medaglie d’argento nel bob a due e a quattro). "Il commissario e l'azienda Pizzarotti hanno compiuto un miracolo. Siamo poi contenti perché atleti e tecnici confermano la qualità del tracciato. Oggi celebriamo la funzionalità della pista e i valori dello sport quali passione, sacrificio e spirito di squadra: ora possiamo dire che ci siamo".

 

Un tracciato di 1.730 metri con 16 curve e "inserimento dell’opera nel paesaggio - scrive Simico - con materiali e tecniche sostenibili per un’area totale di 7 ettari" ma anche "la realizzazione di un memoriale che racconti la storia degli sport di scivolamento legati al territorio locale". Queste le caratteristiche della pista che è stata oggetto di una profondissima riqualificazione (parliamo pure di demolizione e ricostruzione) con un investimento complessivo di 118.424.000 euro.

 

Insomma, un progetto "light" nell'opera (con la rinuncia a diversi servizi) ma non nei costi. "La base di partenza è sempre stato quello stanziamento. La sfida è stata restare dentro quel budget", aggiunge Lorenzi. "Ma molti servizi sono stati nuovamente inseriti e si cerca di avvicinarsi ulteriormente a quello che doveva essere il piano iniziale".

 

Il completamento dei lavori è previsto per il 5 novembre con la successiva omologazione e consegna a Fondazione Milano Cortina 2026 per i Giochi. Le Olimpiadi sono confermate (bene) ma in questi giorni si tende a dimenticarsi, comprensibilmente, del dopo per scongiurare un Cesana bis. Ci si ricorderà lo sfogo, proprio del primo cittadino, che non riusciva a dormire la notte nel pensare all'eredità della kermesse. Oggi i dubbi sembrano dissipati.

 

"Non è una preoccupazione", spiega Lorenzi. "Lavoriamo sulla legacy e alla redditività". Si parte dagli accordi con le Federazioni e per "organizzare nei prossimi 4 anni eventi di caratura internazionali. Inoltre ci sono gli allenamenti e siamo in contatto con squadre e società sportive dei territori limitrofi per assicurarci un utilizzo costante della pista".

 

Poi ci sono le sponsorship. "La Fisi nazionale ci garantisce 100 mila euro all'anno". C'è poi la Regione Veneto con alcune risorse spuntate in una delibera, approvata un po' in silenzio e senza tantissimi proclami. "Per il 2025, 2026 e 2027 c'è un milione all'anno - divisi equamente tra 'contributi agli investimenti' e 'trasferimenti alla spesa corrente - siamo tranquilli".

 

Poi "ci sono pacchetti turistici come il taxi-bob. "Ci sono varie iniziative per migliorare la redditività", prosegue Lorenzi. "Oggi possiamo lavorare in concreto". 

 

Si era ipotizzato di ricorrere alle risorse inserite nel Fondo dei Comuni confinanti (82 milioni di euro che ogni anno Trentino e Alto Adige conferiscono ai vicini). Il ricorso a questo meccanismo - una legge pensata per ridurre il gap infrastrutturale tra Province autonome e ordinarie e che andrebbe modificata in parlamento (non ammette la spesa corrente ma gli investimenti) - aveva causato più di qualche fibrillazione nel Bellunese. I territori hanno espresso contrarietà e anche Dario Bond, il presidente del Fondo, non aveva nascosto un certo nervosismo per il modus operandi di Venezia.

 

"I Fondi a oggi non sono una strada che percorriamo", continua il sindaco di Cortina d'Ampezzo. "E' qualcosa che rimane sui tavolo ma non vorrei avere questioni con i vicini di casa". La pratica è in stand by in attesa anche del piano industriale. Un business plan che costa più di 50 mila euro ma che non è ancora arrivato. In pratica sono stati spesi 120 milioni, soldi pubblici, ma senza aver progettato nero su bianco un futuro. Eppure il documento sembrava in dirittura d'arrivo già l'anno scorso. 

 

"A breve dovrebbe essere disponibile e sembra che sia confortante". Cioè? "La stima tra 1 milione e 300 mila euro e 1 milione e 500 mila euro di gestione dovrebbe essere confermata. Forse non si va a pareggio ma i costi dovrebbero essere sotto controllo. Il futuro non deve essere una sorpresa ma organizzato con un cronoprogramma dettagliato", conclude Lorenzi.

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