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Attualità | 04 settembre 2025 | 06:00

Malghe in Veneto: i finanziamenti regionali non bastano? Stefano Danieli: "I soldi ci sono: ora serve che tutti, compresi i sindaci, siano sollecitati e coinvolti"

"La Regione Veneto non si è improvvisamente interessata alle malghe". Da anni il Consorzio delle PPL lavora in sinergia con essa, con l’Istituto Zooprofilattico, Veneto Agricoltura e le aziende sanitarie regionali per garantire alle malghe l’attenzione che meritano: non solo come aziende agricole, ma come patrimonio culturale e volano per il turismo. Per farlo, è necessario che le realtà coinvolte lavorino in sinergia, senza guardare al passato, ma costruendo insieme un futuro solido per queste realtà

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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L’interesse destato dall’articolo del 30 agosto scorso, a proposito del finanziamento destinato dalla Regione Veneto alle malghe pubbliche, è forse già di per sé il segnale dell’attenzione crescente per queste strutture, ai prodotti caseari e al mestiere di malghese. L’intervento raccolto dal nostro quotidiano di Nicola Rossi, consigliere comunale di Asiago, ha infatti innescato ulteriori segnalazioni e osservazioni sul tema, che promettono di restituire centralità alle malghe venete e contribuire al dibattito.

 

Tra queste, è arrivata in redazione la considerazione di Stefano Danieli, che ha avuto modo di offrirci un ulteriore punto di vista sulla questione. Seppur puntualizzando alcuni aspetti, la sua prospettiva e quella del consigliere Rossi ci sembrano convergere in larga parte, in special modo sul comune interesse per la valorizzazione di questo genere di attività.

 

Danieli rappresenta il Consorzio delle Piccole Produzioni Locali (PPL), che raggruppa circa 1.500 realtà agroalimentari sparse per il Veneto. “Alle PPL - ci informa - fanno capo anche le malghe”.

 

La Regione, sottolinea Danieli, non si è improvvisamente interessata alle malghe. “La presidenza ha da tempo riconosciuto l’importanza di questo patrimonio alimentare, che vuole tutelare e salvaguardare. Dal 2024, Veneto Agricoltura, insieme al nostro consorzio, lavora sulle malghe del Veneto. Sull’Altopiano dei Sette Comuni è stato fatto un lavoro stupendo, che ci ha permesso di ottenere una fotografia precisa e dettagliata delle malghe, dei loro processi produttivi e della strumentazione utilizzata. Abbiamo anche affiancato i malghesi nelle loro produzioni, acquisendo così conoscenze dirette e approfondite. Ad oggi, dunque, se c’è qualcuno che sa qualcosa delle malghe è sicuramente il Consorzio delle PPL Venete”.

 

Stando al presidente, il consorzio avrebbe firmato un accordo quadro con la Regione del Veneto, con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, a Veneto Agricoltura e alle Aziende Sanitarie del Veneto. “All’interno di questo accordo opera un gruppo di lavoro coeso con l’obiettivo di risolvere le problematiche delle malghe, non solo sanitarie”.

 

Il recente stanziamento sarebbe proprio il frutto di questo lavoro congiunto: “Il milione e 50mila euro stanziati non sono stati assegnati per interessamento dei politici locali, ma grazie all’operatività di questo accordo quadro. La dovuta formazione, non solo frontale ma soprattutto sul campo, è stata capace di metterci di fronte alle esigenze e alle peculiarità di intervento che ogni malga e ogni malghese a volte richiedono; quindi, a sviluppare una base dati che, grazie alla sensibilità dell’assessore agli enti locali Francesco Calzavara, si è concretizzata nello stanziamento come in un primo intervento concreto e importante a favore del settore”.

 

Un punto importante su cui si è intervenuti, segnala Danieli, è stato nel dare rilevanza a un principio di sussidiarietà come rilevato anche nella legge regionale 31 del 1994. Questo assunto stabilisce che i comuni proprietari delle malghe devono prendere i soldi dei proventi e reinvestirli nelle malghe stesse. “Finora ciò è avvenuto solo sporadicamente. Oggi, grazie al nostro lavoro, le malghe hanno la possibilità di reinvestire queste risorse direttamente nel loro funzionamento, unitamente ad un supporto tecnico sanitario che mette insieme le giuste professionalità per un bene comune, anche con continue validazioni tecnologiche che sono già in grado di dare una nuova immagine al mantenimento di questo patrimonio”.

 

“Come Consorzio, non vogliamo entrare in polemiche con chi ha gestito il settore in passato”, aggiunge. L’obiettivo è comune ed è importante mantenere la concentrazione su di esso: “Far diventare le malghe dei veri gioielli, che producano prodotti di altissima qualità, e non lasciarsi distrarre da problemi collaterali: non sono certo i lupi il problema principale delle malghe. Come già abbiamo fatto, ci sarà comunque un tavolo di confronto per gestire eventuali rischi, ma le malghe devono essere il focus”.

 

Non solo pascoli e trasformazioni casearie, le malghe rappresentano anche un importantissimo volano turistico: “Permettono alle persone di uscire dai centri urbani, percorrere i sentieri, visitare i malghesi, acquistare e degustare prodotti locali, e sedersi a godere del paesaggio. È fondamentale che il Made in Malga sia rappresentato esclusivamente dal patrimonio locale del Veneto, valorizzando i protagonisti delle malghe stesse”.

 

Solo se tutti i soggetti coinvolti (Regione, consorzio, istituti certificatori, comuni e malghesi) lavorano in sinergia, allora, è possibile ottenere i risultati sperati e garantire la tradizione alimentare insieme all’innovazione. “In sintesi - conclude il presidente delle PPL - i soldi ci sono, le regole ci sono, gli organi certificatori ci sono: ora serve che tutti, compresi i sindaci, siano sollecitati e coinvolti, affinché le malghe vengano valorizzate e mantengano la loro funzione culturale, produttiva e turistica”.

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