Possono coesistere comunità montane, attività produttive e tutela della biodiversità? In Casentino il festival per "abitare le terre di mezzo"

Il 28 agosto prende il via la sesta edizione di "Radici del Futuro", per riflettere sulla convivenza tra esseri umani e natura al tempo della crisi climatica e ambientale. Qui il programma

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Abitare le terre di mezzo - nuovi equilibri per le montagne del futuro è il titolo scelto per la sesta edizione del Festival Radici del Futuro, organizzato dalla comunità di Stia e Papianoinsieme (versante toscano delle Foreste Casentinesi, in provincia di Arezzo) per discutere di temi ambientali attraverso presentazioni di libri, proiezioni di film, tavole rotonde ed escursioni.
Il filo rosso che unirà tutti gli eventi, da giovedì 28 agosto a domenica 31 agosto 2025, sarà quello della convivenza tra esseri umani e natura al tempo della crisi climatica e ambientale: come mantenere vive le comunità che abitano la montagna e le loro attività produttive legate al territorio tutelando al tempo stesso la biodiversità? Quali nuove parole chiave sono necessarie per immaginare la montagna del futuro, contrastandone l’abbandono? Come adattarsi al cambiamento attraverso nuove visioni e prospettive?
A queste domande, in occasione degli appuntamenti in programma, si cercherà di rispondere grazie al contributo di esperte ed esperti di varia estrazione: scrittori, registi, giornalisti, agronomi e forestali, addetti alla conservazione della natura e antropologi.
Si inizierà nel tardo pomeriggio di giovedì 28 a Pratovecchio con una serata dedicata al lupo, un grande carnivoro che non sempre conosciamo e che spesso ci fa paura. Alle 18 verrà presentato il libro I diari del lupo insieme all’autore Andrea Cassini; dopo un aperitivo organizzato dalla Pro Loco verrà proiettato il film Lupo uno, discutendo dei contenuti con il faunista Duccio Berzi e gli esperti del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Doppio appuntamento per venerdì 29, all’insegna di alberi e foreste. Alla mattina, in collaborazione con Dream Italia e il progetto Life GoProForMED, si terrà un’escursione alla scoperta dei “pregevoli difetti del bosco”; i partecipanti saranno guidati alla ricerca dei “dendro microhabitat” e di un equilibrio tra produzione e conservazione forestale. Alla sera, a Stia, si tratterà invece di un evento che ha sconvolto le foreste alpine portando a numerose riflessioni: la tempesta Vaia. Lo si farà attraverso la proiezione del documentario Paesaggio fragile di Michele Trentini e la presentazione dei libri Sottocorteccia (insieme agli autori Pietro Lacasella e Luigi Torreggiani) e Vaia, la tempesta nella memoria (con le autrici Daniela Perco e Iolanda Da Deppo).
Due diversi eventi sono previsti anche per sabato 30. A Stia, al mattino, si svolgerà una tavola rotonda che partirà dal volume La montagna con altri occhi, realizzato dal Comitato scientifico de L’AltraMontagna, quotidiano online dedicato alle terre alte che è media partner del Festival. Diversi ospiti porteranno quelle che, a loro sentire, sono le parole chiave per immaginare la montagna del futuro: Ivana Fantoni, Andrea Gennai, Annalisa Spalazzi, Pietro Lacasella, Luigi Torreggiani e i rappresentati di altri Festival del territorio, Oltreterra e Osservo. Sempre a Stia, alla sera, si terrà la presentazione in musica di Liberi di sbagliare, un testo dedicato al rapporto con la montagna di una delle più importanti figure del ‘900: Primo Levi. Insieme a Pietro Lacasella, autore del libro, ci sarà la musicista Serena Mantini.
Il Festival terminerà domenica 31 con un’escursione nel cuore del Parco Nazionale, che sarà intervallata da letture e riflessioni dedicate all’ambiente forestale. Quattro giorni densi di eventi che permetteranno di riflettere a mente aperta su temi fondamentali per il nostro futuro, cercando la via per un equilibrio possibile.
“Abbiamo scelto di incentrare questa edizione del festival sul tema dell'abitare le terre di mezzo, un'espressione che riprende il concetto di 'montagne di mezzo' coniato dal geografo Mauro Varotto e che inquadra luoghi di compromesso tra presenza umana e componente ambientale, da tutelare e da mantenere, all'insegna della convivenza e dell'equilibrio. Il programma offrirà occasioni di confronto e di riflessione sulle attività antropiche e il mantenimento di ecosistemi stabili e ricchi di biodiversità, perché credo che tenere assieme questi due elementi senza contrapporli sia non solo possibile, ma rappresenti una delle necessità più stringenti del presente - commenta Luigi Torreggiani, direttore scientifico della sesta edizione de Le radici del futuro -. Un concetto che riprende lo spirito della Natural Restoration Law, approvata dall'Europa, che dovrebbe fungere da guida per i nostri tempi. Nella programmazione, fondamentale è stata la collaborazione con L'AltraMontagna che, oltre a essere media partner dell'evento, ci ha dato modo di confrontarci con tutta una serie di tematiche e di esperti che, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con il portale e che con la loro partecipazione arricchiranno il palinsesto del festival” .
Il costo per chi partecipa all'intera iniziativa è di 60 euro.
Volendo partecipare alle singole attività è richiesto il contributo di:
- 10 euro per le conferenze, le presentazioni di libri e la proiezione di documentari;
- 15 euro per l'escursione di venerdì;
- 20 euro per l'escursione di domenica, che comprende anche un pranzo con tortelli locali.
Maggiori info e programma completo sulla pagina Facebook di Papianoinsieme.
Per info e prenotazioni: papianoradicifuturo@gmail.com

In apertura, fotografia di Nicola Andrucci, da Wikimedia













