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Attualità | 13 settembre 2025 | 17:00

Selfie con carriole e auto piene di funghi, nonostante il limite alla raccolta giornaliera: "febbre da porcino" anche nel Lazio, ma in pochi rispettano le regole

Le battute di ricerca sulle aree alto collinari del Lazio vengono organizzate anche attraverso appositi gruppi Facebook e Whatsapp, dove poi compaiono centinaia di foto di persone che si ritraggono con diverse cassette e carriole piene di funghi, prevalentemente ovoli e porcini. Ecco le regole da rispettare

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Le piogge dei giorni scorsi e l’aumento delle temperature hanno favorito la crescita dei funghi nei boschi della Penisola. In particolare, sulle aree alto collinari della regione Lazio è scattata una vera e propria "febbre da porcino". Le battute di ricerca vengono organizzate anche attraverso appositi gruppi Facebook e Whatsapp, dove poi compaiono centinaia di foto di persone che si ritraggono con cassette e carriole di funghi, prevalentemente ovoli e porcini. A essere presi d'assalto sono specialmente i boschi di castagno. 

 

Allo stesso tempo, sono diverse le perplessità sollevate da chi svolge la raccolta di funghi per professione, perché spesso risulta che le regole regionali non vengano fatte rispettare. Appare difficile infatti credere che tutti coloro che si mostrano con buste, cesti, zaini e macchine con cofani ripieni di funghi, siano abilitati alla vendita o abbiano il permesso per la raccolta speciale.

 

LE REGOLE PER LA RACCOLTA FUNGHI NELLA REGIONE LAZIO

Per le regole di raccolta funghi in vigore nella regione Lazio, sono abilitati alla raccolta funghi tutti coloro che sono in possesso di un attestato, che certifica di aver seguito un corso micologico in una delle strutture adibite e riconosciute per farlo. Spesso si tratta di associazioni.

 

Nel Lazio non ci sono più limiti alla raccolta, pertanto è possibile cogliere funghi in tutti i giorni eccetto nel periodo che va da un’ora dopo il tramonto a un’ora prima del sorgere del sole. La raccolta giornaliera pro capite di funghi epigei spontanei commestibili è però determinata complessivamente in tre chilogrammi, salvo che il raccolto sia costituito da un unico esemplare o da un solo cespo di funghi concresciuti.

 

Al fine di impedire la raccolta di esemplari fungini immaturi o troppo piccoli sono stabilite le seguenti dimensioni minime del diametro del carpoforo (cioè la parte visibile del fungo):

a) Amanita caesarea (ovolo buono) centimetri 4;

b) Boletus edulis e relativo gruppo (porcino) centimetri 4;

c) Clitocybe geotropa (agarico geotropo) centimetri 4;

d) Macrolepiota procera e simili (mazza di tamburo) centimetri 5;

e) Agaricus campestris (prataiolo) centimetri 4;

f) Russula virescens (verdone) centimetri 4.

Per tutte le altre specie la dimensione minima è determinata in centimetri 3.

 

Per essere abilitati alla raccolta funghi nel Lazio, è richiesto il pagamento della tassa regionale annuale di € 25,00 (€ 40 per chi non risiede nella regione). La tassa non è dovuta per i residenti nel Lazio con più di 65 anni.

 

COSA RISCHIA CHI NON È IN POSSESSO DELL’ATTESTATO PER LA RACCOLTA FUNGHI?

È possibile andare incontro ad importanti sanzioni amministrative, indicativamente dai 50 ai 600 euro, oltre che al sequestro dei funghi e del cesto. L’ammenda dipende dalla normativa regionale specifica, ma in caso di raccolta in aree dove vige un divieto o di violazioni ripetute il prezzo della multa è più elevato.

 

Nel week end è atteso un vero e proprio boom di presenze di fungaioli nei boschi dell’Appennino; da qui l'invito a rispettare le regole di raccolta, informandosi sul sito regionale di riferimento. Sia per il rispetto della natura, che per non incorrere in sanzioni amministrative anche rilevanti.

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