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Attualità | 21 settembre 2025 | 19:00

"Ciò che è accaduto sull’asta del torrente Varrone ha fatto emergere l’importanza assoluta del presidio umano sui territori": l’impegno di una piccola grande comunità montana che coinvolge 25 Comuni

"Dal 2019, la prevenzione è diventata il nostro l’obiettivo fondamentale per mitigare gli effetti dei possibili nuovi eventi calamitosi". La strategia elaborata dalla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera si è aggiudicata un finanziamento di oltre tre milioni di euro. Ecco in cosa consiste (dalla rubrica Italiae a cura di Uncem)

scritto da Caterina Morello
Festival AltraMontagna

Prima classificata della Regione Lombardia, la strategia elaborata dalla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera si è aggiudicata un finanziamento di 3.630.000 di euro, a fronte di un progetto dall’importo complessivo di 4.968.500,00 euro.

 

«Il riconoscimento della Green Community – racconta il presidente Fabio Canepari - rappresenta un ulteriore e significativo risultato per la nostra Comunità Montana e per l'intero territorio. Questo traguardo si aggiunge agli altri progetti in corso e testimonia la solida collaborazione tra la Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera e i comuni del territorio. La sinergia evidenzia chiaramente la corretta direzione intrapresa fino ad oggi, rafforzando l'impegno verso uno sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle risorse locali».

 

Un risultato importante, che riconosce l’impegno della piccola comunità montana nel coinvolgimento di ben 25 comuni, distribuiti geograficamente in quattro vallate delle Orobiche occidentali, tra la Grigna e la Valtellina, dove è ancora ben viva la memoria degli eventi alluvionali del 2019.


«Gli interventi previsti – prosegue il presidente - sono destinati infatti a favorire un rilancio turistico sostenibile per il territorio, contribuendo a valorizzare le risorse locali e a migliorare l'accessibilità e l'esperienza complessiva per i fruitori». Ed è proprio nelle accurate riflessioni post calamità, che affonda le basi la strategia: «Quanto accaduto sull’asta del torrente Varrone nel 2019 ha fatto emergere l’importanza assoluta del presidio umano sui territori. Le piogge abbondanti nell’alta valle, hanno causato enormi danni a paesi a valle come Ervio, dove non pioveva nemmeno».

 

L’ingegner Davide Maroni, oggi RUP della Green Community, conosce a menadito i territori della sua Comunità Montana, e spiega: «Dal 2019, la prevenzione è diventata il nostro l’obiettivo fondamentale per mitigare gli effetti dei possibili nuovi eventi calamitosi; così, è stata avviata una meticolosa attività di monitoraggio dei versanti, confluiti nel piano anti dissesto idrogeologico presentato alla Regione Lombardia, con un piano di interventi che cubano, complessivamente, 70 milioni di euro. Questo lavoro, insieme ad un progetto sostenuto dalla Fondazione Cariplo, ci hanno permesso di avere una base solida su cui strutturare la strategia di Green Community». L’ingegneria naturalistica la fa quindi da padrona nella strategia, con interventi per 1.650.000 di euro.

 

«Abbiamo osservato che nella parte bassa delle valli, finché i boschi sono mantenuti, non ci sono mai stai grossi problemi. Risalendo verso la Malga di Crevesto, che assume valore centrale nel progetto, si trovavano condizioni di pesante abbandono. Da qui l’idea di creare una viabilità agrosilvopastorale a servizio del versante, con diramazioni a favore delle due piccole valli vicine. Un intervento di valore sotto molteplici aspetti: permetterà l’accesso alle proprietà forestali pubbliche (ad alta quota) e ai fondi privati, agevolati nelle operazioni di pulizia e nell’esercizio del legnatico. Al contempo, renderà fruibile al pubblico dei cicloturisti uno straordinario sentiero balcone».

 

Nel 2024 le proprietà forestali pubbliche hanno conseguito la certificazione Pefc che proseguirà per i prossimi 4 anni grazie alla compartecipazione economica dei Comuni. Nel frattempo, si lavora per compiere nuovi passi in materia, guardando al meccanismo dei crediti e alla valenza sociale-didattica delle foreste.


E proprio guardando in tal direzione nasce il progetto, reso possibile dai fondi Pnrr, di recupero del fabbricato in località Crevesto: uno dei tanti fabbricati rurali in stato di abbandono, importante testimonianza delle civiltà (e della tipologia costruttiva) rurale di questi luoghi. Ristrutturato grazie al finanziamento ministeriale, il fabbricato potrà essere restituito alla collettività e attrezzato con servizi igienici e un salone a servizio di scuole e comitive. Fulcro della didattica, la coltivazione del castagno, sostenuta anche attraverso la creazione di un moderno essiccatoio (visitabile) a servizio dei piccoli produttori di zona, per incentivare la coltivazione locale e la creazione di micro filiere.

 

In ambito edilizio, si segnala anche la riqualificazione energetica del fabbricato denominato “Casa Merlo”, immobile di valore storico, oggi sede della Comunità Montana, a Barzio. Il progetto, che prevedeva inizialmente un riscaldamento a biomasse legnosa, è stato rimodulato e si appresta a partire seguendo l’abbinamento tra geotermico e pompa di calore, come emerso delle risultanze della valutazione delle soluzioni alternative.

 

Arriviamo così a toccare il tasto dolente delle assunzioni: «Quando è emersa la possibilità di assumere nell’ambito del Pnrr, avevamo da poco svolto due concorsi nell’ambito della Comunità Montana, andati entrambi deserti. Così, abbiamo optate direttamente per il supporto specializzato, affidato a una società di ingegneria che ci permette di svolgere adeguati controlli in ambiti specifici, quali appunto l’efficientamento energetico, nei quali non potremmo assolutamente procedere da soli».

 

Le fotografie inserite nell'articolo sono state fornite da Uncem

 

 

 

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

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Italiae

Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane

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