Si cercano volontari per due settimane in alpeggio al fianco degli allevatori: nel momento in cui "la montagna cambia ritmo", il progetto Pasturs arriva nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Nell'Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, il progetto che porta i giovani in alpeggio ad affiancare gli allevatori giunge all'undicesimo edizione. Intanto si allarga il numero dei contesti alpini e appenninici interessati, che ora includono anche il grande parco del Centro Italia. L'intenzione del progetto è costruire uno spazio diverso: un "luogo di incontro tra chi vive la montagna, chi la studia e chi la difende"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"C’è un momento, in estate, in cui la montagna cambia ritmo. Le giornate si allungano, le mandrie salgono di quota, e la vita in alpeggio riprende il suo corso, fatto di gesti antichi, attenzione continua e silenzi pieni. È proprio lì che nasce - e ogni anno rinasce - Pasturs".
Quest’anno il progetto festeggia l’undicesima edizione, e con l’occasione annuncia l'inclusione del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Nel 2026, anno in cui la Fao e l’Onu sottolineano il valore dei pascoli e dell'attività della pastorizia per la tutela della biodiversità, della sicurezza alimentare e la mitigazione dei cambiamenti climatici, il progetto arriva alla sua undicesima edizione, portando con sé una convinzione semplice ma potente: per affrontare davvero il tema della convivenza tra allevatori e grandi carnivori, bisogna prima di tutto esserci. Vivere quei luoghi, condividere il lavoro, ascoltare chi li abita ogni giorno.
Pasturs (ne avevamo già parlato in questo articolo) è un network di giovani volontari e volontarie, tra i 18 ai 45 anni, che scelgono di trascorrere due settimane o più in alpeggio, affiancando allevatori e allevatrici nella quotidianità del lavoro d’alta quota. "Non si tratta solo di ‘dare una mano’, ma di entrare in relazione con un mondo spesso raccontato da lontano".
Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ospita l’iniziativa per il primo anno, inserendola nel proprio catalogo di buone pratiche per la coesistenza, capace di coniugare tutela della biodiversità, sostegno alla pastorizia e innovazione nella gestione del territorio. Tra gli obiettivi del Parco, la promozione della coesistenza attraverso un approccio concreto e costruttivo: favorire il dialogo tra allevatori, mondo della conservazione e volontari, sperimentando sul campo soluzioni efficaci per la prevenzione delle predazioni.
In un periodo in cui il dibattito su lupi e orsi è sempre più acceso, Pasturs prova a costruire uno spazio diverso: un luogo di incontro tra chi vive la montagna, chi la studia e chi la difende. Un’occasione concreta per superare contrapposizioni e lavorare insieme su soluzioni reali, come l’adozione di misure di prevenzione efficaci per proteggere il bestiame.
Anche quest’anno il progetto si svilupperà in diversi contesti alpini e appenninici, ciascuno con le proprie specificità: dal Parco Naturale Mont Avic in Valle d’Aosta al Parco della Val Grande in Piemonte; dalle valli trentine - come Val di Non, Val di Fassa e Val di Sole - al nuovo ingesso del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.
In Valle d’Aosta, tra gli altri, i volontari saranno coinvolti anche in un’attività di analisi della qualità dei pascoli d’alta quota, osservando da vicino l’equilibrio tra gestione del bestiame ed ecosistemi fragili.
Intanto, gli organizzatori rilanciano l’invito: "Cerchiamo volontari!": persone curiose, motivate e disponibili a mettersi in gioco. La selezione avverrà in due fasi: prima inviando un modulo di iscrizione e successivamente tramite colloquio individuale (tutte le info al sito di Pasturs). Le candidature sono aperte fino al 20 aprile 2026.













