Abbondanti nevicate lungo gli Appennini, attese fino alle basse quote. Le previsioni meteo per la prossima settimana

Per la fine delle feste, nei giorni tra il 5 e il 12 gennaio, si confermano temperature al di sotto della media. È l'effetto della confluenza tra le masse di aria mite e carica di umidità dall'Atlantico e quelle di alta pressione che vengono dalla Russia. Le probabilità di ripetuti freddi, o vere e proprie ondate di gelo, nel prossimo periodo dipenderanno dall'esito di questa dinamica

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Come anticipato nelle nostre precedenti analisi pre-natalizie (in questo articolo), il quadro meteorologico europeo ha effettivamente registrato una significativa evoluzione nell'ultima settimana di dicembre. L'ondata di freddo che ha interessato l'Europa orientale ha marginalmente coinvolto anche il territorio italiano, confermando le tendenze prospettate dai principali centri di calcolo.
Calo termico e nevicate in arrivo in appennino e non solo
I modelli del Centro di Calcolo Europeo continuano a evidenziare una configurazione barica caratterizzata dalla persistenza di strutture anticicloniche alle alte latitudini per l'arco temporale compreso tra il 5 e il 12 gennaio. Tale configurazione sinottica favorisce condizioni termiche sotto la media stagionale per l'Europa centro-meridionale, come emerge chiaramente dalle mappe delle anomalie termiche al suolo.
La modellistica numerica a medio termine conferma questa tendenza, proponendo scenari tipicamente invernali proprio nella settimana dell'Epifania.
La dinamica in atto
Due elementi chiave stanno attualmente caratterizzando il quadro meteorologico europeo. L'espansione significativa della copertura nevosa sui Balcani sta favorendo la formazione di un'alta pressione termica di matrice russa. Parallelamente, le correnti atlantiche, cariche di umidità e relativamente miti, mantengono la loro presenza sul settore occidentale del continente.
La settimana del 5-12 gennaio potrebbe quindi vedere la convergenza di queste masse d'aria di origine differente. Storicamente, tali configurazioni bariche tendono a individuare nel Mediterraneo centrale un'area di confluenza privilegiata, con la possibilità di episodi nevosi anche a quote insolitamente basse sulla Penisola italiana.
Indipendentemente dall'eventuale arrivo di precipitazioni nevose a bassa quota al Centro-Nord, l'aspetto più rilevante dal punto di vista meteorologico è rappresentato dalla dinamica barica che si sta configurando. La sua evoluzione nei prossimi giorni risulterà determinante per comprendere se assisteremo a una persistenza del pattern attuale o a un suo ribaltamento. Qualora la configurazione anticiclonica alle alte latitudini dovesse consolidarsi e mantenersi nel tempo, aumenterebbero sensibilmente le probabilità di episodi ripetuti freddi, o vere e proprie ondate di gelo, anche sull'Europa centro-meridionale.
Cosa accadrà nel breve termine?
Nel frattempo, risulta ormai certa la ripresa delle precipitazioni nevose abbondanti lungo la dorsale appenninica, con possibilità di interessamento anche delle quote più basse.
Sarà fondamentale il monitoraggio quotidiano dell'evoluzione modellistica per confermare o smentire queste tendenze nei prossimi aggiornamenti.













