Eventi estremi o altre avversità possono compromettere le colture e, di conseguenza, il reddito. Come proteggere il proprio raccolto? Due valori da conoscere
Tutelare il proprio raccolto è una priorità per ogni azienda agricola: le polizze collettive agevolate sono uno strumento essenziale, ma presentano termini tecnici che possono creare confusione. A fare chiarezza è Agricoltura e Innovazione, il podcast di CoDiPrA (Consorzio Difesa Produttori Agricoli) Trento. La nuova puntata spiega un aspetto importante da tenere a mente, perché influisce sia sul costo della polizza sia sul risarcimento che si può ottenere in caso di danno. Ecco di cosa si tratta

Proteggere il proprio raccolto è una priorità per ogni azienda agricola. Eventi climatici estremi, malattie o altre avversità possono compromettere le colture e, di conseguenza, il reddito. Per tutelare il raccolto dagli imprevisti, le polizze collettive agevolate sono uno strumento essenziale, ma presentano termini tecnici che possono creare confusione. A fare chiarezza è Agricoltura e Innovazione, il podcast di CoDiPrA (Consorzio Difesa Produttori Agricoli) Trento, che spiega come la tecnologia e l'innovazione stanno trasformando il mondo della gestione del rischio in agricoltura.
Per orientarsi, è fondamentale distinguere due concetti chiave: il "Valore Assicurato" e lo "Standard Value". Il nuovo episodio del podcast chiarisce proprio questa differenza, importante da tenere a mente perché influisce sia sul costo della polizza sia sul risarcimento che si può ottenere in caso di danno. Ascolta qui la nuova puntata:
“Partiamo dal Valore Assicurato: è la base economica su cui viene calcolato l’indennizzo in caso di danno - spiega CoDiPra -. È il prodotto tra la quantità assicurata e il prezzo unitario scelto dall’agricoltore, nel rispetto dei valori massimi ammissibili previsti dalla polizza agevolata e avendo a riferimento il valore economico storicamente e mediamente ottenuto dagli appezzamenti che assicura”. Si tratta quindi di un valore che l'agricoltore sceglie in autonomia.
Un esempio pratico? “Per un ettaro di produzione, un viticoltore, verificato il suo fatturato medio storico, decide di assicurare 200 quintali di uva da vino varietà Chardonnay e di fissare un prezzo unitario tra quelli fissati dalla polizza pari a 100 euro al quintale. Il suo valore assicurato per l’ettaro di vigneto sarà quindi 200 per 100 = 20.000 euro. In caso di sinistro, l’indennizzo verrà calcolato applicando al valore assicurato la percentuale di danno lordo, a cui poi saranno applicate franchigie e sarà verificato il limite di indennizzo, come abbiamo raccontato nell’episodio precedente del nostro podcast”.
Lo Standard Value, invece, non dipende dalla scelta dell'agricoltore ma viene fissato da tabelle ufficiali per ciascun prodotto assicurabile. “È un valore stabilito a livello nazionale, diverso per tipologia di prodotto e in alcuni casi anche per area di appartenenza, definito ogni anno e valido per tutte le imprese agricole che coltivano una determinata produzione”, spiega CoDiPrA. A cosa serve? A determinare la quota di premio ammessa al contributo pubblico. In sostanza, lo Standard Value è il riferimento che consente di calcolare l’aiuto comunitario previsto dalla Pac sulle polizze agevolate.
Nel podcast, gli esperti riprendono l’esempio precedente per spiegare concretamente questo parametro: “Vediamo l’esempio con lo stesso viticoltore ed il suo ettaro di vigneto. Supponiamo che per l’uva da vino, a livello nazionale, sia fissato uno Standard Value che è pari a 16.000 euro all’ettaro. Il contributo pubblico verrà calcolato su questa base, indipendentemente dal fatto che l’agricoltore abbia scelto di assicurare un valore per il suo ettaro di vigneto di 20.000 euro. In questo caso, l’aiuto Pac sarà determinato applicando l’aliquota di contribuzione definita dal bando del Masaf di fine campagna al premio assicurativo calcolato sul valore di 16.000 euro, non sull’importo di 20.000 euro effettivamente assicurato. La differenza di premio assicurativo resta integralmente a carico dell’agricoltore”.
È quindi chiara la differenza: il Valore Assicurato riguarda direttamente il risarcimento spettante all’agricoltore (ed è, infatti, l’importo sul quale si calcolano i risarcimenti in caso di danno). Standard Value è un riferimento nazionale, usato solo per stabilire la parte di premio su cui viene applicato il contributo pubblico.
A volte i due valori possono coincidere ma nella maggiore parte dei casi no. Ed è proprio questa differenza che ogni imprenditore agricolo deve tenere ben presente, perché influisce sia sul costo effettivo della polizza sia sulla copertura che si ottiene in caso di sinistro. Conoscere bene la distinzione tra Valore Assicurato e Standard Value permette quindi di prendere decisioni consapevoli, evitando fraintendimenti e pianificando in modo più accurato la gestione del rischio.
Per entrare più nel dettaglio anche economico vi lasciamo al podcast “Agricoltura e Innovazione”, disponibile gratuitamente su YouTube, Spotify e su tutte le principali piattaforme di ascolto.
Co.Di.Pr.A. Trento, Consorzio Difesa Produttori Agricoli, è un’aggregazione di persone accomunate dall’obiettivo comune di offrire soluzioni efficaci per la gestione del rischio in agricoltura. Il consorzio ci riesce collaborando con soggetti pubblici e realtà economiche agricole territoriali, ricercando anche la collaborazione degli agricoltori nel perseguimento di un interesse comune. Fanno parte di Co.Di.Pr.A. Trento, quindi, produttori, agricoltori, imprese agricole e agroalimentari più o meno grandi che desiderano tutelarsi di fronte alla moltitudine di situazioni di disequilibrio che al giorno d’oggi sono una minaccia. Oggi si contano oltre 13.000 soci aderenti (il 90% degli agricoltori Trentini e alcune realtà di respiro nazionale) per un totale di oltre 500 milioni di euro di produzioni assicurate.












