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Attualità | 26 marzo 2026 | 18:00

Nuova moda in Lessinia: sacchetti per le feci dei cani appesi al filo spinato. Raccoglierle per poi abbandonarle a bordo strada: "Purtroppo l'inciviltà è contagiosa"

"Ieri ho visto la stessa cosa. Inoltre li ho visti anche buttati a terra vicino a delle panchine. Ma che educazione e civiltà è questa? Non ho parole". Bufera di commenti su Facebook sotto alle foto, tra chi si indigna e chi cerca il responsabile, c'è anche chi si impegna a rimediare al danno, in nome dell'amore per la montagna e di un sempre meno scontato senso civico

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Sul gruppo Facebook Magica Lessinia in questi giorni fioccano le segnalazioni per una nuova "decorazione" che pende tra i fili spinati ai margini dei campi: sacchetti per le feci dei cani che, una volta raccolti, vengono abbandonati a bordo strada dai padroni

 

"Aggiornamento sullo scempio dei sacchetti di feci attaccati ai fili spinati in Lessinia", esordisce uno dei post che segnalano il comportamento incivile. "Oggi sono passato e ho visto che l’inciviltà è purtroppo contagiosa! E praticamente lungo tutto il confine della strada a Camposilvano si sono aggiunti sul filo spinato una decina di sacchetti! Pazzesco".

 

Il post era stato pubblicato a seguito di una precedente segnalazione, che sollevava il problema riflettendo sul conseguente impatto ambientale ed estetico sui sentieri lessini. A questo, facevano coda altre segnalazioni sui commenti.

 

"Ieri ho visto la stessa cosa! Inoltre li ho visti anche buttati a terra vicino a delle panchine. Ma che educazione e civiltà è questa? Non ho parole!".

C'è poi anche chi fa notare che non è un problema diffuso soltanto tra quei monti: "Dove abito io c'è un fosso con un ponticello e anche qui la deficienza umana fa la stessa cosa...".

 

Entrambi i post, inutile a dirlo, hanno scatenato una bufera di commenti. Da chi suggerisce di provare ad addestrare i padroni prima che i cani; a chi punta il dito sulla sempre maggiore frequentazione dei territori di montagna, che porterebbe in quota anche una sempre crescente incoscienza; ancora, c'è chi vi legge l'esito di una mentalità cittadina che si aspetta, in mancanza di cestini, che qualcuno passi a raccoglierla al posto loro; ed ultimo, ma con il più elevato numero di adesioni, vi è chi si limita a inveire contro tanta inciviltà senza mezzi termini.

 

Insomma, di certo un comportamento da non seguire, anzi, se questo dev'essere l'esito, tanto vale fare a meno di raccoglierla. Civiltà ed educazione, vorrebbero che la si raccogliesse e la si buttasse una volta raggiunto un cestino: le feci di cani domestici possono essere dannose per il terreno. Ma in mancanza di questa possibilità, sarebbe buon senso fare il possibile per evitare almeno che chi passa dopo di noi si trovi a pestarle (o a vederle disposte in serie a bordo strada).

 

Si tratta, ad ogni modo, di episodi che certamente in montagna risaltano perché più rari, ma che nelle città sono spesso tristemente all'ordine del giorno (foto scattata a Trento la mattina del 26 marzo). 


Testimone di un approccio virtuoso, intanto, è stato l'autore del primo post sopracitato, che ha fatto quanto in suo potere per porre rimedio. 

"A questo punto, chiedendo in una casa, ho trovato una signora gentilissima che mi ha dato un sacchetto della spazzatura. Munito di guanti sono ripassato e ho tolto tutti i sacchetti - oltre 20 - e li ho buttati in un cassonetto a San Giorgio! Amo troppo la Lessinia e la montagna, per questo sono felice di aver fatto pulizia".

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