Grazie al bosco si mangia: la Giornata internazionale delle foreste 2025 è dedicata al cibo, mostrandoci un legame più profondo di quanto possiamo immaginare

Celebriamo la Giornata Internazionale delle Foreste con una riflessione sul tema scelto quest'anno dalla FAO: “Foreste e cibo”. L'Organizzazione internazionale ci spinge a guardare anche oltre ciò che di edibile (noci, frutta, semi, radici, tuberi, foglie, funghi, miele) deriva direttamente dalle specie forestali

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ricordo bene il momento in cui decisi di iscrivermi a Scienze forestali. Mi trovavo in un noccioleto dell’Appennino con un cesto di funghi porcini appena raccolti tra le mani. Che magnifica giornata fu quella, passata da solo a camminare nel bosco con lo sguardo attento, concentrato su ogni rigonfiamento delle foglie cadute a terra e del muschio per cogliere i doni succulenti di ife e radici. Quella straordinaria sensazione di benessere mi convinse a scegliere e diede così un’importante sterzata alla mia vita, personale e professionale.
Oggi, di fronte al tema della Giornata internazionale delle foreste 2025, scelto come ogni anno dalla FAO - “Foreste e cibo” - ripenso a quel semplice bosco e al suo legame con le nostre tavole: sopra nocciole e sotto funghi, mica poco! Ma dal bosco, pensateci, derivano anche erbe spontanee e frutti di bosco, tartufi e anche miele, grazie al polline di alcune specie arboree e arbustive.
Di fianco a quel noccioleto, nelle vicinanze di un paese, ricordo anche un vecchio castagneto da frutto abbandonato. Come non citare, parlando di foreste e cibo, proprio l’albero e il suo seme (la castagna) che furono per secoli alla base del sostentamento alimentare di intere comunità della montagna italiana.

Ma la FAO, in occasione di questa giornata di sensibilizzazione sull’importanza e sul ruolo delle foreste, ci spinge a guardare anche oltre ciò che di edibile (noci, frutta, semi, radici, tuberi, foglie, funghi, miele) deriva direttamente dalle specie forestali, fornendo nutrienti essenziali a cinque miliardi di persone in tutto il mondo.
Le foreste, spiega la FAO, sostengono infatti anche l'agricoltura, ad esempio garantendo habitat agli insetti impollinatori, contribuendo a mantenere sano il terreno, trattenendo l'acqua, offrendo cibo e ombra al bestiame domestico, regolando le temperature, fungendo da barriere naturali contro il vento per le colture agrarie e regolando le precipitazioni atmosferiche, ovviamente essenziali per le coltivazioni.
Che si sia contrari o meno alla caccia, la FAO ci ricorda che anche la carne selvatica è un'importante fonte di proteine per i popoli indigeni e le comunità rurali, in particolare nelle regioni tropicali. Sono oggi oltre 3.200 le specie di animali selvatici che vengono utilizzate come cibo nel mondo.
Le foreste rappresentano anche un’assicurazione per la sicurezza alimentare, permettendo il sostentamento delle comunità quando le consuete fonti alimentari non sono disponibili, come nei momenti di crisi dei raccolti o durante i conflitti.
Dalle foreste deriva poi anche l’acqua potabile, utilizzata da oltre l'85% delle principali città del mondo. La gestione sostenibile delle foreste, secondo la FAO, ha il potenziale di migliorare la qualità dell'acqua per oltre 1,7 miliardi di persone che risiedono in grandi aree urbane, contribuendo così alla loro sicurezza alimentare e idrica.
E infine c’è il reddito, che permette alle persone di acquistare cibo. In alcuni Paesi e regioni del mondo la gestione delle foreste fornisce circa il 20% del reddito delle famiglie rurali, consentendo così l'accesso a cibo nutriente e a diete diversificate, necessario in particolare per le famiglie più povere. E a proposito di questo, non è da dimenticare che dalle foreste deriva anche la legna ancora comunemente utilizzata come fonte di energia per cucinare e rendere commestibili i cibi.

Insomma, oltre a nocciole e funghi, castagne e tartufi, erbe e altri prodotti edibili derivanti direttamente dal bosco, le foreste entrano nelle nostre tavole in tanti altri modi, tutti essenziali per la nostra stessa sopravvivenza. È un aspetto su cui non ci si sofferma abbastanza, guardando al bosco solo come ambiente naturale, o peggio come elemento puramente estetico. Lo facevo anch'io fino a quel giorno nel noccioleto, prima di addentrarmi nello studio delle Scienze forestali. Raccoglievo allegramente porcini senza riflettere sul rapporto profondo tra foreste e cibo.
Le foreste e la loro gestione, ho capito poi, sono essenziali per garantire quei servizi ecosistemici che ci permettono di vivere, a partire proprio dall’acqua e da ciò che mangiamo. Ecco perché la “Giornata internazionale delle foreste” non è da vivere soltanto come un elogio dell’ecosistema forestale in quanto tale, ma soprattutto come momento in cui celebrare il legame indissolubile che, come umanità, ci unisce ad esse. Un legname che si esplicita tanto nella raccolta responsabile del legno e dei prodotti selvatici, quanto nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi forestali.
“Davvero non riesco a separare gli alberi dagli uomini”, scrive Matteo Melchiorre in Storia di alberi e della loro terra, “per me è certo: pur lasciando gli alberi dispersi tra i mille saperi che li riguardano, nel riflesso cangiante che questi frammenti di specchio mandano indietro ci sono anche le sagome degli uomini. Sempre intorno, in qualsiasi tempo”.
Buona Giornata Internazionale dedicata a foreste e cibo. Almeno oggi, sedendoci a tavola, pensiamo agli ecosistemi forestali del mondo e alle comunità ad essi legate, compresa la nostra.













