Quattro anni e mezzo per la foto perfetta, ecco come è nato lo scatto dai rilievi toscani di un faro francese: "Avevo bisogno del cielo sereno sino alle coste spagnole"

Fabio Longaron, il fotografo toscano autore di tanti scatti diventati iconici tra gli appassionati, a marzo 2021 si era prefissato di ritrarre, dalla Toscana, il faro presente sull'isola della Giraglia, situata un chilometro a nord di Capo Corso. Dopo quattro anni e mezzo è riuscito nell'intento: "Avevo bisogno di aria pulita, vento assente - o comunque molto debole - e soprattutto il cielo totalmente sereno per almeno 3-400 chilometri dal punto di ripresa. Questo per far sì che il Sole arrivasse pulito all'orizzonte, rendendo così "massimo" il contrasto con la struttura del faro che volevo riprendere"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Era marzo 2021, il mondo e l'Italia erano ancora in piena emergenza pandemia e Fabio Longaron non poteva fare ciò che amava e ama di più: fotografare montagne, scorci, pianeti, paesaggi.
E, allora, all'interno della sua abitazione di Massarosa, il giovane toscano posizionava in bella fila le idee, pianificava, studiava. Mettendo nel mirino, anzi nell'obiettivo, un numero incredibile di luoghi, tra cui l'isola della Giraglia. Anzi, ad essere precisi, il faro dell'isola, con la volontà di immortalarlo nitidamente quando si trovava "all'interno" del Sole color rosso fuoco.
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Sì, ma dove si trova l'isola della Giraglia o, per dirla alla francese, Ile de la Giraglia? Poco a nord di Capo Corso, a circa un chilometro di distanza dalla costa della Corsica, ma soprattutto a 121,9 chilometri di distanza dal Passo Vado la Lepre, località situata a 805 metri sul livello del mare, in mezzo alle Colline Metallifere, nel territorio comunale di Castelnuovo di Val di Cecina, in provincia di Pisa.
Una mission impossible? Forse per tanti, ma non certamente per chi è riuscito anche ad immortalare il Monviso dal pontile di Forte dei Marmi, da una distanza di 269 chilometri (Qui articolo). L'attesa è stata lunga ma, alla fine, ne è valsa la pena.

"Era marzo 2021 - racconta Longaron a L'AltraMontagna - e gli spostamenti erano limitati per tutti a causa della pandemia e anche io dovevo convertire le "girate" del fine settimana in qualche altra attività casalinga. Quello che è nato è stato un lungo viaggio virtuale su Google Earth durante il quale, oltre a scoprire nuovi posti, ho calcolato una "vagonata" di foto da fare, molte realizzate in seguito, tante, tantissime che sono ancora lì nel cassetto. Tra queste c'era il faro della Giraglia, in Corsica, con il Sole al tramonto alle sue spalle, ripreso dalla Toscana. Volevo che l'isola "entrasse" proprio nel Sole".

Ecco, allora, che il progetto parte ma, quasi subito, Fabio Longaron deve "stopparlo".
"Per riuscire a fare questa foto mi sono accorto subito che dovevo avere una strumentazione più potente rispetto a quella di cui disponevo in quel momento - prosegue -... così sono passati tre anni. Una volta in possesso degli strumenti adatti, ho dovuto aspettare che le condizioni metereologiche fossero quelle ideali, o comunque molto "vicine", per scattare la foto. Cioè: aria pulita, vento assente - o comunque molto debole - e soprattutto il cielo totalmente sereno per almeno 3-400 chilometri dal punto di ripresa. Questo per far sì che il Sole arrivasse pulito all'orizzonte, rendendo così "massimo" il contrasto con la struttura del faro che volevo riprendere. Insomma, il cielo doveva essere completamente privo di nubi e velature sino alle coste della Spagna. Da quel momento è passato un altro anno e mezzo, con con le condizioni che si sono rivelate sempre sfavorevoli durante i giorni - due, tre all'anno - di allineamento del Sole con l'isola".

Ma, alla fine, chi la dura... la vince e, dopo quattro anni e mezzo, ecco che la foto è stata scattata. Assieme ad altre, realizzate prima e dopo il momento "ics" e che Fabio Longaron ci ha consentito di pubblicare. E il risultato, come sempre, è risultato un capolavoro.
"Alla fine - conclude -, dopo quattro anni e mezzo dal momento in cui l'ho "pensata", sabato sera tutte le condizioni si sono verificate. E io ho provato a scattare quella foto che da così tanto tempo m'intrigava, non tanto per il risultato artistico, quanto per la voglia di fotografare un edificio, un punto di riferimento, al di là del mare, in un altro stato. Dall'Italia alla Corsica, insomma, in uno scatto, colmando in pochi "click" una distanza di oltre 120 chilometri. La soddisfazione è stata immensa. Dal punto di vista "tecnico", per curiosità, ho calcolato il diametro apparente del Sole - cioè quale grandezza avrebbe avuto se si fosse trovato alla stessa distanza dall'isola -: un disco del diametro di 1.137 metri. E, altra cosa, ho scoperto solamente "dopo" aver concepito l'idea che non vi era solamente il faro da ritrarre, ma anche la torretta che, nello scatto, si vede a sinistra di quello che era l'obiettivo principale".














