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| 23 apr 2023 | 09:17

Crisi idrica e turismo, il Garda ai minimi ma per gli albergatori “deve cambiare la comunicazione". L'appello: "Smettiamola di farci autoterrorismo”

In un comunicato congiunto le associazioni di categoria Federalberghi Brescia, Federalberghi Garda Veneto e l'Associazione albergatori e imprese turistiche della Pat (Asat) comunicano “la necessità di un netto cambio di rotta nella comunicazione della situazione idrica sul lago di Garda per evitare fake news, inutili allarmismi e soprattutto un notevole danno d'immagine per tutta la destinazione”. Ma a parlare sono i dati e dopo oltre un anno e mezzo di siccità i livelli di altezza idrometrici sul Garda sono ai minimi

Crisi idrica e turismo, il Garda ai minimi ma per gli albergatori “deve cambiare la comunicazione

GARDA. La situazione del più grande lago d'Italia, dopo oltre un anno e mezzo di siccità straordinaria che sta interessando in particolare il Nord Italia, lo abbiamo detto più volte (Qui e Qui Articolo), è allarmante: da settimane il Garda sta registrando dati di altezza idrometrica vicini (talvolta anche pari o leggermente inferiori) ai minimi storici per il periodo. Mentre però si avvicina la bella stagione (che in molti, tra l'altro, temono possa rivelarsi critica per buona parte del nostro Paese, tra scarsità di riserve idriche e difficoltà a coniugare le varie priorità in gioco tra usi potabili e agricoli) per gli albergatori oggi la priorità è “cambiare la comunicazione” ed evitare “di farci autoterrorismo”.

 

In un comunicato congiunto di Federalberghi Brescia, Federalberghi Garda Veneto e l'Associazione albergatori e imprese turistiche della Pat (Asat), le associazioni di categoria parlano infatti della “necessità di un netto cambio di rotta nella comunicazione della situazione idrica sul lago di Garda per evitare fake news, inutili allarmismi e soprattutto un notevole danno di immagine per tutta la destinazione”. E se da una parte è vero che la scorsa estate non sono mancate sulla stampa estera le fake news sul Garda tanto basso da non potercisi tuffare (Qui Articolo), dall'altra non si può (purtroppo) negare che la situazione oggi sia preoccupante sul Benaco.

 

A fine gennaio, per esempio, il vice presidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni aveva detto a il Dolomiti: “Se non si arriverà a un livello di 90/100 centimetri sopra lo zero idrometrico entro il prossimo aprile con l'inizio della stagione irrigua si dovranno fare delle scelte: si opterà per salvare il settore agricolo o i Comuni che attingono dal reparto idropotabile?". Il 22 aprile, dopo le recenti precipitazioni, il livello sul Benaco era pari a +48,9 centimetri (il livello medio sarebbe pari a 109,5 centimetri), a pochi centimetri (2,9) dal minimo storico per il periodo registrato negli ultimi 73 anni (46 centimetri). La stagione irrigua nel frattempo è iniziata, con un deflusso temporaneamente raddoppiato a metà aprile e poi “aggiustatoal ribasso proprio in ragione delle recenti piogge (che si spera possano continuare, vista tra l'altro la scarsa disponibilità di riserve nevose in alta quota, Qui Articolo).

 

“Questo – aveva riassunto una decina di giorni fa al nostro giornale Gavazzoni – è uno degli inizi di stagione irrigua con i valori di riempimento più bassi da quando vengono registrati”. Per le associazioni di categoria però “va innanzitutto sottolineato che la questione non è solo nostra”. A livello europeo infatti, si legge nella nota: “Durante la stagione calda, che va da luglio a settembre, il 73% dei laghi dell'intera regione ha visto temperature costantemente sopra la media, in particolare in Spagna. La mancanza di precipitazioni durante il 2022 ha contribuito indubbiamente a creare situazioni di sofferenza (l'anno nel suo complesso è stato più secco del 10% rispetto alla media), tuttavia le anomalie più rilevanti sono state registrate in Germania, Spagna e Regno Unito. Dove però, dice il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni, le stesse condizioni climatiche sono vissute “senza questa enfatizzazione” (anche se una veloce ricerca in rete conferma come l'emergenza siccità sia un tema trattato con grande attenzione anche negli altri Paesi europei).

 

Ecco di seguite le dichiarazioni dei vertici delle tre associazioni:

 

Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto

"Ebbene sì, il Garda non è ancora tra i bacini lacuali a rischio idrico. Certo, questo non ci deve certamente far cessare di tenerlo costantemente monitorato, ma siamo ben lontani dai toni allarmistici di questi ultimi mesi. Gridare a un Benaco in secca e postare foto degli scogli affiorati, non fa che generare un danno all’immagine e alla promozione di una destinazione che negli ultimi anni è sempre stata al top di classifica, con 25 milioni di presenze l’anno. Tanto più che altri Paesi europei come Francia e Spagna stanno vivendo le stesse condizioni climatiche, ma senza questa enfatizzazione".

 

Petra Mayr, presidentessa di ASAT Alto Garda e Ledro

"Le mancate precipitazioni hanno senza dubbio comportato un abbassamento del livello dell'acqua, ma non siamo certamente in emergenza idrica: il lago ha una massa d'acqua e una profondità che permettono di stare tranquilli. Naturalmente dobbiamo fare attenzione nell'utilizzo delle risorse e sensibilizzare i nostri ospiti e collaboratori affinché non la sprechino e tengano comportamenti responsabili. I nostri clienti spesso provengono da Paesi dove c'è già un'emergenza idrica e quindi sono sensibili al tema e pronti a fare qualche piccola rinuncia. Ritengo che sia pertanto necessario coinvolgerli ai fini di una corretta comunicazione".

 

Alessandro Fantini, presidente di Federalberghi Brescia

"Il lago di Garda è un territorio prezioso che si trova suddiviso fra tre provincie, ma nella percezione del turista è un’unica realtà. Per questo motivo le tre Federalberghi hanno deciso di condividere strategie comuni con la finalità di rendere il soggiorno dei nostri ospiti indimenticabile. Perché succeda questo è necessario che tutto il territorio sia accogliente, dagli eventi alla viabilità, dalla salubrità delle acque alla gestione della depurazione. A volte non siamo aiutati da chi deve prendere le decisioni e non si rende conto che certe disattenzioni posso arrecare un danno importante ad un comparto come quello turistico, di straordinaria importanza sia in termini diretti che indiretti. Questo vale anche per la comunicazione che deve essere il più possibile obiettiva, senza la continua ricerca di pathos".

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