Divieto coltellini con il decreto sicurezza? Per il Cai "potrebbe incidere negativamente su milioni di cittadini che praticano attività in montagna. Auspichiamo l'introduzione di una deroga"

Il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero vigilante e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione sul tema: "Per chi frequenta e opera in montagna questi strumenti sono dotazioni di sicurezza indispensabili per il primo soccorso, la logistica e la gestione delle emergenze"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In vista della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026, il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero vigilante e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione sul tema - che nelle scorse settimane ha sollevato diverse polemiche - dei coltellini in montagna: "Un aspetto del provvedimento", si legge in un comunicato del CAI pubblicato sui social, "che potrebbe incidere negativamente su milioni di cittadini che praticano escursionismo, alpinismo e attività di soccorso in ambiente montano".
Il comunicato prosegue spiegando che "il provvedimento introduce sanzioni severe per chi viene trovato fuori dalla propria abitazione con strumenti a lama affilata o appuntita eccedenti determinate misure. Per chi frequenta e opera in montagna, tuttavia, questi strumenti sono dotazioni di sicurezza indispensabili per il primo soccorso, la logistica e la gestione delle emergenze".
"Il CAI condivide pienamente l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nelle nostre città", spiega il Presidente generale Antonio Montani. "Tuttavia, auspichiamo che venga introdotta una deroga esplicita per le attività escursionistiche, alpinistiche e di soccorso in ambiente naturale".
"Da oltre 160 anni", si legge in conclusione di comunicato, "il Club Alpino Italiano promuove una cultura della montagna responsabile e consapevole. È in questo spirito che oggi chiede alle istituzioni di essere ascoltato".












