Lupi e linci immortalati più volte in zona dalle fototrappole, ma nessuna predazione: "La protezione del bestiame può funzionare". Può un gregge favorire un cambio di paradigma nei Grigioni?

In tema di contrasto ai grandi carnivori il cantone svizzero si è distinto negli ultimi anni per una politica severa di abbattimenti. I dati però sembrano dimostrare l’inefficacia di questo approccio. La storia di una pastora locale sembra offrire una strada alternativa: nell'Alpe Sut Fuina, 500 pecore, 7 capre, 2 asini e 40 mucche in alpeggio d’estate non hanno riportato alcun agguato. Il caso svizzero può essere emblematico per una rivalutazione della prevenzione?

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In tema di predazioni alle greggi da parte del lupo, il Canton Grigioni si è distinto negli ultimi tempi per una politica severa di abbattimenti, più d’ogni altra zona della Confederazione. Tuttavia, un caso, proprio dai Grigioni, sembra dimostrare che la protezione del bestiame, se le misure di prevenzione vengono implementate in modo serio e coerente, può funzionare.
Alla fine della scorsa estate, in Svizzera, si discuteva sulla reale efficacia di una politica di contrasto agli attacchi dei carnivori tramite un massiccio numero di richieste di abbattimento. Con la revisione della legge sulla caccia nel dicembre 2022, infatti, le Camere federali avevano reso possibile l’abbattimento preventivo dei lupi, ossia anche prima che attacchino animali da reddito.
Tuttavia, i numeri sembrano smentire l’efficacia di questo approccio. Durante la fase di regolamentazione, consentita tra settembre 2024 e gennaio 2025, i Grigioni avevano ucciso 48 lupi. Prima di allora, ad agosto 2024 le autorità contavano 142 attacchi ad animali da reddito; un anno dopo la cifra era salita a 167.
Quest'estate, circa 500 pecore, 7 capre, 2 asini e 40 mucche pascolavano sull'Alpe Sut Fuina, nel Canton Grigioni. “Durante il giorno, pecore e capre pascolavano in un'area di pascolo a rotazione ben recintata ed elettrificata, oppure venivano guidate dalla pastora Sandra Schuster, per poi essere spostate la sera in un recinto notturno ben elettrificato. Il gregge era inoltre ben sorvegliato da due cani da guardia”. A raccontarlo pochi giorni fa era CHWolf, un’associazione attiva nella conservazione del lupo attraverso la diffusione di informazioni, l'educazione, progetti di protezione del bestiame e attività politiche e legali.

“Grazie all'efficace protezione del bestiame, non si sono verificati attacchi al bestiame sull'Alpe Sut Fuina durante l'intera stagione del pascolo”, comunica CHWolf. Questo nonostante la presenza di lupi e linci nella zona, avvistati più volte vicino al gregge e testimoniata dai video catturati dalle fototrappole (i video).
Il risultato non sorprende: lo spiegava a Il Dolomiti il professor Luigi Boitani, docente di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma e presidente della Large Carnivore Initiative for Europe. “È noto che gli abbattimenti non funzionano per ridurre i danni”, affermava. “In generale la letteratura è piuttosto chiara, ci sono ricerche anche molto datate e storiche in questo senso. La strada preferibile è quella della prevenzione, della formazione e dell'informazione”.

L’invito dell’associazione al governo cantonale è ad investire maggiori risorse sulle misure di sostegno indispensabili affinché le attività pastorali possano adottare adeguati strumenti di prevenzione. Tra questi sostegni, CHWolf cita i finanziamenti per la cura dei cani da guardia del bestiame, l’integrazione e il rinnovo periodico del materiale di recinzione e di messa a terra, la diffusione di informazioni specifiche sulla costruzione di recinzioni e sull'elettrificazione per la protezione dai predatori e il trasporto necessario (aereo o su strada) per cibo per cani e materiale per recinzioni.
L’associazione, laddove i fondi non arrivano, è attualmente impegnata nel sostegno e nel dialogo diretto con gli allevatori, in un supporto finanziario (pur limitato alle capacità di CHWolf), nella fornitura di materiale di prevenzione e monitoraggio e soprattutto nella diffusione di un’informazione aggiornata, e attraverso diversi canali, sul tema.













