Un Pastificio tra gli alberi, l’unico in Europa sopra i 1000 metri di quota. Da oltre cento anni la famiglia Felicetti produce pasta nella stessa valle: oggi accelera sull’impiego delle energie rinnovabili
Una storia familiare iniziata nel 1908, con l'intuizione di Valentino Felicetti di acquisire la prima fabbrica fiemmese di paste alimentari, e che prosegue oggi con l'ingresso in azienda della quinta generazione. Per il terzo anno consecutivo il Pastificio è stato inserito da Forbes tra le 100 aziende più sostenibili d’Italia. Ieri, a Cavalese, sono stati presentati i risultati del bilancio di sostenibilità
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C’è un Pastificio tra gli alberi della Val di Fiemme che, pur avendo acquisito un respiro internazionale, è riuscito a mantenere integra una dimensione familiare e, al contempo, valligiana.
Da oltre cento anni, infatti, la famiglia Felicetti produce pasta nella stessa valle che ha visto crescere le sue generazioni: oggi cinque. La longevità dell’azienda lascia quindi intendere che l’intuizione di Valentino Felicetti di acquisire, nel 1908, la prima fabbrica fiemmese di paste alimentari, aveva basi solide rappresentate anche dalle caratteristiche del territorio, capace di offrire acqua di sorgente e aria d’alta quota: due ingredienti di importanza non indifferente per conferire alla pasta di grano duro un sapore riconoscibile.
Pertanto, l’idea di abbandonare la valle non ha mai preso corpo, anche per evitare di disperdere altrove il potenziale socio-lavorativo che l’industria riesce a generare tra le comunità che abitano il territorio. Felicetti risulta quindi essere l’unico Pastificio in Europa situato sopra i 1000 metri.
Una peculiarità che spinge prestare attenzione alle caratteristiche in costante divenire del territorio stesso, influenzato da mutazioni di carattere sociale, ma anche da trasformazioni ambientali che, in valle, negli ultimi anni si sono manifestate in modo particolarmente virulento: prima con la tempesta Vaia e, in rapida successione, con l'epidemia di bostrico. Due eventi strettamente intrecciati al clima che cambia.
A partire da tale consapevolezza la famiglia Felicetti sta adottando alcuni importanti accorgimenti per provare a individuare un punto di equilibrio tra le esigenze ambientali del contesto e quelle socio-imprenditoriali. Per il terzo anno consecutivo il Pastificio è stato così inserito da Forbes tra le 100 aziende più sostenibili d’Italia, quest’anno proprio per la continuità dell’impegno sul fronte della responsabilità d’impresa.
I risultati del bilancio di sostenibilità del Pastificio trentino sono stati presentati ieri, a Cavalese, nella sede della Magnifica Comunità di Fiemme, luogo di grande rilevanza storica per le dinamiche comunitarie della valle. Sono intervenuti Riccardo Felicetti, amministratore delegato del Pastificio, Alessia Felicetti, Sustainability and R&D, e Davide Rampello, regista e direttore artistico.
“L’esperienza compiuta fin qui ci ha insegnato che il contributo alla transizione energetica non può che sostanziarsi in piccoli passi concreti e misurabili – ha commentato Riccardo Felicetti –. È con questo spirito che abbiamo ridotto ulteriormente il ricorso a fonti fossili, cominciando dall'energia elettrica e avviando il percorso per rendere rinnovabile anche quella termica. Sappiamo che il tempo per agire è poco, ma siamo altrettanto convinti che le svolte efficaci si costruiscano con coerenza e continuità, evitando risultati effimeri. È così che, giorno dopo giorno, cerchiamo di fare sempre meglio ciò che sappiamo fare, in armonia con le persone, la comunità e l’ambiente che ci circonda”.

I principali risultati del bilancio di sostenibilità del 2024
- 84 tonnellate di CO2 risparmiate grazie al pack plastic free in carta certificata Pefc, che rappresenta il 28% del totale della produzione (+6 pp rispetto al 2023).
- 100% di energia elettrica rinnovabile nel 2024, con una riduzione del 4,3% del consumo di fonti fossili.
- Sottoscritto sul 2025 un accordo per sostituire l’energia termica prodotta in caldaia a metano con calore generato localmente tramite combustione di cippato, con un risparmio atteso di 590.000 metri cubi di metano e di 1.152 tonnellate di CO₂e ogni anno.
Il nuovo mix energetico: elettricità e calore 100% rinnovabili
Nell’ultimo biennio l’impegno di Felicetti verso la transizione energetica ha segnato un passo decisivo: nel 2024 il Pastificio ha completato il passaggio a un approvvigionamento di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate da garanzie di origine, riducendo significativamente le emissioni indirette di CO₂ e Scope 2 e abbattendo del 4,3% il consumo di fonti fossili. Contestualmente, l’intensità energetica in relazione ai volumi prodotti ha segnato un calo del 2,41% rispetto all’anno precedente.
Un percorso che ha compiuto un ulteriore salto di qualità nel 2025, con la sottoscrizione di un contratto con Bioenergia Fiemme per la sostituzione dell’energia termica da metano con calore 100% rinnovabile, generato localmente tramite combustione di cippato. La nuova fornitura, che entrerà a regime nello stabilimento di Molina dopo il completamento delle opere tecniche, consentirà di risparmiare ogni anno 590.000 metri cubi di metano e 1.152 tonnellate di CO₂e, sostituendo 4,8 milioni di kWh termici con fonte rinnovabile.
Verso imballaggi plastic free
A quattro anni dall’introduzione, le confezioni in carta 100% riciclabile rappresentano ormai una componente strutturale della strategia ambientale del Pastificio. Nel 2024 il loro peso sul totale della produzione ha raggiunto il 28% (+6 punti percentuali rispetto all’anno precedente), contribuendo al risparmio di 84 tonnellate di CO2e. Una scelta che si accompagna all’obiettivo di ridurre la dipendenza dagli imballaggi plastici, con effetti positivi sulla tutela degli ecosistemi e sull’impronta carbonica complessiva.
Per il futuro, Felicetti punta a superare il 30% di pack in carta entro il 2027 e ad avviare collaborazioni che consentano di introdurre nuovi materiali innovativi, stabili e performanti, da smaltire direttamente nell’organico.
Gestione delle risorse ed economia circolare
La riduzione dell’impatto ambientale, per Felicetti, passa attraverso un approccio circolare alla gestione dei materiali e dei rifiuti. Già oggi l’89% degli imballaggi e dei componenti secondari è riutilizzato o riciclato, mentre l’impiego di cartone riciclato ha raggiunto quota 1.611 tonnellate (+17% rispetto al 2023). Anche l’obiettivo 100% nel riciclo dei rifiuti è stato da tempo raggiunto: per il secondo anno consecutivo, infatti, tutti gli scarti prodotti dall’azienda sono stati avviati al recupero, senza alcun ricorso allo smaltimento in discarica.
Segue la stessa logica di circolarità l’accordo siglato per la cessione a titolo gratuito dei residui del processo di trafilatura al biodigestore di Predazzo, che li trasformerà in biogas per la rete di teleriscaldamento e in biodigestato per l’agricoltura locale. Il progetto – il cui avvio operativo è previsto al termine degli adeguamenti tecnici attualmente in corso – rappresenta una tappa importante nella creazione di una comunità energetica diffusa, rafforzando la vocazione territoriale del Pastificio.
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Fondato nel 1908, il Pastificio Felicetti è una società per azioni nelle mani della famiglia del fondatore. Da quattro generazioni i Felicetti portano avanti una produzione altamente specializzata in Val di Fiemme, mentre la quinta generazione ha da poco fatto il suo ingresso in azienda. La storia del pastificio comincia nei primi anni del Novecento, quando Valentino Felicetti ebbe l’intuizione che l’acqua di sorgente e l’aria d’alta quota potessero conferire alla pasta di grano duro un sapore riconoscibile. Un esperimento imprenditoriale da cui è nata una dinastia di pastai tra le Dolomiti e un percorso produttivo di ricerca fortemente distintivo. Felicetti è l’unico pastificio in Europa situato sopra i 1000 metri di altitudine.













