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In Trentino è allarme per il "Colpo di fuoco batterico''. Già danneggiati molti frutteti e piante ornamentali

La diffusione del batterio Erwinia amylovora è ormai confermata in gran parte della Valsugana, da Pergine fino a Carzano. La Fondazione Edmund Mach rileva che gli impianti più colpiti sono quelli messi a dimora durante questa primavera dove risultano infette tutte le varietà, ad esclusione della Golden

Pubblicato il - 15 giugno 2020 - 19:34

TRENTO. Si chiama batterio Erwinia amylovora conosciuto anche come “colpo di fuoco” e la sua presenza è ormai confermata in gran parte della Valsugana, da Pergine fino a Carzano.

 

Stiamo parlando di un batterio che va a colpire gli impianti i messi a dimora durante questa primavera dove risultano infette tutte le varietà, ad esclusione della Golden, e senza distinzione di provenienza.

 

La malattia si diffonde molto facilmente e richiede l’estirpazione o l’asportazione delle parti colpite che vanno immediatamente bruciate. I tecnici della Fondazione Mach sono impegnati in prima linea nei monitoraggi e nella consulenza e hanno riferito che il lavoro di pulizia eseguito dagli agricoltori nelle scorse settimane si sta dimostrando efficace e importante per ridurre al minimo l’inoculo. Ma l'attenzione deve rimanere alta, anche da parte di cittadini poiché il batterio è in grado di colpire molte piante ornamentali.

 

Ad essere colpite sono anche le piante ornamentali e le specie spontanee. Dalla Fem, infatti, hanno fatto sapere che sono state trovate piante infette di specie ospiti del batterio presenti in giardini, bordure, orti e incolti quali sorbo, cotogno e biancospino. Al fine di "monitorare" e se necessario intervenire con asportazione delle parti di pianta o delle piante ospiti infette presenti nelle aree verdi (parchi, ciclabili, aiuole e bordi) pubbliche, il Dipartimento Agricoltura ha inoltre attivato una collaborazione con il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale.

I ricercatori della Fondazione Mach attualmente stanno monitorando i frutteti colpiti nelle zone di Pergine, Calceranica, Caldonazzo, Levico, Novaledo, Roncegno e Carzano. Per quanto riguarda i meleti, le varietà più colpite sono: Fuji, Gala, Fengapi, Gradisca, Morgen, Swing, Crimson Snow, Galant, mentre la Golden è la varietà meno colpita probabilmente a causa della scarsa fioritura.

 

La prima segnalazione e il primo sopralluogo da parte FEM risalgono al 20 maggio in un impianto a Caldonazzo di Gala alla seconda foglia. Il giorno successivo si sono moltiplicate le segnalazioni e i controlli, mentre l'esplosione è avvenuta nel fine settimana dal 22 al 24 maggio. 

 

Sono stati raccolti campioni sia su melo che su pero e piante ospiti diverse (Cotogno, Nespolo, Sorbo, Biancospino, Rosa Canina) per un totale di 53 campioni. Questi sottoposti ad analisi molecolare presso il laboratorio di Diagnostica Fitopatologia della FEM hanno dato esito positivo per il 64%. La situazione più problematica, invece, è a Caldonazzo dove ci sono impianti con piante fino ad oltre il 90% colpite.

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