Bocciata la mozione di sfiducia contro la cabinovia Trieste-Carso, ma il centro-destra si mostra diviso. Forza Italia: "Arrivata l’ora di cominciare a pensare alla parola fine"

Al consiglio comunale è stata votata la mozione di sfiducia al progetto, ormai in stallo da tempo. La maggioranza ha votato contro facendo naufragare la proposta, ma Forza Italia ha scelto di astenersi. In ogni caso, il progetto rimane bloccato dai ricorsi al Tar

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In un articolo del 12 giugno scorso ripercorrevamo la vicenda che dal 2020 interessa la città di Trieste, con il progetto di costruire un’ovovia che colleghi la città con l’Altopiano del Carso. Per i dettagli del progetto rinviamo a questo articolo.
Al consiglio comunale triestino di ieri, 9 marzo, è andata ai voti la mozione di sfiducia per fermare il progetto della cabinovia: con 13 voti favorevoli, da parte dei consiglieri di opposizione, e 19 contrari di centrodestra, la mozione è stata respinta.
Ad attirare l’attenzione è stata però l’astensione di Forza Italia, che aveva anticipato il non-voto con le dichiarazioni dell’assessora e sottosegretaria al Mef Sandra Savino, che sosteneva fosse "arrivata l’ora di cominciare a pensare alla parola fine" per il progetto. A questa posizione si accodava quella del consigliere Alberto Polacco "non possiamo permetterci di trascinare questa storia in campagna elettorale e rischiare di inquinare quanto realizzato in questi anni".
Sull’onda del comitato No Ovovia, che negli anni ha contestato aspramente l’opera, soprattutto per gli elevati costi di gestione e per il possibile impatto ambientali, il Tar Friuli Venezia Giulia aveva accolto due ricorsi da esso presentati. Così facendo, erano state annullate la Valutazione ambientale strategica (Vas) e la Valutazione di incidenza (Vinca), portando al blocco dell’iter.
Per questa ragione, il progetto promosso dalla giunta comunale si era momentaneamente arenato in attesa dell’esito dei ricorsi, nonostante le spese già sostenute e quelle potenzialmente ancora da affrontare. In questa fase di stallo, il consigliere di opposizione Francesco Russo aveva presentato a fine febbraio la mozione per fermare definitivamente l'opera, che ieri è stata votata in consiglio.
Presentato dall’opposizione come un progetto che "da una parte e dall’altra dei banchi non condividiamo", l’ovovia è stato descritto dal consigliere Russo - primo firmatario della mozione - come "il più grande fallimento di sempre del centrodestra al governo di questa città".
Secondo gli interventi dell’opposizione, il voto contrario è un grave segno di allontanamento dagli interessi della cittadinanza, che sarebbe dimostrato dal sondaggio commissionato dal gruppo Nem circa un anno fa, secondo il quale il 73 percento dei triestini sarebbe contrario all’opera.
Qualcuno ha sventolato in aula bandiera bianca, intonando l’omonimo brano di Franco Battiato. Parliamo della consigliera Pucci, del Pd, esortando provocatoriamente la maggioranza a fare lo stesso: "Arrendetevi, questo è un progetto scellerato perché non voluto dalla cittadinanza
Sul versante della maggioranza, il sopracitato consigliere FI Polacco, ha precisato che nonostante l’astensione di Forza Italia, il gruppo intende "continuare a governare questa città con il centrodestra".
Le restanti dichiarazioni dei capigruppo sono state contrarie alla mozione, e dunque favorevoli all’opera. La cabinovia è stata da loro presentata come un’innovativa infrastruttura di collegamento tra il centro città e la zona di Porto Vecchio, nonché come un’occasione per valorizzare l’Altopiano del Carso.
"Comunque vada questa votazione - aggiungeva Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste - restano macerie sia in ambito economico sia in termini di fiducia tra istituzioni e cittadini, e su queste macerie, come opposizione, saremo chiamati a ricostruire".
Foto da Facebook "Comitato NO Ovovia"













