Un vestito da sposa trovato in cima a una montagna (a 1961 metri) e un mistero da risolvere. La strana storia di un gruppo di amici avvenuta in un comune giorno di pulizia dei sentieri

"Era tutto vero. Il vestito era lì, steso di fianco a un pino mugo". Una vicenda che lega un paese dell'Alpago bellunese alle Prealpi Friulane, in un volo di oltre trenta chilometri attraverso le montagne. A raccontarla, uno dei testimoni dell'improbabile ritrovamento

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Vent’anni fa, sul Monte Frascola, una cima delle Prealpi Carniche in provincia di Pordenone, accadeva qualcosa che ha dell’incredibile: è la storia di un vestito da sposa trovato misteriosamente a quasi duemila metri.
Il racconto di un fantasma in abiti da sposa si incontra in numerosissime culture e forme diverse, la più nota oggigiorno arriva da Hollywood, con il film La sposa cadavere di Tim Burton. Certi racconti traggono quasi sempre origine da vicende tragiche e lugubri, tuttavia, nel caso friulano di cui ci occupiamo in questo articolo, si nasconde una storia divertente, conclusasi con un bel lieto fine.
La testimonianza arriva da Simone Varnerin, uno dei protagonisti di questo assurdo ritrovamento, che ha distanza di molti anni ha deciso di ricordare la spassosa vicenda con un post sui social.
"Quest’anno sarà il ventesimo anniversario dal ritrovamento del vestito da sposa nel monte Frascola. Io c’ero e vi racconto nuovamente questa incredibile storia".

Siamo a Tramonti di Sopra, nell’ormai lontano 2006. Grandi appassionati di montagna e amanti della Valtramontina, Simone e alcuni amici si erano organizzati per salire a Casera Chiampis, e di lì partire per la manutenzione sentieri, approfittando dell’occasione per festeggiare un weekend in malga con gli amici.
Terminata la pulizia dei tracciati nei dintorni della Casera, alcuni di loro decisero di proseguire con la manutenzione del sentiero salendo in direzione del monte Frascola: tra questi, c’era anche il nostro testimone.

"Si parte. Nessun problema per gli altri: erano in buona compagnia, avevano vino e viveri, avrebbero aspettato volentieri finché non saremmo tornati giù. Tra un taglio di alberi e qualche pennellata per segnare il sentiero, ad un certo punto un amico inizia a gridare, dicendo: Ragazzi c'è un vestito da sposa!".
"Noi ci guardammo e scoppiammo a ridere. Nessuno ci credeva: trovare un vestito da sposa a 1961 metri era impossibile". La sorpresa non può che suscitare l’ilarità dei giovani volontari, mista ad una comprensibile dose d’incredulità. E invece, raggiunto il povero amico che aveva lanciato l’allarme, sono costretti a ricredersi.
"Era tutto vero. Il vestito era lì, steso di fianco ad un pino mugo".
Di chi era? Com’era finito lassù? Quale storia si celava dietro a quel pizzo di candido bianco? Qualcuno, comprensibilmente, si lascia andare a macabre fantasie: "Subito dopo iniziammo a riderci su dicendo che subito dopo avremmo trovato il cadavere della sposa".

Alla fine, la goliardia ha la meglio sulle fantasie, e conquista lo spirito del gruppo: "Raccogliemmo il vestito e lo portammo in vetta: ragazzi, che risate!!!". Tra gli amici, sulla cima, si celebra un matrimonio d’alta quota, con tanto di velo e ballo degli sposi.
Se dietro a quelle risate si celasse un certo timore superstizioso non sta a noi dirlo, certo è che tutte le loro domande volevano una risposta, e i pochi volontari che si erano spinti lassù si chiedevano ora come raccontarlo ai compagni rimasti alla malga. "Ok amici, è ora di tornare giù dagli altri. E chi la racconta adesso questa storia? E, soprattutto, chi ci ami ci crederà? Sarà dura".
Alla fine, qualcuno ha un’idea. I manutentori stanno finalmente rientrando al campo base, alla Casera Chiampis, dove tutti i compagni erano già immersi in festeggiamenti. D’improvviso, uno dei rientranti sbuca tra la gente con indossando il vestito da sposa, seguito da tutti gli altri.

"È un putiferio: tutti che ridevano e ovviamente nessuno ci credeva. Ce lo aspettavamo, ma a suon di insistenze e con la prova indossata, ci hanno creduto. Così, via alla doppia festa".
Insomma, certamente per i presenti una giornata memorabile; ma rimaneva il mistero. Da dove arrivava la veste? "Qualche giorno più tardi – spiega Simone – pubblicammo un articolo sul giornale e, dopo qualche giorno ancora, ci contattò una signora che confermò che il vestito era suo".
I salvatori del vestito, però, non intendevano farsi fregare. Perciò sottoposero la donna, ad una serie di domande che avrebbero incastrato qualunque impostore, una tra tutte: Come ci è arrivato lassù?
"Noi ovviamente volevamo delle prove, e le prove arrivarono: era il suo".
Cos’era successo? Quale spirito l’aveva trascinato lassù? Ebbene, la spiegazione è più banale, seppur non esente da un vago sospetto di magia. Nel paese dove viveva la donna, Tambre d’Alpago, nel bellunese, c'era stata una tromba d'aria di grande vigore qualche tempo prima, tanto forte da scoperchiare il tetto della casa.
L’esito, lo si può immaginare: "Ebbene sì... il vestito volò fino nelle nostre montagne: Incredibile, una storia pazzesca". Oltre trenta chilometri di distanza in linea d’aria, attraverso le montagne del nord est.
Qualcuno, vedendo il drappo fluttuare nell’aria, dev’essersi preso un bello spavento. Ad ogni modo, alla fine il vestito è tornato a casa dalla sua sposa, che a questo punto ci pare possa considerare il suo matrimonio al sicuro.

Anche questa scoperta, naturalmente, non poteva mancare di essere celebrata. "Allora organizzammo una super festa a Tramonti di Sopra, per la signora e la sua famiglia, e le consegnammo il vestito. Applausi e tanta contentezza".











