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"No alle false informazioni sul clima. Cambiamo rotta, entro il 2050 azzeriamo le emissioni di gas serra", lettera aperta alle Cariche Istituzionali

Oltre 250 tra scienziati, professori, intellettuali hanno sottoscritto la lettera promossa da Roberto Buizza, fisico all'Istituto di Scienza della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa per dire basta alle fake news sul tema ambientale e ribadire l'assoluta necessità che si cambi rotta. Tra i firmatari anche i ''trentini'' Roberto Barbiero, Claudio della Volpe e Dino Zardi

Di Luca Pianesi - 09 luglio 2019 - 18:21

TRENTO. ''Il riscaldamento globale è di origine antropica, è urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici''. Roberto Buizza, fisico all'Istituto di Scienza della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa si è fatto promotore di una lettera che in poco più di due giorni ha già raccolto l'adesione di oltre 250 scienziati, professori, intellettuali. Una lettera inviata ai presidenti del Senato, Camera, Repubblica e Consiglio per dire ''basta'' alle false informazioni sul clima e ribadire, una volta per tutte, come quella del riscaldamento globale sia un'assoluta emergenza.

 

Tra i firmatari ci sono anche tre ''trentini'': Roberto Barbiero, fisico e climatologo dell'Osservatorio Trentino sul Clima della Provincia, Claudio della Volpe chimico-fisico, professore associato di Chimica fisica Applicata all'Università di Trento e Dino Zardi ideatore del Festival della Meteorologia e docente dell'Università di Trento del Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica nel settore scientifico disciplinare “Fisica per il sistema terra e il mezzo circumterrestre”. Proprio quest ultimo dalle pagine de il Dolomiti qualche tempo fa lanciava l'allarme. ''Attenzione - spiegava QUI ARTICOLO - dobbiamo cambiare drasticamente il nostro stile di vita perché siamo entrati in uno scenario climatico mai sperimentato prima. Abbiamo già fatto aumentare la temperatura globale di 1 grado rispetto all'era preindustriale e tra 12 anni se continueremo così arriveremo a 1,5 gradi superando, di fatto, un pericoloso punto di non ritorno.''.

 

E allora ecco la lettera che comincia chiedendo ''che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei e decida di agire sui processi produttivi e il trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di ‘zero emissioni nette di gas serra’ entro il 2050''. Un testo nato per ribattere alle innumerevoli fake news che sistematicamente vengono rilanciate anche in tema ambientale (si ricorderà, per esempio, quella di Libero della scorsa estate che anche il Dolomiti aveva smentito QUI ARTICOLO) e la cosiddetta ''petizione anti-gretini'' curata dal prof. Uberto Crescenti, Professore Ordinario di Geologia Applicata, che si concludeva spiegando che ''è scientificamente non realistico attribuire all'uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili''.

 

La pensano all'opposto, invece, gli oltre 250 firmatari della lettera (e praticamente tutta la comunità scientifica) promossa da Buizza che specifica proprio come ''migliaia di scienziati che studiano il clima del sistema Terra, la sua evoluzione e le attività umane, concordano sul fatto che ci sia una relazione di causa ed effetto tra l’aumento dei gas serra di origine antropica e l’aumento della temperatura globale terrestre, come confermato dai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale''. 

 

Ed è sempre più evidente che la vera emergenza del pianeta sia questa e che se non verrà affrontata in tempi molto brevi rischierà di trasformarsi in qualcosa di irreversibile. Un tema caro anche a il Dolomiti anche perché gli effetti del surriscaldamento globale sono sempre più evidenti sulle vite di tutti noi. E un indicatore della salute del nostro pianeta si trova proprio sul nostro territorio: sono le nostre montagne sempre più spesso sconvolte da fenomeni meteorologici estremi e violenti e con i ghiacciai in costante ritirata (l'esperto glaciologo del Muse Christian Casarotto ci spiegava come solo in Trentino dal 1850 ad oggi si è avuta una riduzione del 70 – 75% della superficie dei ghiacciai e come il surriscaldamento sia più marcato dai 2500 metri in su con un aumento delle temperature che si aggirano sui 2 gradi a fronte di un aumento di 1 grado circa nel fondovalle QUI ARTICOLO). 

 

 Di seguito il testo completo della lettera e i nominativi di chi ha aderito.

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Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio dei Ministri

 

7 luglio 2019

 

IL RISCALDAMENTO GLOBALE È DI ORIGINE ANTROPICA

 

È urgente e fondamentale affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Chiediamo che l’Italia segua l’esempio di molti paesi Europei, e decida di agire sui processi produttivi ed il trasporto, trasformando l’economia in modo da raggiungere il traguardo di “zero emissioni nette di gas serra” entro il 2050.

Tale risultato deve essere raggiunto per i seguenti motivi:

a)      Dati osservati provenienti da una pluralità di fonti dicono che il sistema Terra è oggi sottoposto a variazioni climatiche molto marcate che stanno avvenendo su scale di tempo estremamente brevi;

b)      Le osservazioni indicano chiaramente che le concentrazioni di gas serra in atmosfera, quali l’anidride carbonica e il metano, sono in continua crescita, soprattutto a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, in seguito ad un utilizzo  sempre più massiccio di combustibili fossili e al crescente diffondersi di alcune pratiche agricole, quali gli allevamenti intensivi;

c)      Le misure dell’aumento dei gas-serra e delle variazioni del clima terrestre confermano ciò che la fisica di base ci dice e quanto i modelli del sistema Terra indicano: le attività antropiche sono la causa principale dei cambiamenti climatici a scala globale cui stiamo assistendo;

d)      Migliaia di scienziati che studiano il clima del sistema Terra, la sua evoluzione e le attività umane, concordano sul fatto che ci sia una relazione di causa ed effetto tra l’aumento dei gas serra di origine antropica e l’aumento della temperatura globale terrestre, come confermato dai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale;

e)      I modelli numerici del sistema Terra basati sulle leggi della fisica sono gli strumenti più realistici che abbiamo a disposizione per studiare il clima, per analizzare le cause dei cambiamenti climatici osservati e per stimare possibili scenari di clima futuro; questi modelli sono sempre più affidabili grazie all’accrescimento della rete di osservazioni utilizzate per validare la loro qualità, al miglioramento della nostra conoscenza dei fenomeni che influenzano il clima e alla disponibilità di risorse computazionali ad alte prestazioni;

f)       L’esistenza di una variabilità climatica di origine naturale non può essere addotta come argomento per negare o sminuire l’esistenza di un riscaldamento globale dovuto alle emissioni di gas serra; la variabilità naturale si sovrappone a quella di origine antropica, e la comunità scientifica possiede gli strumenti per analizzare entrambe le componenti e studiare le loro interazioni;

g)      Gli scenari futuri "business as usual" (cioè in assenza di politiche di riduzione di emissioni di gas serra) prodotti dai tutti i modelli del sistema Terra scientificamente accreditati, indicano che gli effetti dei cambiamenti climatici su innumerevoli settori della società e sugli ecosistemi naturali sono tali da mettere in pericolo lo sviluppo sostenibile della società come oggi la conosciamo, e quindi il futuro delle prossime generazioni

h)      Devono essere pertanto intraprese misure efficaci e urgenti per limitare le emissioni di gas serra e mantenere il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici ad esso associati al di sotto del livello di pericolo indicato dall'accordo di Parigi del 2015 (mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, e perseguire sforzi volti a limitare l’aumento di temperatura a 1,5 °C);

Queste conclusioni sono basate su decine di migliaia di studi condotti in tutti i paesi del mondo dagli scienziati più accreditati che lavorano sul tema dei cambiamenti climatici. È sulla base di queste conclusioni che vanno prese decisioni importanti per la lotta ai cambiamenti climatici piuttosto che su documenti, come la lettera datata 17 giugno e firmata da un gruppo formato quasi esclusivamente da non-esperti sulla scienza dei cambiamenti climatici (come comprovato dai loro curricula di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali), in cui è stato messo in discussione con argomentazioni superficiali ed erronee il legame tra il riscaldamento globale dell’era post-industriale e le  emissioni di gas serra di origine antropica (“Petizione sul riscaldamento globale antropico”, datata 17 giugno 2019).

Concludiamo riaffermando con forza che il problema dei cambiamenti climatici è estremamente importante ed urgente, per l'Italia come per tutti i paesi del mondo. Politiche tese alla mitigazione e all'adattamento a questi cambiamenti climatici dovrebbero essere una priorità importante del dibattito politico nazionale per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni.

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Il comitato promotore è composto da 250 persone di scienza e cultura, tra cui moltissimi esperti di fisica del sistema Terra e del Clima. La lettera è supportata e firmata da SISC, Societa’ Italiana Scienze del Clima.

 

 
 

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