Nove progetti imprenditoriali provano a riscrivere il futuro delle aree interne italiane

Provengono da contesti montani e rurali e hanno una forte presenza femminile le iniziative che beneficeranno del percorso denominato "Imprese Spericolate", che si concluderà in autunno con un evento pubblico, la restituzione collettiva dei progetti e l'assegnazione del contributo da 15.000 euro. Tra i temi: turismo sostenibile, rigenerazione, nuove narrazioni, welfare territoriale, formazione e reti per l'imprenditoria

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Aree interne, montagne e piccoli paesi: questi luoghi, di cui spesso si parla associandoli a situazioni di spopolamento o contrazione economica, sanno essere in realtà anche laboratori in fermento.
Superando l'idea di un'imprenditoria orientata solo al profitto, trovano infatti spazio progetti che uniscono visione, impatto sociale e un profondo legame con il territorio. In questo contesto si inserisce l'iniziativa "Imprese Spericolate", un programma di formazione e accompagnamento che, dopo la fase iniziale di "Percorsi Spericolati", punta a trasformare le (buone) idee in realtà concrete.
Promosso dalla Fondazione Pietro Pittini con i partner Meraki - desideri culturali e Magma srl impresa sociale, questo percorso ha selezionato nove progetti imprenditoriali tra le candidature provenienti da ogni angolo d'Italia, con un'interessante prevalenza di donne a capo delle iniziative. Dalla Sardegna alla Carnia, passando per Piacenza e il Lazio, l'obiettivo è chiaro: sviluppare imprese che siano motore di cambiamento e rigenerazione, capaci di affrontare le sfide attuali delle aree interne con soluzioni innovative.
Il programma è dedicato a organizzazioni già costituite e gruppi informali che vogliono sviluppare progetti a impatto sociale nelle aree interne italiane. Dopo una selezione nazionale, sono stati scelti i progetti imprenditoriali provenienti da contesti montani e rurali di tutta Italia. Al centro, ci sono diversi temi: turismo sostenibile, rigenerazione, nuove narrazioni, welfare territoriale, formazione e reti per l'imprenditoria delle aree interne.
"Questo percorso è stato, per me, un punto di svolta. Mi ha permesso di vedere con occhi nuovi il fare impresa, andando oltre gli aspetti tecnici e toccando qualcosa di più profondo: le dinamiche interne, le relazioni, il senso di ciò che facciamo. Da perfetti sconosciuti a veri compagni di viaggio: questo vale moltissimo e mi riempie di gratitudine", racconta uno dei partecipanti al termine del primo modulo formativo, tenutosi a Ovaro, in Carnia (Friuli-Venezia Giulia).
La scelta della località carnica intendeva avere anche un valore simbolico, puntando a rimettere al centro territori spesso considerati marginali e a promuovere un diverso approccio all'impresa che nasce dalle montagne, dai piccoli centri e da chi sceglie di restare e costruire nuove prospettive.
NUOVI MODELLI DI SVILUPPO PER LE AREE INTERNE: ECCO I PROGETTI SELEZIONATI
Le nove iniziative imprenditoriali selezionate per la "fase due" di Percorsi Spericolati (QUI L'ARTICOLO) saranno protagoniste del programma di formazione e accompagnamento denominato Imprese Spericolate. Ora, saranno seguite da un percorso di mentorship personalizzata, che li accompagnerà fino al momento conclusivo del programma previsto per sabato 18 ottobre 2025 a Udine, con un evento pubblico e una restituzione collettiva dei progetti e l'assegnazione del grant da 15.000 euro. Ecco, di seguito, i progetti selezionati.
A Bobbio, in provincia di Piacenza, due sorelle stanno riaprendo la storica Locanda dei Cacciatori trasformandola in una struttura ricettiva sostenibile. Camere, ristorante, orto e spazi culturali saranno gli elementi di un'offerta turistica pensata per valorizzare il territorio, generare occupazione e attivare sinergie locali.
In Sardegna, a Desulo, Futuro (è) Locale affronta il tema dello spopolamento nelle zone montane. Il progetto promuove una Scuola d'Impresa della Montagna e una serie di laboratori ed eventi che coinvolgono giovani e imprese locali, con l'obiettivo di ripensare le aree interne come luoghi di innovazione sociale.
Isola di Stavoli, in provincia di Udine, punta a rivitalizzare il borgo montano di Stavoli, accessibile solo a piedi, con un modello di ospitalità sostenibile e culturale. Tra le azioni: ecoalloggi, cucina attrezzata, festival e residenze artistiche, con l'obiettivo di abitare stabilmente il borgo tutto l'anno.
Prospettive Interne unisce architettura, urbanistica, paesaggio e innovazione sociale, con l'obiettivo di rigenerare le aree rurali e montane del Nord Italia. Attraverso interventi partecipati, il gruppo punta a valorizzare il patrimonio locale e coinvolgere le comunità – in particolare i giovani – in processi di co-progettazione e sviluppo territoriale.
Il progetto Narrazioni Vive propone un nuovo approccio comunicativo alle aree interne. Attraverso contenuti editoriali, esperienze sul campo e una piattaforma digitale, intende superare gli stereotipi e costruire una narrazione più realistica di chi vive, torna o arriva in questi territori.
In Carnia nasce Tipsy Bear, una piattaforma che promuove il consumo responsabile di alcol nei locali. L'idea è premiare i comportamenti sicuri attraverso l'uso di criptovalute e incentivi, con l'obiettivo di ridurre gli incidenti legati alla guida in stato di ebbrezza.
Sempre in Carnia, tra i comuni di Comeglians e Prato Carnico (UD), si sperimenta un modello di rigenerazione partecipata. Ex strutture montane dismesse vengono riattivate attraverso mappature, cantieri di autocostruzione e residenze artistiche, coinvolgendo direttamente la cittadinanza.
A Longarone, il Dolomiti Marketing Hub si propone come punto di riferimento per le piccole imprese delle Dolomiti Bellunesi che intendono rafforzare le proprie competenze in comunicazione e marketing digitale. Il progetto offre formazione e consulenza a operatori turistici, artigiani e professionisti del territorio.
Infine, in provincia di Latina, Discover Agropontino punta a valorizzare un'area poco esplorata dal turismo organizzato. Attraverso una piattaforma digitale e un sistema di esperienze integrate, mette in rete produttori locali, strutture ricettive, guide e artigiani, proponendo itinerari che spaziano dal cicloturismo all'enogastronomia, fino all'arte pubblica e ai racconti delle comunità.
"Imprese Spericolate non è un semplice incubatore, ma un percorso pensato per chi vede nell'impresa uno strumento di rigenerazione e cura del territorio. Unisce strategia, sostenibilità e relazioni umane, con l'obiettivo di creare valore condiviso, prima ancora che profitto - spiegano i promotori -. È l'evoluzione naturale di Percorsi Spericolati, iniziativa che ormai si prepara alla quinta edizione e che in questi quattro anni ha coinvolto centinaia di giovani, amministrazioni e realtà locali. Alcuni dei nuovi imprenditori e imprenditrici arrivano proprio da lì, segno di una continuità concreta e radicata nel tempo, portata avanti da Fondazione Pietro Pittini e dai partner con cura".
Questo programma dimostra che l'imprenditoria nelle aree interne può essere un potente strumento di rigenerazione e cura del territorio. Non si tratta solo di creare utile a beneficio di pochi, ma di costruire valore condiviso, attivando sinergie e tracciando possibilità concrete per il futuro. È un segnale forte e chiaro: le terre alte non sono un problema da risolvere, ma un serbatoio di idee e persone pronte a farle fiorire.
Immagine di copertina: fotografie da Imprese Spericolate 2025, crediti fotografici Luca Innocente













