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Itinerari | 10 ottobre 2025 | 19:00

Un solco alpino dal carattere schivo: ai piedi della Granta Parey, montagna simbolo della valle di Rhêmes

La classica salita al rifugio Benevolo e al Lago di Goletta, molto apprezzata e frequentata in piena estate, con l’autunno diventa un viaggio silenzioso in uno degli angoli più remoti della Valle d’Aosta

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Valle d’Aosta
E (escursionistico)
850 m
3 h/3 h e 30 min
località Thumel (1879 m), in fondo alla Valle di Rhêmes
Lago di Goletta (2706 m)

dall’uscita di Aosta Ovest della A5, si prosegue sulla Statale fino a Introd, dove si prende la deviazione per la Valle di Rhêmes, che si risale fino al suo termine, oltre Rhêmes-Notre-Dame

Tra le valli laterali del Parco nazionale del Gran Paradiso, la Valle di Rhêmes è forse quella che conserva di più, ancora oggi, un carattere schivo, lontano dalle rotte turistiche più battute. La valle, percorsa dal torrente Dora di Rhêmes, si incunea da Introd verso sud, tra la Valgrisenche a ovest e la Valsavarenche a est, fino a terminare contro l’imponente bastione glaciale dominato dalla Granta Parey (3387 m), cima simbolo di queste montagne e vero faro della valle. La sua parete nord, alta e severa, domina la testata della valle, e ai suoi piedi, a 2285 metri di quota, sorge il rifugio Benevolo, punto di riferimento storico per escursionisti e alpinisti diretti verso i ghiacciai della Goletta e di Tsanteleina.
Risalendo la valle, però, prima di immergersi nel territorio d’alta quota, sono i boschi, i pascoli e i piccoli borghi a rapire lo sguardo. Prima Rhêmes-Saint-Georges (1218 m), modesto nucleo di case sparse nella media valle, poi, con il bosco che cede man mano il passo ai prati, la frazione di Chanavey e infine Rhêmes-Notre-Dame (1725 m), conosciuto anche come Bruil, circondato da alte montagne. Sarà per la chiesa de la Visitation, risalente al XV secolo e parrocchia dal 1650, per le case compatte con i tetti in lose, i vicoli e le fontane, sarà anche per le montagne e i grandi prati che circondano il paese, che – fa quasi ridere dirlo – è il principale centro turistico della valle, ma l’atmosfera che si respira qui è davvero unica, infonde calma e serenità. Merita una pausa, se non altro per bere un caffè – ai tavolini all’aperto, se la stagione lo consente – o acquistare qualcosa da mangiare durante l’escursione, nell’unico negozietto del piccolo borgo. E poi via, ancora poca strada, con le montagne più alte che si delineano sullo sfondo, tra cui spicca la Granta Parey, per arrivare al parcheggio di Thumel. La meta? La più classica della Valle di Rhêmes: il rifugio Benevolo e i pianori glaciali dove è adagiato il Lago di Goletta. Luoghi molto frequentati in piena estate – sempre relativizzando il concetto di “frequentazione” al contesto della Valle di Rhêmes –, che in primavera e in autunno sono capaci di regalare grandi emozioni e grandi silenzi.


Autunno a Rhêmes-Notre-Dame, a 1725 metri di quota in fondo all’omonima valle. Sullo sfondo, il Grand Combin. © Rafael Miguel

Seguendo la Dora

Il rifugio Benevolo, costruito nel 1930 per iniziativa della sezione di Torino del Club alpino italiano, in memoria di Federico Benevolo, ingegnere e alpinista scomparso nel 1927 nel Gruppo del Bianco, è nato come punto d’appoggio per le prime ascensioni alla Granta Parey e alla Becca de la Traversière, mete classiche dell’alpinismo valdostano, mentre oggi viene “usato” molto anche come meta di una facile passeggiata. Da Thumel, infatti, il sentiero n° 13, chiaramente indicato, sale una prima strozzatura della valle, poi prosegue in modesta pendenza tra dossi erbosi, seguendo il corso della spumeggiante Dora di Rhêmes e circondato da grandi pascoli alpini, con la Granta Parey che si staglia maestosa sullo sfondo, le sue striature di neve e le pareti verticali, quasi repulsive. La traccia, più in alto, si riunisce alla sterrata di accesso al rifugio, che si segue per un breve tratto, tagliando i tornanti e abbandonandola all’alpeggio di Lavassey, per superare direttamente il dosso soprastante. Una corta ma ripida salita tra i prati ed eccolo, il rifugio Benevolo, a 2285 metri e al cospetto di alte montagne. L’escursione fin qui è breve e facile, basta un’ora e mezza o poco più, se proprio la si prende comoda, ma l’ambiente è già spettacolare, immerso in un contesto alpino al contempo maestoso e appartato. Soprattutto quando il rifugio è chiuso e in giro non c’è anima viva. Una condizione che può invitare alla sosta, alla pausa contemplativa, ma che – all’opposto – può spingere ad andare oltre, a salire ancora un poco, giusto per vedere che cosa c’è oltre quel dosso…


La Granta Parey (3387 m) salendo da Thumel verso il rifugio Benevolo. © Stefano Merli

Ghiacciai e alte cime

E per curiosare più in alto, dal rifugio basta seguire il sentiero n° 13D, che alle spalle dell’edificio va a superare il torrente e, passando dai resti dell’alpeggio di Sauches, sale la ripida bastionata che dà accesso al pianoro superiore. L’ambiente cambia, i pascoli lasciano il posto a morene, rocce e detriti, l’aria si fa più fredda, sembra scendere direttamente dai ghiacciai. Camminando in questo spazio rarefatto, ai piedi della Grande Traversière, si raggiunge poco sopra il Lago di Goletta (2706 m), adagiato in una conca glaciale davvero suggestiva. Le sue acque, d’un verde lattiginoso, riflettono la mole della Granta Parey, che si alza maestosa verso sud. E pensare che, un tempo non troppo lontano, il ghiacciaio che cinge alla base la montagna scendeva fin quasi alle rive del lago. Il luogo, intimo e grandioso al tempo stesso, emana un fascino davvero intenso, e invita a perdersi tra le pieghe dell’alta quota, anche se, a dire il vero, la curiosità inviterebbe a salire ancora, e portarsi al Col Bassac Deré, a 3083 metri di quota, affacciato verso la Valgrisenche, tra la Punta Bassac Deré e la Becca de la Traversière, e da lì osare ancora, seguendo la cresta proprio della Traversière per raggiungerne, con percorso poco più che escursionistico, la cima a 3337 metri di quota, dove lo sguardo spazierebbe davvero a 360 gradi, dal Bianco alle Levanne, dalla Meije al Cervino, dalla Grivola al Gran Paradiso, alla vicinissima Tsanteleina. Va bene, i desideri sono stati espressi, la promessa di tornare con più tempo anche, magari in piena estate, senza quel velo di neve che già ricopre i pendii superiori. Adesso è però giunto il momento di rientrare, seguendo il medesimo percorso o, per una piacevole variante, deviando prima del rifugio Benevolo sul sentiero n° 14A, che traversa sotto la Grande Traversière e la Punta Bassac, per calare infine sul n° 13 poco prima di Thumel. E giunti in basso, complice la stagione non proprio affollata, perché non dedicare il tempo rimasto per aggirarsi tra i vicoli silenziosi della frazione di Pellaud e concedersi una pausa a Rhêmes-Notre-Dame? Per assaporare le ultime luci autunnali sui tetti delle case e sui prati tutto intorno. Magari scorgendo un piccolo gruppo di coraggiosi stambecchi che si è spinto alle quote più basse, dove ancora resiste l’ultima erba verde prima del rigido inverno valdostano.


In arrivo al rifugio Benevolo (2285 m). © Stefano Merli

 

IL PERCORSO
Regione: Valle d’Aosta
Partenza: località Thumel (1879 m), in fondo alla Valle di Rhêmes
Arrivo: Lago di Goletta (2706 m)
Accesso: dall’uscita di Aosta Ovest della A5 si prosegue sulla Statale fino a Introd, dove si prende la deviazione per la Valle di Rhêmes, che si risale fino al suo termine, oltre Rhêmes-Notre-Dame
Dislivello: 850 m
Durata: 3 h/3 h e 30 min
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: il Lago di Goletta (2706 m) e la Granta Parey (3387 m) in una solare giornata estiva. © Franco56

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