"La tipicissima bresaola valtellinese viene fatta con la carne importata dal Brasile" (VIDEO). Quanta montagna c'è davvero nei cibi che sullo sfondo esibiscono rassicuranti panorami "mozzafiato"?

Il cibo di montagna non può diventare una montagna di cibo. Marco Albino Ferrari introduce il tema dell'incontro che dà il via a una nuova edizione di "R-Evolution Green", il ciclo di incontri al Teatro Verdi di Pordenone dedicati quest'anno al cibo di montagna, dalla sua produzione e lavorazione, curato da Mauro Varotto. Il primo appuntamento, venerdì 12 dicembre, si intitola "Montagne di cibo o cibo di montagna?": la tavola rotonda metterà a confronto le voci di una giovane produttrice di montagna, di un esperto di marketing e di un geografo per esplorare perimetri e relazioni del cibo di montagna, e svelare quanta e quale montagna c’è davvero nei nostri piatti

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Venerdì 12 dicembre, nell'ambito di Montagna Teatro Festival, al Teatro Verdi di Pordenone prende il via l'edizione 2025 di R-Evolution Green, un ciclo di sei incontri scientifico-divulgativi sulla montagna che si svolgeranno da dicembre 2025 a maggio 2026, per indagare temi legati al cibo di montagna, dalla sua produzione e lavorazione. Ogni incontro si focalizzerà su una tipologia di prodotto differente, con la presenza di esperti e il coordinamento di Mauro Varotto, curatore della rassegna.
Il primo appuntamento, in programma venerdì alle ore 18 al Ridotto del Verdi, si intitola Montagne di cibo o cibo di montagna? Dai perimetri alle relazioni e vedrà l’intervento di Davide Papotti, Marialaura Felicetti e Pier Giorgio Sturlese: la tavola rotonda condotta da Mauro Varotto metterà a confronto le voci di una giovane produttrice di montagna, di un esperto di marketing e di un geografo del cibo per esplorare perimetri e relazioni del cibo di montagna, e svelare quanta e quale montagna c’è davvero nei nostri piatti.
In questo video, Marco Albino Ferrari introduce il tema della serata.
Le montagne sono tra le protagoniste assolute del marketing alimentare: vette innevate, ghiacciai candidi, ruscelli impetuosi, prati verdi e boschi selvaggi in cui gli animali vivono in libertà fanno spesso da sfondo a prodotti tipici serviti magari da montanari o - ancora meglio montanare – dagli impeccabili costumi tradizionali.
La montagna diventa così una grande messinscena, che deve comunicare purezza e salubrità, autenticità e genuinità, come una gigantesca lampada di Aladino che deve esaudire i nostri desideri, in cui il "naturale" fa rima con il "fatto come una volta".
Ma quanta montagna c’è davvero dentro i prodotti che sullo sfondo esibiscono rassicuranti panorami mozzafiato?
Spesso poca, e spesso solo lontanamente parente di quella degli slogan pubblicitari: una montagna spesso asservita alla produzione industriale, orientata a produrre montagne di cibo, più che cibo di montagna. Cibo e montagna diventano allora un binomio controverso, sbandierato da un lato, pieno di contraddizioni dall’altro.
Per esempio solo pochi produttori dell’Alto Adige utilizzano carni locali per il loro super pubblicizzato speck. La tipicissima bresaola valtellinese viene fatta con la carne allevata, pensate un po’, in Brasile, e gli stessi pizzoccheri sono prodotti con grano saraceno importato dall’Est.
Davvero la montagna può essere sinonimo di qualità per ciò che mangiamo? Dipende… Per saperlo è necessario avvicinarsi, rompere la dimensione televisiva di montagne viste solo da lontano e magari solo ad alta quota.
Una corretta educazione alimentare non può che fondarsi su una nuova cultura della montagna e delle sue risorse, che sono varie, sono coltivate con fatica, e per questo di grande qualità, ma non infinite, no, non infinite: il cibo di montagna non può diventare una montagna di cibo.
Il cibo di montagna sarebbe un prezioso antidoto all'omologazione e alla standardizzazione alimentare (che spesso arriva camuffata nelle nostre tavole), purché esso stesso non sia standardizzato.

R-Evolution Green 2025/26: il programma
- Venerdì 12 dicembre – Montagna Teatro Festival
Davide Papotti, Marialaura Felicetti, Pier Giorgio Sturlese
Tavola rotonda sul "cibo di montagna"
Montagne di cibo o cibo di montagna? Dai perimetri alle relazioni
- Giovedì 15 gennaio
Irene Piazza, Michele Trentini
Latte crudo e formaggi di montagna
- Giovedì 12 febbraio
Valentina De Marchi, Luca Battaglini
Prosciutti e carne di montagna
- Giovedì 26 marzo
Luigi Torreggiani, Daniela Perco
Frutti di bosco, frutta di montagna
- Giovedì 16 aprile
Antonio Sarzo, Carlo Santarossa
Piante alimurgiche, tisane e fiori di montagna
- Giovedì 21 maggio – Casa 40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo
Luca Bonardi, Donatella Murtas
Vini di montagna e viticoltura "eroica"
I primi cinque appuntamenti, ad ingresso gratuito, si terranno presso il Ridotto del Teatro (ingresso da Via Roma) con inizio alle 18.00, mentre l’ultimo appuntamento di maggio si terrà presso Casa40 dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Gli incontri da gennaio a maggio saranno introdotti da un breve reading teatrale di Diego Dalla Via.
Per informazioni: teatroverdipordenone.it













