All'ombra del "re di pietra": dove da anni è in atto una rivoluzione culturale, che vede montagna, valli e pianura ragionare insieme come territorio unitario per affrontare le sfide del futuro

Le Terre del Monviso comprendono 29 Comuni uniti da un nuovo senso di appartenenza, capace di mettere da parte sterili campanilismi: "Territori diversi, un tempo frammentati, hanno scelto di riconoscersi in una visione condivisa, costruendo una comunità diffusa, capace di cooperare oltre i confini. Montagna e pianura dialogano oggi come un unico sistema territoriale, laboratorio permanente di progettazione, innovazione e sostenibilità per il futuro comune" (dalla rubrica Italiae a cura di Uncem)

Ci conduce al cospetto del Re di pietra una delle tre aree individuate nel 2022 dal Governo come pilota, per dare avvio al progetto sperimentale delle Green community.
Accanto al Sirente Velino (Abruzzo) e alla Montagna del latte (Emilia Romagna), sono state infatti le Terre del Monviso a distinguersi per completezza e lungimiranza della progettualità, capace di includere ambiti e attori diversi.
Il bacino territoriale comprende 29 Comuni, per una superficie complessiva di 903 chilometri quadrati; ricadente per oltre due terzi in area montana, l’area della strategia comprende un parco naturale, 8 riserve naturali, 7 Zone speciali di conservazione e un Sito di Interesse Comunitario.
La presenza di risorse ambientali di rilievo, quali il Monviso e l’asta del fiume Po, è valsa al territorio il riconoscimento di prima riserva transfrontaliera italiana MaB Unesco.
"Accanto a tutto questo – recita il comunicato regionale che ha diffuso la notizia del finanziamento ministeriale - un ruolo determinante è stato giocato anche dalla presenza di un piano strategico sostenibile, promosso dai Comuni durante il giro di incontri che la Regione Piemonte ha lanciato per raccogliere le progettualità e priorità dei diversi territori durante la stesura del Documento Strategico Unitario".
Alla base di ogni documento strategico, c’è un cambio di prospettiva significativo: un’autentica rivoluzione culturale in atto da circa un decennio e che vede le valli intorno al Monviso ragionare insieme come territorio unitario per affrontare le sfide del futuro.
Mauro Calderoni, attualmente Consigliere Regionale, è stato al centro del processo di aggregazione territoriale, nel ruolo di sindaco della Città di Saluzzo dal 2014 al 2024: "Il percorso di Terres Monviso ha rappresentato una vera rivoluzione culturale e amministrativa: territori diversi, un tempo frammentati, hanno scelto di riconoscersi in una visione condivisa, costruendo una comunità diffusa, capace di cooperare oltre i confini. Montagna e pianura dialogano oggi come un unico sistema territoriale, laboratorio permanente di progettazione, innovazione e sostenibilità per il futuro comune".
Capofila di progetti e centro di riferimento per le vallate, Saluzzo ha favorito occasioni di dialogo e confronto, atte allo sviluppo di strategie condivise e di un nuovo senso di appartenenza capace di mettere da parte sterili campanilismi.
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La rete ciclopedonale è un esempio emblematico di progettualità comune capace di guardare lontano; l’obiettivo della ciclovia del Monviso, nei due lotti che interessano le rispettive valli, è il collegamento con la rete Eurovelo 8. L’opera, che risponde ad un’esigenza espressa da tempo dal territorio, si rivela strategica non solo per offrire percorsi sicuri a disposizione dei turisti, ma anche un’opzione dolce e sostenibile a favore della popolazione per gli spostamenti quotidiani.
"Essere scelti come progetto pilota ha rappresentato una grande soddisfazione, ma ciò ha comportato una copertura economica non completa e una fase iniziale molto difficile perché si stava sostanzialmente individuando un modus operandi che poi è stato replicato anche per le altre Strategia. Il problema principale è legato al personale, con gli enti della cabina di regia in carenza perenne di risorse umane".
Silvano Dovetta è presidente dell’Unione Montana Valle Varaita, capofila della strategia e delle iniziative connesse: "Le risorse ottenute dalla Regione Piemonte tramite i fondi Osm, circa 1,5 milioni di euro, ci hanno permesso di progettare due ulteriori lotti della ciclovia nelle valli e di realizzare una pista agro-silvo-pastorale multifunzionale nella media valle Po. Inoltre, la nostra Green Community è soggetto attuatore sul territorio, per conto della Regione Piemonte, della progettualità sulla facilitazione digitale, avviata nel 2023 con l’obiettivo di supportare chi ha meno confidenza con la tecnologia e gli strumenti informatici, per ridurre il divario digitale".
Le fotografie inserite nell'articolo sono state fornite da Uncem

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon "Governance E Capacità Istituzionale" Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto "Italiae" - Cup: J51h17000030007

Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane














