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Attualità | 25 gennaio 2026 | 17:00

Si torna ad arrampicare a Oliana? Pionieri dell'arrampicata e comunità locali incontrano il governo per trovare un compromesso, presente anche Chris Sharma

Il 19 dicembre scorso, l'Assessorato alla Cultura aveva proibito la pratica sportiva nell'intero sito del Roc de Rumbau, che comprende la storica falesia catalana, per tutelare le pitture rupestri lì conservate. Tra le polemiche e la poca chiarezza del provvedimento, nell'ultimo mese si era continuato a scalare liberamente nonostante il divieto. Venerdì scorso, un incontro tra governo, enti locali e rappresentanti del mondo del free climbing ha aperto le porte ad un accordo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Dopo il divieto di arrampicata emesso un mese fa dal Governo della Catalogna (ne parlavamo qui), Oliana torna ad aprire ufficialmente le porte agli scalatori. È attualmente in fase di discussione un accordo che permetta di continuare l'attività sportiva nella storica falesia, senza però rinunciare alla tutela delle pitture rupestri che il sito comprende.

 

Il decreto che vietava l'arrampicata era stato emesso dall'Assessorato alla Cultura della Catalogna, ed era entrato in vigore il 19 dicembre. A diffondere la notizia era stato allora l'ex campione del mondo di lead climbing Patxi Usobiaga, facendo così sollevare le proteste del mondo dell'arrampicata locale e non.

 

Lamentando uno scarso coinvolgimento nei processi decisionali, l'organizzazione Climb Catalunya aveva commentato così la notizia: "È difficile comprendere l'esito, poiché non sono state mosse accuse contro gli arrampicatori, non si è verificato alcun degrado dei dipinti causato dall'arrampicata e non è mai sorto alcun conflitto con la comunità climber. Questa decisione è stata una completa sorpresa e non siamo a conoscenza delle motivazioni che potrebbero giustificare una misura così severa e unilaterale contro gli arrampicatori".

 

Lo stesso Usobiaga, tuttavia, aveva poi lasciato emergere una seconda possibile interpretazione, secondo cui il divieto non sarebbe esteso all’intera area di protezione (36 ettari) ma solo a una parte di essa, limitata alla cosiddetta "zona archeologica". In questo caso il divieto avrebbe coperto un'area molto minore, e quindi non l'intera falesia, ma sarebbe potenzialmente andata ad interessare alcune delle vie più storiche, come La Dura Dura.

 

Stando a quanto segnalava il campione spagnolo, da allora si è comunque continuato a scalare liberamente, nonostante il divieto in vigore, senza che le autorità procedessero a multare gli scalatori in falesia.

 

Lo scorso venerdì 23 gennaio, nel Municipio di Peramola, si è finalmente tenuto un'incontro con rappresentanti dell'Assessorato alla Cultura catalano, i sindaci di Peramola e Oliana e alcuni rappresentanti della comunità locale di arrampicata, tra cui lo stesso Patxi Usobiaga e l'organizzazione Climb Catalunya. Al dibattito hanno preso parte anche alcuni pionieri nello sviluppo della falesia, tra i primi progettisti delle sue vie ora famose in tutto il mondo, come Victor Fernández e Chris Sharma.

 

Secondo la Vicedirettrice Generale del Patrimonio Architettonico, Archeologico e Paleontologico della Catalogna, Marina Miquel, sembrerebbe non esserci nessun problema nel rendere l'arrampicata compatibile con la protezione delle pitture nell'ambito della procedura amministrativa relativa all'iscrizione del sito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Ragion per cui verrà ora avviata una collaborazione tra le autorità locali della zona del Roc de Rumbau e il comune di Peramola per definire chiaramente i confini e delimitare l'area dedicata alla conservazione di questo patrimonio.

 

Rimane aperta la possibilità che siano modificate alcune vie in questa zona, quelle più vicine alle pitture. L'obiettivo, hanno spiegato, è quello di evitare qualsiasi potenziale impatto e di garantirne la conservazione. Parliamo anche di vie classiche come "Mind Control" o "Humildes pa arriba", che potrebbero vedere deviata la posizione di partenza o, nel peggiore dei casi, venire vietate del tutto.

 

Ad ogni modo, il provvedimento sembra essere stato accolto con un sospiro di sollievo. Secondo Sharma, questa situazione rappresenta un'opportunità per dare il buon esempio per gestire la crescita dell'arrampicata, trovando modi per coesistere rispettosamente con l'ambiente e il patrimonio culturale. Insieme a Santa Linya - altra falesia catalana che ogni anno chiude dal 15 giugno al 15 agosto per permettere gli scavi archeologici - questo potrebbe essere un ulteriore esempio di come l'arrampicata di alto livello e il patrimonio culturale possano convivere rispettosamente.

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