L'enorme stella alpina a 2700 metri che ospiterà una stazione della cabinovia e un ristorante bistrot. Elegante occasione di rilancio del territorio o triste esempio di kitsch alpino?

La "Stella del Couis" è la stazione a monte del più ampio impianto di risalita che da Pila porterà alla Platta del Grevon. Nel giro di mezz’ora, l’impianto porterà i turisti da Aosta fino a quasi 3000 metri; dove potranno ammirare il Monte Bianco, il Gran Paradiso e il Cervino, seduti comodamente sulla terrazza panoramica del bar. Parola d’ordine: accessibilità. Ma le nostre Alpi hanno davvero bisogno di essere rese ancora più accessibili?

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Dopo un anno di lavori, per la prossima stagione invernale a dicembre 2025 saranno operativi il nuovo impianto di risalita Pila-Couis e la stazione-bistrot La Stella di Pila, in Valle d’Aosta. Le due opere fanno parte di un progetto che mira a cambiare radicalmente la fruibilità del comprensorio montano, rendendo accessibile uno dei punti panoramici più iconici della Val d’Aosta: il Couis a 2730 metri, da cui è possibile ammirare le vette di alcune delle montagne più famose al mondo come il Monte Bianco, il Cervino e il Gran Paradiso.
Ad aggiudicarsi il bando indetto da Pila Spa, tra 33 studi di architettura internazionali, è stato lo studio DeCarloGualla. L’oggetto del concorso era la progettazione delle stazioni di valle e di monte della cabinovia con annessi centri servizi e ristorante panoramico. In particolare, la stazione di partenza della Pila-Couis si fonderà con quella di arrivo della Aosta-Pila, portando una rivoluzione nell’efficienza e un appeal completamente nuovo al comprensorio.

Il progetto prevede una cabinovia a 10 posti ad ammorsamento automatico in due tronchi che, attraverso due stazioni intermedie, collegherà la zona di arrivo della esistente telecabina AostaPila con la zona della Platta de Grevon (ovvero Cima Couis 1), sullo spartiacque tra la Conca di Pila e la valle di Cogne.
Si legge nel comunicato: “2.400 persone all'ora alla velocità di 6 metri al secondo sarà possibile percorrere la lunghezza totale di 3,8 chilometri e un dislivello di 923 metri in 13 minuti. Attualmente per raggiungere Cima Couis da Pila, sci ai piedi, sono necessari 3 impianti e un tempo complessivo di circa 60 minuti”.
Ad attrarre l’attenzione, però, è soprattutto la stazione di arrivo a monte, sulla Cima Couis. Si tratta di un maestoso edificio a stella con le punte orientate verso i diversi 4.000 della Valle d'Aosta e conterrà al suo interno anche un bar-ristorante, con terrazza panoramica e ulteriori servizi per il pubblico.
La stazione di monte è fatta a “doppio imbuto rovesciato”, che da una parte guarda Pila, mentre dall’altra è rivolta verso Cogne. Il bar-ristorante si colloca a metà tra i due coni e si sviluppa a ventaglio, coprendo tutta la visuale che va dal Gran Paradiso al Cervino.

Lo Studio avrebbe progettato l’infrastruttura pensando “a una stella alpina cresciuta sulla Piatta di Grevon, o a una ‘Rosa dei Venti’, con ogni petalo rivolto verso una direzione precisa. I cinque petali del bar ristorante sono orientati verso le più alte e spettacolari cime della Valle d’Aosta: Il Gran Paradiso, la Grande Rousse, il Ghiacciaio del Rutor, il Monte Bianco e il Grand Combin. Un altro petalo sfida il dislivello e si protende verso il vuoto in direzione Nord; è un belvedere mozzafiato e dalla sua estremità il panorama è completo, lo sguardo arriva fino al Cervino”.
Non sarà nemmeno soltanto sci. Nonostante gli ostacoli dovuti ai cantieri della scorsa estate, la società promette che i bikers e gli escursionisti potranno usufruire del comprensorio nel periodo estivo. Anche sotto questo aspetto il comprensorio presenterà delle implementazioni e ampliamenti, e gli amanti dei trekking avranno a loro disposizione il nuovo rifugio.
L’obiettivo dichiarato del gruppo promotore è l’accessibilità. Tra qualche mese, dal centro di Aosta chiunque potrà raggiungere, nel giro di una mezz’oretta, i 2730 metri del Couis e godere del panorama. “Non è solo un'opera funiviaria, ma un'importante infrastruttura che intende costituire, uno dei punti di forza del turismo per Pila, Aosta e per tutta la Regione Valdostana rendendo la montagna ancora più accessibile. Un altro petalo sfida il dislivello e si protende verso il vuoto in direzione Nord; è un belvedere mozzafiato e dalla sua estremità il panorama è completo, lo sguardo arriva fino al Cervino”.

Una domanda rimane in sospeso: le nostre Alpi hanno davvero bisogno di essere ancora più accessibili? Non tutti sono di questo parere, specie se per farlo c’è bisogno di infrastrutture potenzialmente impattanti e che necessitano di importanti investimenti. Pila Spa, la società che gestisce gli impianti, come si legge sul sito della società è infatti partecipata dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta.
A questo proposito, si è espressa la già consigliera regionale di Valle d’Aosta Aperta, Erika Guichardaz: “Siamo stati da subito contraria all’opera; e preciso: non contrari all’ammodernamento, che andava fatto, ma al mega-ristorante che è stato progettato. In primo luogo perché ci si può arrivare praticamente solo con la telecabina, e poi perché non è sostenibile economicamente. Un ristorante a quella quota, con i costi di gestione che ha e che già in partenza è costato 5 milioni di euro, non riuscirà ad autofinanziarsi. Inoltre, le dimensioni sono davvero esagerate per una struttura a quella quota, la sua costruzione ha deturpato il paesaggio e causerà problematiche anche alla fauna locale”.

Rimane opaca, nel mezzo di questi cantieri che sempre più intensamente riempiono le Alpi da est ad ovest, la nostra idea di progresso. Forse, sarebbe utile prendersi del tempo per ragionare su quale idea di montagna intendiamo perseguire. Dovremmo anche aprirci alla possibilità che il progresso non sia una linea regolare in un grafico, una linea ininterrotta e costantemente proiettata verso l’alto; ma può subire delle interruzioni, se non dei capovolgimenti. Allora, il momento della messa in discussione diverrebbe fondamentale per correggere la traiettoria.
Il prossimo passo, sarà rivolto al versante opposto, che scende verso Cogne: il progetto guarda a un’infrastruttura di collegamento funiviario tra l’abitato e il comprensorio di Pila. Secondo i sostenitori, l’operazione, in valutazione da molti anni, avrebbe una ricaduta su diversi punti di vista: dalla radicale riduzione del traffico automobilistico, alla maggiore disponibilità di alloggi facilmente raggiungibili. Allo stato attuale delle cose, la fattibilità dell’opera sembra trovarsi in stallo; tuttavia, è considerata come una priorità dall’attuale amministrazione.













