Daniela Santanché propone di coinvolgere Checco Zalone come promoter dei cammini del Centro Italia, dopo il successo di "Buen Camino". È una buona idea?

In un intervento, la titolare del ministero del Turismo ha lanciato l'idea di coinvolgere l'attore, forte di quasi 10 milioni di spettatori al cinema con suo ultimo film, per promuovere gli itinerari nel territorio travolto dal Sisma 2016, che però non avrebbero la possibilità di reggere l'impatto di un numero eccessivo di arrivi. Meglio una crescita lenta ma costante, capace di coniugarsi con lo sviluppo di un'economia locale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Alla Borsa italiana del turismo (Bit) di Milano la ministra del Turismo Daniela Santanchè avrebbe lanciato una proposta, durante un convegno dedicato al Centro Italia: perché non coinvolgere Checco Zalone come promoter dei cammini? "Ci mettiamo subito al lavoro" avrebbe risposto il Commissario straordinario per la ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli. Il cronista che ne dà conto, sul Corriere Adriatico, parla di un'eventuale jackpot. Quando si gioca d’azzardo, il jackpot è la posta in gioco, comprese le quote del montepremi che nessuno ha vinto nelle precedenti giocate.
I cammini a cui si fa riferimento sono quelli definiti "della rinascita", che hanno dato il titolo anche al volume edito da Giunti e costato oltre 90mila euro stanziati dal Commissario, come ricostruito nel mese di luglio da L'Altramontagna. Agli stessi nove itinerari, che interessano il territorio dell'Appennino tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, è dedicato anche un nuovo progetto di comunicazione, presentato nel corso del convegno al Bit, un podcast dal titolo Camminando nel Cratere.
Eppure, chi attraversa il territorio in particolare nelle aree più provate dal sisma, sa che a quel territorio non serve alcun jackpot, né influencer e nemmeno l'attore blockbuster da oltre 9 milioni di spettatori (sono i dati di Buen Camino, il film di Zalone ambientato sul Cammino di Santiago uscito a dicembre 2025). Ai Cammini serve un processo di cura costante, grazie alla presenza di comunità attive, e una presenza altrettanto continua di turisti/camminatori, una presenza leggera (vale la pena leggere le riflessioni di Paolo Piacentini, nel bel libro "In cammino verso un nuovo umanesimo").
Una osservatrice attenta del mondo dei cammini in Italia, Miriam Giovanzana, che ha fondato Terre di Mezzo editore e iniziato venticinque anni fa a pubblicare guide, ha detto al Venerdì de la Repubblica - subito dopo l'uscita del film di Zalone - che la maggior parte dei cammini italiani avrebbe faticato a sopportare un eventuale ciclone scatenato dal successo del film. Il riferimento è a quei cammini, come il Cammino nelle Terre Mutate (uno dei nove censiti nell'area del cratere), che oggi anche a causa del terremoto non dispongono delle infrastrutture in grado di accogliere "masse di utenti", ma che - di fronte a una crescita lenta e costante - garantiscono sviluppo al territorio rispettando una capacità di carico leggera, come ricorda in un'intervista ad Altreconomia la ricercatrice Annalisa Spalazzi, che fa parte del Comitato scientifico de L'Altramontagna ed è presidente dell'associazione che ha in gestione l'itinerario tra Fabriano e L'Aquila.
A quasi dieci anni dal terremoto, il Centro Italia e i suoi cammini non hanno bisogno di annunci mirabolanti né di miracoli, ma di istituzioni capaci di ascoltare coloro che - a dispetto delle difficoltà e dei ritardi nella ricostruzione pubblica e privata - hanno scelto di restare a vivere e di scommettere su un territorio ferito ma vivo. E camminare al loro fianco potrebbe rappresenta il modo migliore per capirlo: dall'11 al 25 luglio è in programma un Cammino (aperto) nelle Terre Mutate, potrebbe essere l'occasione giusta anche per Castelli e Santanchè.

La fotografia in apertura è tratta dal sito https://sisma2016.gov.it













