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Attualità | 18 febbraio 2026 | 13:00

"Solidarietà agli esclusi": la perdita dello status di Comune montano rischia di aggravare lo spopolamento e rendere più complessi gli interventi per la tutela del territorio e lo sviluppo locale

La Consulta della Montagna di Anci Toscana ha riunito decine di amministratori locali per fare il punto sull'applicazione della nuova legge della montagna e sulle ricadute della nuova classificazione per i territori montani della regione. Luca Marmo (sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna): "Siamo pronti a insistere in tutte le sedi istituzionali per far sentire la nostra voce e per tutelare i diritti delle comunità coinvolte"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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C'è scontento, in Toscana, sui criteri scelti per definire i Comuni "montani" (necessari per individuare i beneficiari della nuova "legge sulla montagna", la Legge 12 settembre 2025, n. 131).

 

Alla luce dell'elenco pubblicato dal Ministero a inizio mese, in Toscana resteranno montani 113 su 149. "Una riduzione dolorosa, ma ricordiamo che nella versione iniziale saltavano più della metà dei Comuni", aveva commentato Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna. Immediata è stata la reazione dei Comuni dell’Alta Val di Cecina, compatti nel chiedere con forza la rivisitazione dei criteri che hanno determinato l’eliminazione dalla lista di quasi tutti i Comuni della Provincia di Pisa e di Livorno: gli esclusi rivendicano parità di trattamento rispetto agli altri Comuni interni, con strumenti adeguati per contenere il gap strutturale che li caratterizza.

 

Ieri, a Firenze, la Consulta della Montagna di Anci Toscana ha riunito decine di amministratori locali per fare il punto sull’applicazione della nuova legge e sulle ricadute della nuova classificazione per i territori montani della regione.

 

"Segnaliamo con forza la necessità di reintegrare i Comuni esclusi", ha dichiarato aprendo i lavori Luca Marmo (sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna). "Ringraziamo la Regione Toscana che ci ha accompagnato senza riserve negli ultimi mesi ed esprimiamo ai Comuni declassati una solidarietà unanime: siamo pronti a insistere in tutte le sedi istituzionali per far sentire la nostra voce e per tutelare i diritti delle comunità coinvolte".

 

Nel corso dell’incontro sono state analizzate le criticità emerse a seguito del declassamento di alcuni enti, con particolare attenzione alle conseguenze concrete per cittadini e amministrazioni. Anci Toscana osserva che la perdita dello status di Comune montano comporta infatti effetti rilevanti, che incidono sull’accesso ai finanziamenti regionali, nazionali ed europei, sulla possibilità di usufruire di misure di sostegno specifiche e sull’applicazione di regimi fiscali agevolati destinati a professionisti e imprese.

 

I sindaci hanno evidenziato come questi cambiamenti rischino di compromettere gli equilibri già delicati delle aree montane, aggravando fenomeni di spopolamento e rendendo più complessa la programmazione degli interventi per la tutela del territorio e lo sviluppo locale. È emersa con chiarezza la volontà condivisa di proseguire un’azione coordinata, finalizzata a garantire il riconoscimento delle specificità territoriali e a salvaguardare le opportunità di crescita e coesione per le comunità interessate.

 

La Consulta ha quindi ribadito l’impegno a mantenere alta l’attenzione sul tema, promuovendo un dialogo costante con la Regione e con il Governo affinché siano adottate soluzioni che tengano conto delle reali condizioni dei territori montani e siano assicurati gli strumenti adeguati per sostenerne lo sviluppo.

 

Come osservava Mauro Varotto in questo articolo, la nuova classificazione dei comuni montani presentata dal Governo, dopo le polemiche sulla iniziale "proposta-mannaia" che ne aveva tagliati oltre 1.200 rispetto al passato, rappresenta un sostanziale dietrofront (il taglio ora colpirebbe solo il 10% dei comuni prima considerati montani o parzialmente montani) "elaborato con criteri degni del miglior Azzeccagarbugli".

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