"Dopo anni passati a cucinare negli alberghi della zona, ha deciso di aprire un locale tutto suo" in un paese di 100 abitanti: il ristorante 'Da Cristina' entra nella guida del Gambero Rosso

"Molti giovani se ne vanno, cercano opportunità altrove. Noi abbiamo fatto il percorso inverso perché abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di questi luoghi". A Rovere, Rocca di Mezzo, un'attività familiare ha ricevuto il prestigioso premio di una forchetta del Gambero Rosso. Intervista a Francesco Rovere, proprietario del ristorante insieme alla sorella Anna e alla mamma Cristina

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ci troviamo sull’altipiano delle Rocche, a Rovere, un paese di appena cento anime, e oggi racconteremo la storia di Cristina, Anna e Francesco. Il ristorante Da Cristina ha infatti da poco ricevuto il riconoscimento del Gambero Rosso, dimostrando che anche nei piccoli paesi di montagna si può fare impresa di qualità.
Abbiamo intervistato Francesco, sommelier e figura chiave del locale insieme a sua madre Cristina e sua sorella Anna.
Francesco, partiamo dall'inizio. Come nasce Da Cristina e perché proprio qui, a Rovere?
Il ristorante è nato vent'anni fa dal sogno di mia madre. Dopo anni passati a cucinare negli alberghi della zona, ha deciso di aprire un locale tutto suo, che rispecchiasse la sua visione della cucina. La scelta di Rovere è stata naturale: è il suo paese d'origine, le sue radici. Certo, i primi anni sono stati complicati. In un borgo di cento abitanti, farsi conoscere non è semplice, soprattutto considerando la forte competizione gastronomica che caratterizza tutto l'Altipiano.
Aprire un'attività in montagna, in un territorio che soffre lo spopolamento, è una scelta controcorrente. Cosa vi ha spinto a rimanere?
Esattamente. Molti giovani se ne vanno, cercano opportunità altrove. Noi abbiamo fatto il percorso inverso perché abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di questi luoghi. La montagna non è solo un luogo da cui scappare, ma un territorio ricco di risorse e di preziose tradizioni. Volevamo dimostrare che si può costruire qualcosa di importante anche qui, valorizzando ciò che il territorio offre.
Come vi organizzate per gestire il ristorante?
Siamo una squadra familiare molto affiatata. In cucina ci sono mia sorella Anna e mia madre Cristina, che è anche la proprietaria. Io mi occupo della sala: sono sommelier e curo l'accoglienza e il servizio. Il nostro obiettivo è far vivere agli ospiti un'esperienza completa, che vada oltre il semplice pasto. Proponiamo una cucina che affonda le radici nella tradizione abruzzese, ma Anna ama anche sperimentare e creare piatti nuovi, sempre rispettando l'identità del territorio.
Il legame con il territorio sembra essere centrale nella vostra filosofia.
Assolutamente. Lavoriamo quasi esclusivamente con produttori locali. Usiamo le patate dell'azienda agricola Passalacqua, le uova dell'azienda "Uovo Marsicano", i salumi del salumificio Costantini e i formaggi di "Terrantica". Quest'ultima collaborazione ha per me anche un significato affettivo: mia madre viene da una famiglia di pastori e agricoltori che, durante la guerra, gestiva un gregge di seimila pecore. Supportare i produttori del territorio significa contribuire alla crescita dell'intera comunità montana.
La vostra carta dei vini è nota anche fuori regione...
Sì, è un altro elemento di cui andiamo molto fieri. Abbiamo costruito negli anni una selezione importante che spazia dalle produzioni locali alle grandi etichette internazionali, fino a bottiglie prestigiose come quelle del Domaine de la Romanée-Conti. Crediamo che anche in montagna si possa offrire un'esperienza enologica di alto livello.
Il riconoscimento del Gambero Rosso è arrivato da pochi giorni. Che significato ha per voi?
È stato totalmente inaspettato e ci ha riempito di gioia. Sapere che una guida così prestigiosa ha notato il nostro lavoro, qui a Rovere, è la conferma che la qualità viene riconosciuta ovunque, anche nei piccoli paesi di montagna. Gestire un'attività in questi territori non è facile, ma essere una famiglia ci aiuta moltissimo ad affrontare le difficoltà quotidiane.
Chi sono i vostri clienti?
Principalmente abruzzesi e persone delle regioni vicine. La nostra posizione è strategica: siamo a circa un'ora sia da Roma che da Pescara, vicini agli impianti di risalita. Questo ci permette di intercettare sia gli appassionati di montagna che vengono a sciare o a fare trekking, sia chi cerca un'esperienza gastronomica autentica lontano dalla città. Durante l'estate e l'inverno il paese si anima, ma noi vogliamo dimostrare che la montagna può essere viva e accogliente tutto l'anno.













