L'unico libro italiano a concorrere al prestigioso International Booker Prize racconta montagne apparentemente insignificanti. Ma Il Duca "ha qualcosa da dire anche al resto del mondo"

Su 128 libri candidati, la giuria ne ha selezionati 13. L'autore Matteo Melchiorre, storico e scrittore bellunese, componente del Comitato Scientifico de L'Altramontagna, commenta: "Questa è una sorpresa straordinaria. Il Duca è un libro che ambisce a parlare dei margini, dove si nascondono ancora storie potenti; storie che suonano vere, che parlano alle nostre passioni più profonde e che ci aiutano a sognare, e a scoprire, futuri diversi"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il Duca di Matteo Melchiorre è l’unico italiano candidato a concorrere all’edizione 2026 del prestigioso premio letterario International Booker Prize. È stata annunciata oggi (martedì 24 febbraio), la lista dei 13 libri che la giuria, presieduta dall’autrice Natasha Brown, ha selezionato tra le 128 opere presentate dagli editori.
Il riconoscimento celebra le migliori opere di narrativa o raccolte di racconti tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito e/o in Irlanda tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026.
La casa editrice indipendente Foundry Editions, che ha curato l’edizione inglese del volume pubblicato in Italia da Einaudi, ha affermato: "Siamo entusiasti che il nostro meraviglioso Il Duca sia entrato nella longlist dell'International Booker Prize 2026. Siamo innamorati della sua scrittura gloriosa, della sua narrazione trascinante e del suo omonimo protagonista che di certo entrerà di diritto nel pantheon dei grandi personaggi della letteratura italiana approdati in lingua inglese. Ai giudici: grazie di cuore. Ai lettori e ai futuri lettori: speriamo che questo libro parli a voi come ha parlato a noi".
L'autore Matteo Melchiorre, storico e scrittore bellunese, componente del Comitato Scientifico de L'Altramontagna, commenta: "Questa è una sorpresa straordinaria, davvero straordinaria. Il Duca è un libro che ambisce a parlare dei margini, di luoghi di confine, di posti dove il tempo sembra essersi fermato e dove ogni futuro appare impossibile. Eppure, questa storia che arriva dai margini ha qualcosa da dire anche al resto del mondo, lontano da quel piccolo angolo di pianeta, apparentemente insignificante, che le fa da sfondo. Il presente è anche quello di Vallorgàna. Sono davvero commosso: vedere Il Duca nella longlist dell'International Booker Prize mi convince sempre di più che ai margini, in queste cosiddette 'terre desolate' dell'Occidente, si nascondano ancora storie potenti; storie che suonano vere, che parlano alle nostre passioni più profonde e che ci aiutano a sognare, e a scoprire, futuri diversi".
La traduttrice, Antonella Lettieri, aggiunge: "Il Duca è un romanzo che ha parlato alla mia anima fin dal momento in cui ho iniziato a leggerlo, e da allora l'ho sostenuto con passione. È un grande onore che il mio lavoro sia stato incluso nella longlist dell'International Booker Prize, ma ciò che mi rende più felice in questo momento è il pensiero dei tanti lettori che avranno la gioia di scoprire Il Duca nelle prossime settimane. Merita davvero questo successo, e sono entusiasta di aver contribuito ad aiutarlo a raggiungere un pubblico più vasto".
Il premio
L'International Booker Prize riconosce il valore fondamentale del lavoro di traduzione: il premio di 50.000 sterline viene infatti diviso equamente tra l'autore e il traduttore proclamati vincitori. Dai 13 libri scelti per la "longlist", si procederà con la definizione della "shortlist" con i sei finalisti, che saranno annunciati martedì 31 marzo 2026. A ogni titolo finalista verrà assegnato un premio di 5.000 sterline, anch'esso diviso equamente tra autore e traduttore.
L'annuncio del libro vincitore avverrà martedì 19 maggio 2026 durante una cerimonia alla Tate Modern di Londra. Il premio 2026 è sostenuto dalla Bukhman Philanthropies.
L’edizione 2026
Come spiegano gli organizzatori del premio, i libri della longlist attraversano continenti e secoli. Vi si trovano storie d'amore agrodolci e fiabe oscure; resoconti romanzati di figure storiche e narrazioni intrise di realismo magico. Con temi che spaziano dalla stregoneria alla guerra, dalla resilienza alla crudeltà, dalla magia all'omicidio e dalla rivoluzione al rinnovamento, le opere candidate esplorano la nostra capacità di resistere, reagire o reinventarci, e di conservare la speranza in tempi difficili.
I libri presentano personaggi memorabili, tra cui un conquistador argentino queer, un regista tedesco compromesso moralmente, un bambino prodigio diventato ladro, una romanziera giapponese dall'appetito "mostruoso", un idiosincratico aristocratico italiano (il "nostro" Duca) e una nobildonna danese accusata di stregoneria. I volumi trasportano i lettori da una colonia penale in un angolo remoto del Brasile a un villaggio albanese governato da leggi antiche, da un manicomio per soldati in Belgio a un lussureggiante giardino alla periferia di Teheran.
Dal sito dell'International Booker Prize si apprende che la selezione della longlist effettuata dai giudici presenta:
- 13 libri tradotti da 11 lingue, con autori e traduttori che rappresentano 14 nazionalità.
- Tre opere d'esordio, insieme a 13 candidati delle precedenti edizioni, tra cui cinque coppie autore-traduttore che tornano in concorso.
- Due libri pubblicati nelle rispettive lingue originali oltre 30 anni fa; uno che è bandito in Iran, scritto da un'autrice precedentemente imprigionata per i suoi scritti.
- Autori che includono un attore pluripremiato, uno storico che tratta di montagne e foreste (Matteo Melchiorre), un'attivista ambientale e femminista e scrittori di manga, sceneggiature e poesie.
Il libro
Il Duca ha già ottenuto diversi riconoscimenti. Come scriveva Pietro Lacasella in questo articolo, il libro è ambientato in una valle e a ben guardare si sviluppa proprio come una valle. Vi è infatti un racconto centrale, dove confluiscono, come tanti rapidi torrenti, altre storie. Storie di montagna che si intrecciano alla trama principale senza interromperla, ma completandola.
Storie di boschi, storie di animali, storie di uomini. Storie che spesso abbracciano l’attualità dei nostri rilievi e la veicolano in modo efficace grazie a una trama estremamente appassionante.
Fin dalle primissime pagine del libro si percepisce il desiderio dell'autore di svincolarsi dai luoghi comuni che spesso accompagnano la letteratura alpina: territori incontaminati, legami fraterni, collaborazione tra compaesani, purezza d’animo, amicizie inscalfibili, e così via.
Tra le montagne del Duca invece rimbomba il ronzio delle motoseghe dei boscaioli, scorrazzano i fuori strada, le transumanze si fanno con l’aiuto del camion, non tutte le persone – com’è normale che sia – sono sempre leali e men che meno fedeli e coerenti. Non è una montagna che si presta alla copertina di una rivista turistica, ma è una montagna vissuta, una montagna ruvida, forse meno idilliaca, ma sicuramente più reale.
Un ritrovato realismo, quindi, capace di indicare la via verso una narrazione più limpida degli orizzonti alpini. Una narrazione capace di guidarci nella complessità antropica e naturale delle nostre montagne.













