Come comportarsi in caso di incontro con greggi e cani da guardiania? Imparare camminando insieme ai pastori

In cammino con il pastore: nell'Area Protetta Alpi Marittime, una giornata per approfondire la conoscenza del territorio e del rapporto tra attività umana e ambiente montano, attraverso l'antica pratica della transumanza della pecora sambucana

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Un'opportunità per approfondire la conoscenza del territorio e del rapporto tra attività umana e ambiente montano, attraverso l'antica pratica della transumanza nelle Alpi Marittime.
La transumanza rappresenta una pratica antichissima che affonda le sue radici nella preistoria come ben testimoniano, in zona, le incisioni rupestri presenti nella Valle delle Meraviglie e nel Vei del Bouc. Oltre a ricordare un rito millenario, questa attività rappresenta un esempio di interazione equilibrata tra uomo e natura, caratterizzata da un uso misurato delle risorse naturali.
L'Unesco ha riconosciuto la transumanza "verticale" - che consiste nella migrazione stagionale del bestiame nel Mediterraneo e nelle Alpi - come patrimonio immateriale dell'umanità (ne parlavamo in questo articolo). Un'attività legata alla pastorizia e all'allevamento, che si svolge nel periodo estivo ed è scandita da due date simboliche, in prossimità delle quali greggi e armenti vengono condotti in altura e poi di nuovo a valle: tradizionalmente, la pratica si svolge infatti attorno 24 giugno (San Giovanni) e si conclude intorno al 29 settembre (San Michele).

Domenica 22 giugno, le Aree Protette Alpi Marittime, in collaborazione con il pastore Armando Rinaudo, concessionario dell’Alpe dell’Arpione (nel Comune di Valdieri, nel Cuneese), propongono un'iniziativa volta a far conoscere la pratica della transumanza, aperta a tutti "gli appassionati di tradizione, natura e cose buone da gustare".
Gli escursionisti avranno l'opportunità di camminare insieme a un gregge di pecore sambucane lungo il percorso che da Desertetto sale al Colle dell'Arpione, alle pendici del Monte Merqua, con un dislivello di circa 700 metri, che si sviluppa tra boschi di faggio e ampi pascoli. L'Alpe dell'Arpione è il luogo dove il pastore Rinaudo risiede durante i mesi estivi.
L'escursione a passo lento sarà condotta da Francesco Giraudo, guida del Parco, che aiuterà i partecipanti a leggere con consapevolezza i paesaggi attraversati, comprendendo le dinamiche della vita alpina legate all'alpeggio.
Durante la giornata, verrà affrontato anche il tema dei comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da pastore o con un gregge al pascolo.
Arrivati alla meta, sullo spartiacque con la Valle Stura, è previsto un pranzo al sacco preparato dalla Locanda Alpina Balma Meris, con prodotti del territorio che hanno ottenuto il marchio Qualità Parco Area Protette Alpi Marittime (Apam).
L'iniziativa del 22 giugno intende evidenziare l'importanza del ruolo svolto dai pastori, quali custodi della biodiversità. In queste zone, in particolare, hanno contribuito alla salvaguardia della pecora sambucana dall'estinzione, a partire dagli anni '80, e continuano a operare per favorire la coesistenza tra animali da allevamento e predatori.
L'escursione è organizzata dalle Aree Protette Alpi Marittime tramite il tour operator Expa Viaggi, responsabile delle prenotazioni. Le iscrizioni chiuderanno venerdì 20 giugno alle ore 12, a questo link.
GREGGI E CANI DA GUARDIANIA: COME COMPORTARSI IN CASO DI INCONTRO?
Come detto, l'evento di domenica 22 giugno costituirà per i partecipanti anche l'occasione per capire come comportarsi nel caso in cui durante un'uscita si incontri un gregge al pascolo, protetto dai cani da guardiania. Una situazione piuttosto frequente durante il periodo estivo.
Anticipando alcuni contenuti che i partecipanti potranno approfondire direttamente sul territorio, le Aree Protette Alpi Marittime hanno fornito a L'AltraMontagna questo breve elenco di buone pratiche da tenere a mente in caso di incontro con cani da guardiania o animali al pascolo, al fine di gestire l'interazione in modo corretto:
- Se mantieni un comportamento corretto, i cani capiscono che non sei un pericolo e si tranquillizzano
- Tieniti il più possibile lontano dal bestiame
- Fermati e mantieni la calma: non gridare, non assumere atteggiamenti minacciosi, non voltare le spalle al cane
- Se sei in bici, scendi e procedi a piedi, aggirando il bestiame
- Tieni il tuo cane al guinzaglio
- Se c’è il pastore nelle vicinanze, richiama la sua attenzione
LA PECORA SAMBUCANA, SALVATA DALL'ESTINZIONE

La pecora sambucana è una razza ovina autoctona della Valle Stura di Demonte, particolarmente rustica e adatta a vivere nel territorio alpino delle Marittime e Cozie. "Ha rischiato l'estinzione ed è stata salvata a metà degli anni Ottanta, grazie ad un progetto dell'allora Comunità Montana Valle Stura che ha anche istituito un ecomuseo che ha sede a Pontebernardo", informano dalle Aree protette Alpi Marittime.
La pecora sambucana è capace di vivere anche su pascoli rocciosi disagiati e ripidi, adattandosi a quote elevate e sopportando temperature rigide. L’agilità le permette di percorrere ripidi canaloni e scoscesi pendii, di attraversare pareti rocciose seguendo le draios, per raggiungere le cime più alte e poter brucare l’erba più gustosa, non ancora calpestata da altri animali.
Nonostante le sue caratteristiche di pregio, negli anni '70 del Novecento, la razza ha subito un significativo declino. Negli anni '80, in Valle Stura si contavano non più di ottanta capi di pecora sambucana in purezza, a fronte di oltre cinquemila capi totali. La causa principale fu l'incrocio con arieti di altre razze, finalizzato all'ottenimento di agnelli di maggiori dimensioni, ma con conseguente perdita delle caratteristiche genetiche e morfologiche della sambucana e quindi una minore resa in carne, un netto calo qualitativo della lana, un aumento delle esigenze alimentari e una diminuzione della rusticità e adattabilità all'ambiente.
A partire dal 1985, la Comunità Montana Valle Stura e la Regione Piemonte hanno avviato un programma di recupero e valorizzazione della pecora sambucana. La prima fase ha coinvolto un gruppo di allevatori che hanno costituito il Consorzio Escaroun ("piccolo gregge" in lingua d'oc). Attualmente, il Consorzio conta circa sessanta soci, contribuendo al mantenimento della razza.
L'azienda Fratelli Rinaudo ha ottenuto il marchio Qualità Parco Apam. Daniele e Mattia Rinaudo allevano pecore di razza sambucana e producono fieno da prati stabili. La stalla e i prati in cui gli animali trascorrono i mesi invernali si trovano a Festiona, nella Zsc e Zps Stura di Demonte, un'area protetta posta sotto la responsabilità dell'Ente Parco, mentre nei mesi estivi vengono portate in alpeggio sopra Desertetto, nell'alpe Merqua e Arpione, all'interno del Parco Alpi Marittime.
"La conduzione del gregge è particolarmente accorta e ha garantito nel tempo buoni risultati nella convivenza con i predatori: le pecore infatti non sono mai sole, si spostano sotto lo sguardo attento dei due fratelli o del papà e di quello dei loro pastori maremmani, correttamente addestrati", commentano dall'area protetta.













