"Sono necessari aiuti economici per chi sorregge e contribuisce concretamente all’esistenza della montagna": il grido di allarme e di speranza di una delle Unioni Montane più grandi d'Italia

"La superficie complessiva dei 10 comuni che formano l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti è di circa 350 chilometri quadrati; con una popolazione che supera di poco i 100.000 abitanti, siamo una delle Unioni più grandi in Italia". A far da ambasciatore del territorio è Mosè Squarzon, sindaco di Monte Malo: "Per assicurare la presenza dell’uomo nei territori montani, è necessario che si riescano mantenere ed estendere i servizi anche nelle zone più periferiche". I pilastri di una strategia che mette al centro la montanità (dalla rubrica Italiae a cura di Uncem)

"La superficie complessiva dei 10 comuni che formano l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti è di circa 350 chilometri quadrati; con una popolazione che supera di poco i 100.000 abitanti, siamo una delle Unioni più grandi in Italia".
A far da ambasciatore del territorio è Mosè Squarzon, sindaco di Monte Malo e dal 2024 presidente dell'Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti; un’aggregazione nata dalla trasformazione della Comunità Montana Leogra - Timonchio che, a seguito del processo di riordino, ha ridefinito ed esteso il proprio ambito territoriale.
Il dossier Green Community Piccole Dolomiti è il risultato di una strategia consolidata all’interno dell’Unione Montana, che si colloca nel solco delineato da un piano di sviluppo territoriale ampio e condiviso.

Fin dal 2021, infatti, l’Unione ha dimostrato una chiara visione strategica attraverso la sottoscrizione del Patto dei Sindaci per lo Sviluppo dell’Unione Montana: un accordo che si propone di superare le barriere amministrative e settoriali tra i territori, mettendo al centro la montanità e il valore del territorio come elementi da preservare e valorizzare.
"L’eterogeneità e le peculiarità naturalistiche del nostro territorio - prosegue Squarzon - contribuiscono, da un lato, ad alimentare le potenzialità di attrazione anche sotto il profilo turistico, dall’altro rappresentano invece una fonte di preoccupazione per la fragilità sotto il profilo idrogeologico. Per assicurare la presenza dell’uomo nei territori montani, è necessario che si riescano mantenere ed estendere i servizi anche nelle zone più periferiche".
In linea con questa visione è stato definito un "Quadro di sviluppo per la programmazione 2021-2027", orientato al recepimento delle linee guida del Pnrr: in questo scenario, la candidatura della Strategia è stata la naturale e diretta conseguenza del percorso.
Nel novero delle azioni previste, e finanziate dal Ministero per l’ammontare complessivo di 4.300.000 euro, rientra l’iniziativa per il ripopolamento delle contrade abbandonate. Su mandato dell’Unione Montana è in corso la mappatura dettagliata degli immobili in stato di abbandono, tanto pubblici quanto privati. Svolte le opportune verifiche, e acquisite le dovute autorizzazioni, i fabbricati censiti potranno essere venduti al prezzo simbolico di un euro, subordinatamente al rispetto delle prescrizioni di recupero e del successivo obbligo di residenza.
Per dare respiro all’operazione e diffondere l'opportunità oltre i confini di casa, il territorio sta investendo per rifare la vetrina anche sul web, attraverso l’implementazione del portale turistico www.pasubioepiccoledolomiti.it.
Qui come altrove una serie di ostacoli, piccoli e grandi, accompagnano l’attuazione della Strategia. Manuel Grotto, referente tecnico della Green Community, afferma: "Ci sono sicuramente stati alcuni aspetti annosi da risolvere, anche se non arriverei a definirli veri e propri ostacoli; pensiamo all’iter di autorizzazione paesaggistica per gli impianti fotovoltaici da installare su edifici di oltre 70 anni. E poi, sicuramente, l'individuazione e il coinvolgimento dei proprietari privati nei tratti interessati da alcune opere puntuali, come il rifacimento dei tratti di acquedotto a servizio delle centrali idroelettriche, la sostituzione di illuminazione pubblica su un'area vastissima (350 km quadrati)".

Il presidio dell’uomo sul territorio è condicio sine qua non della sopravvivenza dello stesso; parallelamente, è necessario gettare le basi per un’economia rispettosa, capace di far davvero risorsa degli elementi naturali. Creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile dei territori rientra sicuramente tra le funzioni della politica locale, nella sua accezione più alta.
Purtroppo, anche laddove il fine ultimo è ben chiaro agli amministratori, le incombenze dettate dalla contingenza, unite all’esiguità di risorse economiche, riportano in continuazione lo sguardo verso il basso.
Squarzon aggiunge: "Le continue manutenzioni ordinarie e - troppo spesso- straordinarie, sono indifferibili per garantire accessibilità ai territori, e consentirne una gestione che permetta il sostentamento anche economico di chi quotidianamente si sacrifica per mantenerli. Appare dunque chiaro quanto siano necessari impegni importanti, sotto forma di aiuti economici, per chi "sorregge e contribuisce" concretamente all’esistenza della montagna: siano gli enti pubblici, quali i comuni o i privati che investono nella residenzialità. Le Unioni Montane devono essere parte attiva e centrale per la riconsiderazione completa e la valorizzazione delle aree interessate. Il concetto cardine è che se non si riesce a creare un’economia locale con relativo indotto, si rischiano sempre di più lo spopolamento e l’abbandono di quei territori per i quali le Unioni Montane dovrebbero rappresentare un riferimento ed un faro di orientamento, per l’attracco metaforico in un porto sicuro".
Le fotografie inserite nell'articolo sono state fornite da Uncem

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon "Governance E Capacità Istituzionale" Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto "Italiae" - Cup: J51h17000030007

Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane














