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Storie | 25 maggio 2025 | 13:00

Carovane di turisti in cima, tutto intorno il paesaggio dell’abbandono. Un territorio sacro alla Patria, ma di cui la patria si è presto dimenticata

Una tappa di montagna che si dipana per 214 chilometri, da Fiume Veneto ad Asiago. La salita principale è il Grappa, "un massiccio diventato Monte", che i corridori saliranno e discenderanno prima di concludere la corsa sull'Altopiano dei Sette Comuni

Festival AltraMontagna

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Mauro Varotto

 

Oggi la montagna più iconica attraversata dal Giro è il Massiccio del Grappa, ma tutti lo chiamano Monte Grappa, sono rari quelli che lo chiamano massiccio: sembra una sottigliezza lessicale ma nasconde una differenza profonda. Massiccio significa un vasto gruppo montuoso compreso tra 3 province (Vicenza, Treviso e Belluno), con una estensione di oltre 660 kmq, incastonato tra le valli del Brenta e del Piave, una montagna-cerniera in termini ambientali, climatici, culturali tra Dolomiti e Pianura, con una storia di almeno 150 milioni di anni che parte dalla formazione delle sue possenti balconate di calcari grigi (una pietra meno nobile della dolomia, si sa).

Eppure alle persone rimane nella memoria scolastica, oltre che per le salite del Giro, solo la cima, e i 2 anni di combattimenti feroci della Prima Guerra Mondiale, quando dopo Caporetto il Grappa è diventato baluardo strategico fondamentale per fermare l'avanzata austro-ungarica verso la pianura: è da allora che il massiccio del Grappa è diventato Monte, più precisamente Monte sacro alla Patria, e mentre iniziavano i pellegrinaggi ai caduti nel monumentale Ossario di Cima Grappa inaugurato nel 1935, prati, pascoli, boschi e contrade disseminate tra le sue valli hanno iniziato a svuotarsi, e a riempirsi di silenzio.

 

Carovane di turisti in cima, tutto intorno il paesaggio dell’abbandono. Un territorio sacro alla Patria, ma di cui la patria si è presto dimenticata. Dal 2021 il Grappa è stato inserito nella Riserva della Biosfera Unesco, a testimonianza della sua importanza ambientale e culturale, una buona occasione per riscoprire il massiccio attorno alla Cima (anche se la riserva continua a chiamarsi “Monte Grappa”, ahi…).


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

LE FORESTE DEL GIORNO - a cura di FSC Italia

 

L’arrivo di Asiago è un soffio di storia forestale, passata e recente. Ma andiamo con ordine (cronologico): ad appena 20 minuti di macchina dal centro si trova la località Sasso che ospita la famosa calà, una scalinata realizzata nel XIV e poi ampiamente sfruttata dai Veneziani per far arrivare il legname dell’Altopiano in Val Brenta, e di qui alla laguna. Ancora oggi, accanto ai suoi 4.444 scalini, è visibile il canale di pietra grazie a cui i tronchi venivano fatti scendere a valle.

Facciamo un salto di quasi 500 anni e proviamo ad immaginarci queste zone all’indomani della Prima Guerra Mondiale, la Guera Granda come la chiamano qui: cumuli di macerie e oltre due terzi del patrimonio boschivo completamente distrutto. All’indomani di questo evento fu iniziata una campagna di ricostruzione del bosco, con la predilezione per l’abete rosso usato in falegnameria, carpenteria e per la costruzione di pallet e imballaggi. 

 

È il 2018, precisamente fine ottobre, quando la Tempesta Vaia con i suoi venti ad oltre 200km/h devasta ampie parti del nord-est, distruggendo parte delle foreste dell’Altopiano e causando una vittima. Da qui la nascita di un progetto che guarda al futuro di questi territori: Asiago Oltre Vaia, che su un’area di circa 3 ettari localizzata sulla sommità del monte Mosciagh sta sperimentando modelli di rimboschimento in situazioni di schianti estesi. Al progetto partecipano il Comune di Asiago, Treedom s.r.l, Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, Dipartimento TESAF dell’Università di Padova e ovviamente FSC Italia.

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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