Nel mondo carsico dei Piani Eterni, angolo solitario delle Vette Feltrine

Dai boschi dell’incassata Val Canzoi fino agli spazi aperti e luminosi dei Pian Eterni, vasta distesa di pascoli alpini. Un luogo senza tempo, dove perdersi nella bellezza di quest’angolo nascosto delle Dolomiti Bellunesi

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
da Feltre o da Belluno si raggiunge Soranzen o Can, da dove si segue la strada che risale la Val Canzoi fino al Lago della Stua
Di eterno, si sa, non c’è nulla, tutto inizia, tutto evolve, tutto finisce. È così da sempre, e così sarà per sempre, in eterno. Almeno finché l’universo, per come lo conosciamo, continuerà a esistere. Anche le montagne, lo sappiamo bene, che ci paiono immobili nella loro grandezza, sono invece in continuo mutamento. Ecco allora che programmare un’escursione in un luogo che ha l’eternità nel toponimo stesso ha un qualcosa di affascinante, che attira fin dal nome. Parliamo dei Piani Eterni, una grande area di pascoli a 1700 metri di quota sul margine più orientale delle Vette Feltrine, e nel grandioso spazio del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi. Un luogo unico, circondato da montagne dai nomi ai più sconosciuti, di poco superiori ai 2000 metri di altezza, ma di una bellezza disarmante, con i suoi grandi pascoli che si aprono su questo altopiano carsico, dove regnano il silenzio e il vento, suoni che in estate sono arricchiti dal lento scampanare delle mandrie. E pensare che alla partenza non si direbbe che qualche ora dopo, e un migliaio di metri più in alto, si possa trovare un ambiente di questo tipo e di tale vastità.
Dal basso…
Sì, perché per raggiungere i Piani Eterni si parte da una valle stretta e piuttosto incassata, la Val Canzoi, che delimita a sud la dorsale delle Vette Feltrine. Montagne incredibilmente belle, solitarie e ricche di ambienti particolari, con le celebri “buse”, conche carsiche sospese dove dimorano endemismi caratteristici. Hanno una certa somiglianza con i Piani Eterni, ma le une e l’altra vivono ciascuna di vita propria, e l’idea di unirle con un’unica grande escursione, che traversa il Gruppo del Cimonega con il Sass de Mura, è un’idea che non può evitare di solleticare ogni escursionista. L’origine geologica di questi ambienti racconta di una lunga evoluzione, con gli strati di dolomia principale, alternati a calcari e marne, che testimoniano un’antica barriera corallina triassica, poi sollevata e modellata nei millenni da agenti atmosferici e fenomeni carsici. E i Piani Eterni si inseriscono perfettamente in questo contesto, tra doline, campi solcati, grotte e inghiottitoi, a segnare la ricca attività idrica sotterranea, in un paesaggio in apparenza statico, ma dinamico nel profondo. Ma come si raggiungono? Dalla piana feltrina, risalita tutta la stretta Val Canzoi, si arriva in auto fin quasi alla diga del Lago della Stua. La quota è ancora bassa, ma per arrivare qui abbiamo già attraversato uno dei nuclei di maggiore biodiversità dell’intero arco prealpino, con boschi vetusti di faggio e abete bianco, habitat fluviali, praterie aride e umide che si alternano nel giro di pochi chilometri. Il lago, con la sua diga, è incastonato nella parte alta della Val Canzoi, e già dai primi passi si può apprezzare la cornice suggestiva nel quale è immerso. Si imbocca la strada sterrata in destra orografica, contrassegnata dal segnavia n° 806, costeggiando le acque verdi per circa un chilometro. Poco oltre il ponte sul torrente Caorame, si arriva a un evidente bivio, dove si abbandona la strada principale per seguire a destra il segnavia n° 802. E si inizia a salire.

… verso gli orizzonti aperti della quota
La pendenza è subito decisa, niente di troppo impegnativo, e lascia apprezzare l’immersione nel fitto bosco di faggi e abeti, con sottobosco ricco di felci, muschi e cespugli. Il tracciato è regolare, la pendenza è costante, e si guadagnano rapidamente metri e metri di dislivello, con numerosi tornanti e alcuni brevi tratti più ripidi. L’ambiente è fresco e silenzioso, e non è raro sentire il richiamo del picchio o lo scricchiolio di qualche ramo sotto le zampe di un capriolo. Dopo circa un’ora e mezza si raggiunge la località Le Prese, a circa 1400 metri di quota, dove si può scegliere se proseguire per il sentiero più diretto, che sale verso il Porzil, oppure prendere la pista forestale a destra, che allunga il percorso ma consente una salita più dolce e panoramica. Entrambe le opzioni si ricongiungono più in alto, ma la fretta – non sempre cattiva consigliera – invita a continuare sul più diretto n° 802. La salita torna ripida, lungo una stretta e umida valletta, mentre il paesaggio pian piano cambia volto, entrando nella fascia subalpina, con i faggi che lasciano il posto ai larici e ai mughi, mentre il cielo si apre e verso nord appaiono le creste del Monte Pavione, del Col del Mul e del Sass de Mura. Un ultima salita ed ecco finalmente la conca dei Piani Eterni, un arrivo emozionante, quasi teatrale. Poco più avanti, immersa tra l’erba, appare la Casera Brendol, ristrutturata di recente e oggi bivacco del Parco delle Dolomiti bellunesi, e proseguendo ancora brevemente ecco la Malga Erera, ancora monticata in estate, dove si può trovare qualcosa da mangiare. Tutto intorno pascoli, che nella stagione giusta sono colorati da una vera esplosione di fiori, solitarie montagne dall’aspetto solare, e un grande, grandissimo cielo. La vista spazia senza ostacoli, e si ha davvero la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo. Eterno. Così eterno che, girovagando per i dossi e i prati, quasi non ci si accorge del tempo che passa, e il momento di rimettersi in marcia per tornare indietro si presenta quasi all’improvviso. E se mi fermassi qui a dormire?
IL PERCORSO
Regione: Veneto
Partenza: Lago della Stua (715 m)
Arrivo: Piani Eterni, Malga Erera (1708 m)
Accesso: da Feltre o da Belluno si raggiunge Soranzen o Can, da dove si segue la strada che risale la Val Canzoi fino al Lago della Stua
Dislivello: 1050 m
Durata: 3/4 h
Difficoltà: E (escursionistico)
Immagine di apertura: vista panoramica sui Piani Eterni. © Nordavind











