"Mi sentivo un gigante, in mezzo a una vera e propria foresta nana": storia di Betta e dell'antico vivaio forestale della Magnifica Comunità di Fiemme

Questa storia parte da un luogo speciale. A iniziare dal suo nome: Solaiolo. Un luogo pieno di sole. Dunque di energia. Perfetto per far nascere piantine. Solaiolo è un’isola di luce circondata dal mare d’ombra del bosco di conifere, a quota 1300. Qui la padrona di casa è Elisabetta Zanetti

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Questa storia parte da un luogo speciale. A iniziare dal suo nome: Solaiolo. Un luogo pieno di sole. Dunque di energia. Perfetto per far nascere piantine. Solaiolo è un’isola di luce circondata dal mare d’ombra del bosco di conifere, a quota 1300.
Solaiolo è conosciuto soprattutto per essere l’antico vivaio forestale della Magnifica Comunità della Valle di Fiemme, che ora dopo il massacro di Vaia e del bostrico aiuta a rigenerare i boschi della valle.
Qui la padrona di casa è Betta, una signora con i capelli a caschetto e il sorriso perennemente acceso. Betta vive tutta sola in una casetta bianca in mezzo alle sue piantine, da maggio a novembre. Intorno a lei solo boschi.
Quando l’autunno scorso l’andai a trovare con il sole radente che indorava le montagne, Betta mi spiegò il suo lavoro. «La vedi questa?» mi chiese mostrandomi un’asse di larice lunga un paio di metri. L’appoggio di costa sul terreno e andando avanti e indietro tipo sega scavo un solco. Poi l’appoggio su un lato, ci distribuisco sopra una presa di semi. E infine la inclino di nuovo finché i semi cadono nel solco. Capito?».
Intorno a noi, quel giorno, c’era un tenero tappeto verde chiaro disegnato da lunghe file parallele che partendo dai nostri piedi si confondevano tra loro nella lontananza. Piantine, piantine, piantine alte come un mignolo che vibravano nel vento, a perdita d’occhio, una confusa nell’altra come fiocchi di neve. Mi sentivo un gigante, in mezzo a una vera e propria foresta nana proiettata nel futuro. Duecentomila piantine tutte uscite dalla mano di Betta!
Piantare un albero è un gesto semplice e carico di poesia. Un germoglio tremulo di larice – il mio albero preferito – alto come un filo d’erba e l’albero crescerà vigoroso nei decenni, attraverserà i secoli, i millenni, come i tre larici della Val d’Ultimo di duemila anni d’età. Fino a qualche decennio fa, durante le “feste degli alberi” di primavera, ogni bambino piantava il proprio albero, che sarebbe divenuto un riferimento durante la vita. Piantare-un-albero significa lasciare una traccia che rimarrà oltre alla nostra esistenza.
Ma più che sull’aspetto poetico, vorrei riflettere qui sul significato materiale, direi puramente economico, di ciò che vuol dire investire in una piantina di conifera. Considerando tutte le voci di spesa, la raccolta delle pigne, la lavorazione dei semi, il lavoro di Betta, la messa a dimora, infine le ampie quote di insuccesso, il costo arriva a circa 15 euro ad albero. 15 Euro! Che moltiplicato per centinaia di migliaia di alberi... E, attenzione, questo investimento non è opera della mano pubblica, ma della Magnifica Comunità, composta da privati cittadini che si autotassano in nome del futuro, perché il bosco ci metterà almeno mezzo secolo a ritornare com’era.
Perché si investe tanto denaro privato a beneficio di chi verrà. Io penso al senso di comunità, che in Val di Fiemme è talmente vivo da travalicare la dimensione del presente. La Magnifica è una comunità così forte e duratura da essere percepita non solo in senso orizzontale come relazione tra vicini, ma anche in senso verticale con chi c’era prima e con chi verrà. Farne parte vuol dire sentirsi debitore per l’eredità ricevuta dal passato. È come far parte della famiglia allargata di un tempo, quando i vestiti passavano dai fratelli maggiori ai minori e poi dai padri ai figli. Pensando al futuro.
Immagine di apertura: Elisabetta (Betta) Zanetti a Solaiolo e il vivaio forestale della Magnifica Comunità di Fiemme (foto dal loro archivio)
Articolo tratto dal libro La montagna che vogliamo di Marco Albino Ferrari












