Piccoli rifugisti crescono: "La montagna entra a scuola" e i gestori dei rifugi scendono in paese per incontrare i bambini della primaria

I gestori di tre rifugi situati in alta Valle Gesso, nel Parco delle Alpi Marittime, si sono trovati davanti un pubblico insolito e molto esigente: i bambini della scuola primaria della valle, pieni di curiosità ed entusiasmo. "Questa bella iniziativa ha permesso di avvicinare i più giovani al "dietro le quinte" del rifugio, al lavoro complesso di molte persone che si nasconde dietro a una polenta servita nel piatto", spiega l'Ente di gestione delle Aree protette Alpi Marittime

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Pochi giorni fa, i gestori dei rifugi situati in alta Valle Gesso, nel cuore del Parco delle Alpi Marittime, si sono trovati ad aver a che fare con un pubblico insolito e molto esigente: i bambini della scuola primaria della valle, che nella mattinata di mercoledì 25 febbraio hanno riempito di curiosità ed entusiasmo il salone intitolato ad Alberto Bianco, nella sede del Parco di Valdieri, in provincia di Cuneo.
Andrea Cismondi, Paolo Giraudo e Susanna Gioffredo - che gestiscono rispettivamente rifugi Valasco, Morelli-Buzzi e Genova - "se la sono cavata alla grande", commentano dall'Area Protetta -. "E non era affatto scontato. Dopo le presentazioni iniziali, gli alunni hanno rivolto ai rifugisti un gran numero di domande preparate in aula insieme alle insegnanti".
L'iniziativa è nata nell'ambito del progetto "La montagna entra a scuola", promosso dal Parco: le insegnanti della valle, che hanno partecipato al bando (vincendolo) hanno poi saputo tessere un legame diretto tra i banchi e i rilievi. E i rifugisti, mettendosi gentilmente a disposizione, hanno permesso di abbattere le distanze che separano il fondo valle dalle terre alte, condividendo la propria esperienza.
Attraverso il dialogo, i più piccoli hanno potuto esplorare cosa significhi realmente occuparsi di una struttura in alta quota, andando oltre l'immagine stereotipata del rifugio. Si è parlato di questioni quotidiane, dall'approvvigionamento dei beni necessari alla gestione dei rifiuti, e si è affrontato il tema critico della scarsità idrica, che negli ultimi anni sta ridisegnando le abitudini e le possibilità di chi opera in alta quota. C'è stata anche l'occasione per imparare alcune nozioni relative al "come" approcciarsi alla montagna da piccoli frequentatori attenti e consapevoli, toccando anche concetti significativi legati al senso del limite.
"Questa bella iniziativa ha permesso di avvicinare i più giovani al "dietro le quinte" del rifugio, al lavoro complesso di molte persone che si nasconde dietro a una polenta servita nel piatto - spiega l'Ente di gestione delle Aree protette Alpi Marittime (Apam) -. I bimbi hanno così scoperto come arrivano le scorte alimentari in rifugio e perché è importante produrre meno rifiuti possibile, quali sono le difficoltà legate alla sempre più grave scarsezza d'acqua in quota, quali i materiali da portarsi dietro e cosa invece è meglio lasciare a casa".
Durante il confronto è emerso chiaramente come la passione, pur essendo il motore fondamentale per intraprendere un percorso da rifugista, non possa prescindere da una solida professionalità e da una profonda conoscenza dell'ambiente montano: "Tra le tematiche emerse con evidenza, quella della passione come ingrediente necessario (ma non sufficiente: bisogna anche imparare il mestiere) per gestire un rifugio e quella della fragilità dell'ambiente alpino in cui si trovano le strutture, che impongono dei limiti alle richieste e ai consumi dei frequentatori delle terre alte".
La singolare lezione è stata poi tradotta dai bambini delle classi quarta e quinta in una serie di poster informativi destinati agli esercizi commerciali della valle, con l'obiettivo di sensibilizzare anche gli adulti sulle buone pratiche da adottare sui sentieri.
La mattinata si è conclusa con un lavoro svolto a gruppi delle classi quarta e quinta, che si sono impegnate nel produrre dei poster destinati a rifugi ed esercizi commerciali di valle per tradurre la lezione acquisita in un'altra forma, utile a sensibilizzare il pubblico sulle buone pratiche da adottare quando si va in montagna e in rifugio.
L’incontro non si esaurisce tra le mura della sede del Parco, ma lancia un ponte verso la stagione estiva 2026: il compito delle vacanze per tutti i bambini sarà quello di andare a trovare i loro nuovi amici gestori nei rispettivi rifugi: un'ottima ragione in più per i giovanissimi della valle per mettersi in cammino sui sentieri del Parco, con nuove consapevolezze nello zaino.
Immagine di apertura: la primaria della Valle Gesso ha incontrato alcuni rifugisti locali | Archivio Apam













