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Cultura | 18 agosto 2025 | 20:00

Nel cratere del sisma del 2016, ci si interroga sul lavoro in montagna (e sull'Appennino del futuro)

Un percorso che dimostra come la montagna non sia solo uno sfondo da cartolina, ma uno spazio vivo di produzione di conoscenza, pratiche sociali e riflessione politica: nella frazione di Fornara di Acquasanta Terme (AP), dal 4 al 6 settembre 2025 torna “Una montagna di lavoro”, la scuola estiva organizzata dal collettivo di ricerca Emidio di Treviri

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Nel cratere del sisma del 2016, nella frazione di Fornara di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), dal 4 al 6 settembre 2025 torna “Una montagna di lavoro”, la scuola estiva organizzata dal collettivo di ricerca Emidio di Treviri (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO).

 

"Arrivata alla sua nona edizione, è l’unica esperienza in Italia capace di tenere insieme ricerca critica, pratiche comunitarie e momenti di convivialità", spiegano gli organizzatori della tre giorni di seminari, incontri, passeggiate e concerti di musica tradizionale per interrogarsi sul tema del lavoro in montagna, tra trasformazioni produttive, diritti, precarietà e saperi socio-ecologici.

 

Negli anni, la Scuola ha raccontato come la montagna stia cambiando, travolta da spopolamento, turismo intermittente, precarietà nei servizi pubblici, ma anche attraversata da nuove forme di mutualismo e da una persistente vitalità dei saperi locali. Il tema del lavoro diventa così chiave per leggere i territori appenninici: agricoltura e allevamento che cercano nuove strade, servizi sociali sotto pressione, diritti che rischiano di sgretolarsi, ma anche pratiche di resistenza e nuove economie comunitarie.

 

La Scuola è diventata un punto di riferimento, un luogo di scambio tra studiosi, attivisti locali, cittadini e lavoratori. Quest’anno tra gli ospiti che interverranno a portare il proprio contributo ci sono figure come Paride D’Ottavio (scienze agrarie, Univpm), Domenica Farinella (rural studies, Università di Messina), Angela Genova (politiche di welfare, Urbino), Augusto Ciuffetti (storico dell’ambiente, Univpm), Angelo Belliggiano (geografia economica, Università del Molise), Gianluca De Angelis (Ires Emilia-Romagna). Accanto a loro ci saranno esperienze concrete come quelle di Manuela Cozzi, fondatrice della cooperativa Asca dedicata all’ovinocultura, la Comunità integrata urbana e rurale di mutuo appoggio e il giornalista Luca Martinelli.

 

Dal 2018 ad oggi, il collettivo Emidio di Treviri ha accompagnato la Scuola con pubblicazioni che hanno contribuito ad arricchire il dibattito sulle aree interne e dell’Appennino centrale, nelle sue unicità e rappresentazioni per la montagna appenninica: da Sul fronte del sisma a Sulle tracce dell’Appennino che cambia, fino alla recente ripubblicazione di Le comunanze picene di Joyce Lussu.

 

Un percorso che dimostra come la montagna non sia solo uno sfondo da cartolina o un laboratorio turistico, ma uno spazio vivo di produzione di conoscenza, pratiche sociali e riflessione politica.

 

La partecipazione è aperta a tutti; le iscrizioni terminano il 20 agosto. 

Per tutte le informazioni e per iscriversi: https://aps.emidioditreviri.org/scuola/scuola-9

Per eventuali domande: emidioditreviri@gmail.com

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