Polemica caldarroste, il sindaco di Vicenza ribatte alle accuse: "Se oltre alle castagne si cuocesse anche un po' di buon senso sarebbe un bel passo avanti"

"In questi giorni abbiamo letto di tutto: che il Comune vieta le caldarroste, che roviniamo le tradizioni, che siamo contro l’autunno. Ora la Regione chiarisce pubblicamente che la scelta era sua. Cosa che avevamo spiegato dal primo minuto". Giacomo Possamai si toglie qualche sassolino dalla scarpa

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“In questi giorni abbiamo letto di tutto: che il Comune vieta le caldarroste, che roviniamo le tradizioni, che siamo contro l’autunno. Ora la Regione chiarisce pubblicamente che la scelta era sua. Cosa che avevamo spiegato dal primo minuto.”
Con queste parole il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, fa chiarezza su un caso che nella provincia berica (e non solo) nell’ultima settimana ha sollevato un acceso dibattito. Se da molti il comune di Vicenza era genericamente accusato di voler affossare la tradizione delle caldarroste, altri hanno impugnato il provvedimento rimproverando il sindaco e la sua giunta di avanzare una proposta di scarsa efficacia e di fare “propaganda green”.
Ma in cosa sussiste il dibattuto provvedimento? Come scrivevamo in un precedente articolo (link) il provvedimento prevede il divieto di caldarroste e barbecue all’aperto per le attività commerciali. In particolare fa riferimento al divieto di utilizzo di combustibili solidi, come legna e carbone, ai livelli di allerta arancione e rossa. Una misura che non riguarda i privati.
Tuttavia in questa particolare circostanza, come sottolineato fin da subito dalla giunta berica, l’opposizione e molti cittadini hanno puntato il dito contro il bersaglio sbagliato. Come sottolineato dallo stesso primo cittadino di Vicenza, infatti, è stata la Regione a dare forma a questa iniziativa.
Possamai non perde infine l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Tutto risolto? Diciamo che, se oltre alle castagne si cuocessero anche un po’ di buon senso e di onestà intellettuale, sarebbe un bel passo avanti.”













