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Attualità | 18 luglio 2025 | 18:30

Sui passi dolomitici traffico sempre più intenso, "non ulteriormente sopportabile": i sindaci della Val Badia chiedono una regolamentazione e parlano di "esasperazione diffusa"

Il problema non consiste solo nel rumore o nell'inquinamento provocato dai mezzi a motore, ma in un vero e proprio “deterioramento dell'identità delle Dolomiti” evidenziato dagli amministratori locali, che hanno scritto una lettera al presidente della Provincia autonoma di Bolzano e al commissario di governo. La situazione esaspera i residenti e infastidisce i turisti, rischiando di compromettere la qualità dell’esperienza vissuta tra queste località di montagna

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La questione del traffico che imperversa sui passi dolomitici è al centro di una lettera inviata dai sindaci della Val Badia al presidente della Provincia autonoma di Bolzano e al commissario di governo, per chiedere misure chiare e urgenti per fronteggiare la situazione.

 

Il problema non consiste solo nel rumore o nell'inquinamento provocato dai mezzi a motore, ma in un vero e proprio “deterioramento dell'identità delle Dolomiti”, evidenziato dagli amministratori locali. Una situazione che esaspera i residenti e infastidisce i turisti, rischiando di compromettere la qualità dell’esperienza vissuta tra queste località di montagna (come riflettevamo in QUESTO articolo).

 

La percezione di una destinazione "sostenibile" e "bike friendly" – come da anni si presenta l’Alta Badia – si scontra con la realtà di strade sempre più congestionate dai motori. Un tale disallineamento crea frustrazione non solo tra i visitatori, ma soprattutto tra chi vive queste valli quotidianamente. Lo raccontava a L’AltraMontagna anche un operatore turistico della valle, in QUESTA intervista.

 

Solo pochi giorni fa, l’albergatore ci raccontava: “C’è stato un aumento molto forte di un turismo incentrato sui mezzi a motore che, purtroppo, spesso non rispetta le regole. Da una parte abbiamo raduni organizzati, anche perché esistono alberghi in Austria, ma anche in Alto Adige, che organizzano i giri nelle Dolomiti permettendo di noleggiare auto sportive. Partono dall'Austria o da un'altra vallata dell'Alto Adige, vengono da noi, fanno il giro e tornano a casa. Tra Porsche, Ferrari e Lamborghini a volte sembra di essere a Dubai. Dall’altra abbiamo quelli più sportivi, più sfegatati, che vengono qui a fare le derapate sui passi come se fosse terra di nessuno. La gente della valle non accetta più questi comportamenti, anche perché li vediamo tutti i giorni e con maggiore frequenza” (QUI l'articolo completo).

 

Adesso, si aggiunge con forza la voce dei tre sindaci che, parlando di un clima da "esasperazione diffusa", riferiscono di ricevere continuamente segnalazioni e proteste da parte di cittadini e ospiti, che chiedono interventi da parte delle autorità.

 

I sindaci di Badia, Corvara e La Val scrivono: “È ormai divenuto insostenibile il traffico sempre più intenso e non regolamentato di moto, auto sportive e, soprattutto, del raduni motorizzati sui passi dolomitici. Questi flussi generano congestione, rumore, inquinamento e una generale percezione di situazione non ulteriormente sopportabile. Stiamo assistendo a un deterioramento dell'identità stessa delle Dolomiti come destinazione sostenibile e bike friendly, con un conseguente e pericoloso disallineamento tra la promessa comunicata e l'esperienza reale vissuta non solo dai nostri ospiti, ma anche e soprattutto da chi in valle ci vive. Si percepisce un senso di esasperazione diffuso tra la popolazione".

 

La lettera degli amministratori locali è indirizzata al presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e al commissario del governo. I sindaci lamentano di ricevere "quotidianamente decine di segnalazioni e telefonate di protesta, con cittadini e ospiti che ci chiedono cosa stia facendo la politica per affrontare e gestire questa 'invasione incontrollata'".

 

La richiesta dei tre sindaci, condivisa dalla società cooperativa turistica Alta Badia e da Alta Badia Brand, è chiara: introdurre una "regolamentazione o limitazione concreta del traffico sui passi dolomitici, con entrata in vigore già a partire dalla primavera 2026".

 

Un altro punto dolente sollevato dai sindaci riguarda la presenza di lavori stradali in contemporanea con i grandi eventi ciclistici che si svolgono sui passi dolomitici in giornate particolari, in cui i valichi vengono appositamente chiusi al traffico motorizzato. I sindaci segnalano infatti che nelle scorse settimane “numerosi cantieri stradali, la cui importanza e necessità riconosciamo pienamente, sono stati avviati e proseguiti contemporaneamente ad eventi come la Maratona dles Dolomites, Dolomites Bike Day e Sellaronda Bike Day”.

 

Pur riconoscendo l'importanza dei lavori infrastrutturali, la sovrapposizione crea ulteriori disagi e rappresenta un ostacolo per chi partecipa a quel tipo di manifestazioni sportive aspettandosi di trovare strade, per una volta, completamente libere.

 

La richiesta è che "tutti gli interventi programmabili sulla rete viaria locale vengano tassativamente conclusi entro il 31 maggio di ogni anno. Una pianificazione attenta e coordinata con gli attori del territorio non solo è possibile, ma oggi più che mal necessaria per salvaguardare un'eccellenza turistica che richiede coerenza, visione e rispetto", concludono i sindaci nella lettera. Questo permetterebbe di gestire meglio l'afflusso turistico durante i mesi estivi e la partecipazione agli eventi sportivi, evitando sovrapposizioni che peggiorano ulteriormente la situazione.

 

Il problema del traffico sui passi dolomitici - che quest’estate sembra essere giunto all’esasperazione - è certamente complesso e noto ormai da tempo. Se ne discute da anni, senza però giungere a una soluzione condivisa.

 

Nel 2017, si era arrivati a una sperimentazione che prevedeva la chiusura al traffico veicolare privato del passo Sella tutti i mercoledì dei mesi di luglio e agosto, in una fascia oraria specifica, dalle ore 9 alle 16. In quei giorni il passo era raggiungibile solo in bicicletta, a piedi, con gli impianti di risalita, con i mezzi del trasporto pubblico locale e con i veicoli a trazione elettrica. Uno studio ha documentato i benefici ottenuti a livello di inquinamento acustico. Poi, però, non sono seguite altre azioni concrete da parte delle autorità.

 

Va ricordato che i passi dolomitici sono strade di collegamento che mettono in comunicazione vallate confinanti e pertanto ogni questione che li riguarda coinvolge non solo comuni diversi ma spesso più province e regioni e richiede di condividere una (coraggiosa) visione d’insieme comune.

 

Non si tratterebbe naturalmente di chiudere le Dolomiti al turismo, ma di gestirne e governarne i flussi in modo più equilibrato e rispettoso, per preservare un ecosistema delicato e garantire una migliore qualità della vita a residenti e visitatori.

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