Torna la febbre dell'oro blu: servirà alla mastodontica diga in Cina come all'intelligenza artificiale di Google

L’idroelettrico, spina dorsale del mix energetico mondiale da oltre un secolo, sta vivendo una nuova fase di rilancio, complice la necessità di decarbonizzare la produzione di energia e l’affidabilità come fonte energetica. Dagli Stati Uniti, con l'interazione tra idroelettrico e intelligenza artificiale, alla Cina, con la costruzione della diga più grande del mondo, la corsa all’oro blu torna centrale nella programmazione energetica mondiale di queste settimane. In Italia il patrimonio idroelettrico rimane una questione in secondo piano quando invece servirebbero investimenti e scelte politiche chiare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L’idroelettrico, spina dorsale del mix energetico mondiale da oltre un secolo sta vivendo una nuova fase di rilancio, complice la necessità di decarbonizzare la produzione di energia e l’affidabilità come fonte energetica. Dagli Stati Uniti alla Cina, la corsa all’oro blu torna centrale nella programmazione energetica mondiale di queste settimane.
LA MEGA DIGA CINESE
In questi giorni il premier cinese Li Qiang ha annunciato la costruzione di una “mega diga” in Tibet, nel corso inferiore del fiume Yarlung Zangbo. Il progetto andrebbe a oscurare la diga più grande della Cina, la diga delle Tre Gole, anche se ancora non sono disponibili i dati per capire l’impatto volumetrico del bacino, che saranno sicuramente gargantueschi. Il fiume Yarlung Zangbo, che nasce dal ghiacciaio Angsi in Tibet, ha una portata di circa 2000 metri cubi al secondo, in grado di riempire tre vasche olimpiche in un secondo. La vallata del Tibet che servirà da bacino è lunga 50 chilometri per un dislivello di 2000 metri, il che la rende geograficamente il luogo ideale per costruire un invaso per la produzione di energia. A opera finita, le cinque centrali previste dovrebbero produrre circa 300miliardi di chilowatt ora (300 TWh) di energia elettrica a fronte di un costo iniziale di circa 170 miliardi di dollari statunitensi. Per confrontare questo dato e capire la grandezza di questo invaso, la diga delle Tre Gole in Cina produce circa 112 TWh, la diga Hoover negli Stati Uniti produce circa 4.2 TWh mentre il più grande impianto italiano, la diga di Entracque, produce 1,46 TWh annui di energia elettrica.
Sebbene il governo cinese tranquillizzi sull’impatto ambientale e sociale dell’opera, i paesi adiacenti come India e Bangladesh hanno già espresso le loro preoccupazioni riguardo gli impatti dell’opera e sul controllo dell’acqua da parte del governo cinese. Il fiume Yarlung Zangbo, che diventa Brahmaputra quando entra in territorio indiano, è una fonte idrica cruciale per milioni di persone e per l’agricoltura delle comunità locali e un controllo a monte della riserva idrica potrebbe portare a nuovi conflitti per l'acqua.
IDROELETTRICO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Dall’altra parte dell’Oceano Pacifico, nei prossimi decenni l’idroelettrico sarà un ingranaggio fondamenta dell’intelligenza artificiale di Google. L’azienda di Mountain View ha firmato un accordo con la Brookfield Renewable Partners per l’acquisto di energia idroelettrica della durata di 20 anni per un valore di circa 3 miliardi di dollari. L’energia arriverà inizialmente da due impianti in Pennsylvania, anche se Google prevede di estendere questi contratti ad altri due invasi idroelettrici nel Mid-Atlantic e nel Midwest. Nonostante i grandi passi indietro della nuova amministrazione Trump sull’utilizzo di energia rinnovabile, Google ha deciso di accelerare la propria transizione energetica in vista anche di un aumento della richiesta di energia elettrica da parte dei propri server per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi 12 mesi Google ha firmato contratti per l’acquisto di energia geotermica ad emissioni zero ed energia nucleare. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) entro il 2030 i data center potrebbero superare i consumi di industrie altamente energivore come acciaio, cemento o l’industria chimica.
In Italia il discorso idroelettrico sembra più che mai confuso. La questione delle concessioni per la produzione di energia idroelettrica non sembra avere avuto degli sviluppi notevoli e la concorrenza estera resta ancora feroce. Infine il ridimensionamento del PNRR potrebbe portare ad avere meno fondi per la manutenzione e l'integrazione di nuovi sistemi di controllo e monitoraggio (sistemi che includono l'utilizzo della IA) con conseguenza sulla produzione di energia idroelettrica negli invasi esistenti sparsi tra Alpi e Appennini.













