Oltre 4 milioni di italiani vivono in comuni privi di filiali bancarie. È un problema nazionale che non riguarda solo gli anziani

Desertificazione bancaria: l'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna affronta il problema con un'audizione di ABI e Federcasse, da cui emergono dati allarmanti. Sono 3.179 i comuni dove non risultano più essere presenti filiali bancarie. Una risposta al progressivo svuotamento nel sistema delle Banche di credito cooperativo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La Regione Emilia-Romagna ha preso sul serio il problema dell'esclusione finanziaria, direttamente connesso a quella che viene definita desertificazione bancaria, una locuzione che descrive "la continua riduzione dei presidi fisici" che ha "ormai trasformato in argomento di dibattito pubblico", come sottolinea il rapporto Inclusione finanziaria e microcredito. Con le comunità per contrastare la povertà e l’esclusione. Dopo le manifestazioni della primavera scorsa a Bologna, adesso è il consiglio regionale ad aver scelto di approfondire e affrontare il tema, riunendo le commissioni Bilancio e Politiche economiche, presiedute rispettivamente da Annalisa Arletti e Luca Quintavalla, per l’audizione dei rappresentanti di ABI (Associazione bancaria italiana), della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna, di ANCI e di UNCEM. Il tema è “La riorganizzazione della presenza degli istituti bancari in Emilia- Romagna: il presente e il futuro di un servizio essenziale per tutta la comunità”.
Secondo l’organizzazione sindacale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) sarebbero oltre 4 milioni gli italiani abitanti dei 3.179 Comuni nei quali non risultano più essere presenti filiali bancarie. Un fenomeno che interessa l’8% della popolazione, con differenze territoriali marcate: "al Nord il 6,3% della popolazione (1.715.350 abitanti in Comuni senza banche); al Centro il 4,6% (593.096 abitanti interessati); al Sud e nelle Isole il 20,4% (2.080.868 abitanti interessati)", come spiega il report citato su "Inclusione finanziaria e microcredito".

Le banche in Appennino in Emilia-Romagna
L'Emilia-Romagna non fa troppa differenza: in dieci anni, dal 2015 al 2025, gli sportelli bancari sul territorio sono calati del 34%. Così l'audizione programmata per l'8 ottobre è nata "dalla richiesta di diversi consiglieri per capire dai rappresentanti del mondo bancario quali possano essere prospettive e proposte per il mantenimento dei servizi nei territori montani”, come ha spiegato Luca Quintavalla, presidente della commissione Politiche economiche.
A livello nazionale, secondi i dati presentati da Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) sono 791 i Comuni in cui le BCC sono l’unica presenza bancaria e l'82% di questi ha meno di 5.000 abitanti. Questo numero è aumentato in 10 anni del 46%: nel 2015 erano 542 i Comuni italiani in cui la BCC era l'unica banca presente. Nel 2024 i residenti nei comuni in cui opera unicamente una BCC sono più di 2,5 milioni, mentre gli addetti impiegati nelle attività economiche è pari a 627.262,45. Questo dato è utile a capire che la presenza di un'istutuzione finanziaria non è legato all'esigenza di garantire uno sportello per la popolazione anziana: il Report su inclusione finanziaria e microcredito curato da Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e Rete Italiana di Microfinanza e Inclusione Finanziaria segnala come siano ben 249.000 le imprese aventi sede in Comuni che non vedono la presenza di alcuna banca (+23.000 negli ultimi 12 mesi) e oltre la metà abbia visto abbandonare il suo Comune dal 2015 a oggi". "Si devono inoltre considerare - aggiunge il rapporto - le 387.000 aziende aventi sede in Comuni con un solo sportello".
Per quanto riguarda l'Emilia-Romagna, anche la regione ha perso un terzo di tutti gli sportelli bancari negli ultimi nove anni e mezzo: da 3.125 (dicembre 2015) a 2.066 (giugno 2025), per un calo del 34%. Ad oggi, le BCC-CR detengono il 19% degli sportelli bancari operanti nella provincia (era il 13% a dicembre 2015).
È aumentato anche il numero dei Comuni in cui esiste un presidio esclusivo delle BCC: da 2 comuni nel 2015 a 16 nel 2025.
UNCEM a fianco della BCC
Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, intervenendo a Napoli al convegno delle Banche di Credito Cooperativo con Federcasse e Confcooperative e con la Federazione lombarda delle BCC, ha ribadito l'attenzione dell'associazione al tema, contro le "chiusure da parte di grandi gruppi multinazionali finanziarizzati che fanno ogni anno 25 miliardi di euro di utili alle spalle dei territori". "Per loro sono - ha sottolineato Bussone - siamo un peso. Hanno scelto maldestramente di non vedere quella carica dei 100mila nuovi abitanti, flussi migratori positivi negli ultimi anni verso le are montane del Paese. Se ne sono fregati. E sono andati via. Poteri forti che dicono NO alla montagna, alle comunità, al risparmio, alle imprese. Siamo scesi in piazza e continueremo a farlo".
E del resto anche il Parlamento europeo, in una risoluzione di maggio 2025, ha evidenziato il ruolo fondamentale svolto dalle banche di minori dimensioni nel garantire l’accesso ai servizi bancari essenziali, in particolare nelle aree rurali e remote, sostenendo così le famiglie, le PMI e le economie locali. Il credito serve. L'esclusione finanziaria è un problema nazionale.













