"Non solo se ne vanno sbattendoci la porta in faccia, ma ci prendono in giro". Le banche che abbandonano i piccoli Comuni si sottraggono dalla costruzione dell'Appennino di domani

Lunedì 14 aprile alcune amministrazioni dell'Appennino bolognese hanno manifestato a Bologna, di fronte alla storica sede della Cassa di risparmio di Bologna, che oggi fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo. Che a giugno taglierà la presenza anche a Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Monghidoro, il comune più alto dell'Appenino bolognese, dista oltre mezz'ora da Pianoro. Secondo il Piano territoriale di Intesa Sanpaolo, con la chiusura dello sportello bancario di piazza Ramazzotti, dal 21 giugno chi vive nel paese a 841 metri sul livello del mare dovrà correre in discesa per oltre seicento metri di dislivello e far riferimento alla filiale aperta a Pianoro. Per questo, Barbara Panzacchi, sindaco di Monghidoro e dal 2024 Presidente dell’Unione dei Comuni Savena-Idice, è scesa in piazza a Bologna: "Se c'è da chiudere qualche filiale, per fare un po' di risparmio, chiudiamo nelle città, dove ci sono tanti altri istituti e servizi. Non tagliamo nei piccoli comuni che faticosamente cercano di reggere e di offrire abitabilità alla popolazione, che è sopratutto anziana. Quando ci vengono a dire 'non vi preocucpare, ci saranno l'easy bank, l'home banking', io mi chiedo: che cosa se ne fa una popolazione anziana? Non solo se ne vanno sbattendoci la porta in faccia, ma ci prendono in giro".
La manifestazione di lunedì 14 aprile si è tenuta in piazza Minchetti, di fronte al Palazzo della Cassa di Risparmio di Bologna, edificio progettato alla fine dell'Ottocento da Giuseppe Mengoni, situato nel pieno centro del capoluogo regionale, all'incrocio tra la piazza e via Farini. È stato costruito come segno di opulenza e sede centrale della Cassa di Risparmio in Bologna, che oggi fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo,che ha chiuso il 2024 con un utile di 8,7 miliardi di euro e dopo l'assemblea di approvazione del bilancio, in programma il 29 aprile, riconoscerà agli azionisti dividendi per ben 6,1 miliardi di euro.
"Abbiamo portato le firme raccolte e ci hanno detto di non preoccuparci, che ci saranno dei consulenti attivi presso le famiglie. Probabilmente - ha aggiunto Panzacchi - questa manifestazione non cambierà le sorti della chiusura delle nostre filiali, ma almeno potremmo dire che ci abbiamo provato, anche a far capire quali sono le politiche di questi istituti bancari, mentre il credito cooperativo resta per scelta sul territorio. Bisogna aiutare chi decide di rimanese e spero che su questo tema si faccia qualcosa a livello nazionale, perché oggi riguarda Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro (BO) ma non solo".
Non a caso, in piazza con i sindaci e gli amministratori dell'Appennino bolognese c'erano il sindaco di Frontone, il Comune dell'urbinete che per primo ha sollevato il problema della chiusura degli sportelli e delle filiali di Intesa Sanpaolo, rappresentanti di Anci piccoli comuni e di Uncem, con il presidente nazionale Marco Bussone e quello regionale Giovanni Battista Pasini. In una nota diffusa a fine manifestazione, i due hanno rimarcato l'importanza di quel momento di mobilitazione:
"Siamo tornati in piazza, a Bologna, per dire 'No' alla chiusura delle banche sui territori. Lo abbiamo fatto con la Sindaca di Monghidoro, Barbara Panzacchi, con gli amministratori del Comune di San Benedetto Val di Sambro, con il Sindaco di Frontone, Daniele Tagnani, dove abbiamo fatto una manifestazione pubblica due settimane fa. Stamani c'erano le associazioni di categoria, le imprese, i sindacati. Una azione corale per dire 'No' alla chiusura degli sportelli e per chiedere che le banche non si sottraggano alla definizione di percorsi di futuro. Quale economia ci sarà sulle aree montane appenniniche lo dobbiamo capire insieme. Le banche che se ne vanno dai piccoli Comuni si sottraggono dalla costruzione dell'Appennino di domani. Non ci stiamo. La politica si sta muovendo e stamani c'erano Consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna di tutti gli schieramenti. C'erano molti sindaci, con gli amici di ANCI. Serve una azione dura e corale. Un intervento politico. Che passi da Consigli regionali, Parlamento, Governo italiano. Per dire alle banche di fermarsi. Di cambiare direzione. Aprire e non chiudere. A Bologna siamo stati molto chiari".
Leggi anche
Chiudono le banche in montagna. La lettera aperta ai dirigenti di Intesa Sanpaolo e Unicredit: "Lavoriamo insieme per i territori"
"Ci prendono in giro, vogliono il nostro risparmio ma poi se ne vanno". Le Marche si mobilitano contro la chiusura degli sportelli bancari nelle aree interne













