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''Perché chi prende i voti da Verdini è un venduto e chi da Mastella e Ciampolillo, un Salvatore della Patria?'', il transfert calcistico

Non si tratta di semplice campanilismo dato che l’epoca del calcio di paese è finito negli anni '50. Ma il richiamo del clan, la cui bandiera conta quanto lo sbandieratore. Un bisogno di identità in epoca digitale, tra le poche certezze cui aggrapparsi nel mare mosso della modernità
DAL BLOG
Di Angelo Carrillo - 21 gennaio 2021

Dal 1999 collabora al quotidiano Alto Adige per il quale ha curato per anni la rubrica settimanale di enogastronomia. Ha scritto per mensili e riviste tra cui l’Espresso e la guida ai Ristoranti d’Italia, la guida “Osterie d’Italia”, “Locande d’Italia” di Slow Food oltre a “Bar d’Italia” del Gambero Rosso 

"E’ il transfert calcistico"- mi risponde il solito amico psichiatra Hu.Go. quando gli chiedo lumi sui grandi misteri della vita, tipo: perché chi prende i voti da Verdini è un venduto e chi da Mastella e Ciampolillo, un Salvatore della Patria? – “Perché il mercato delle vacche è sempre relativo. Il nemico del mio nemico è mio amico - spara alto lui – non è solo una delle grandi massime de l’Arte della Guerra di Sun Tzu, ma il codice sorgente dell’educazione sentimentale degli italiani nel luogo privilegiato della sua formazione, specie dopo il divieto di assembramento nei bar –  lo stadio, o più precisamente il tifo calcistico. L’oppio dei popoli tradotto in italiano”.

 

“Non si tratta di semplice campanilismo – prosegue - dato che l’epoca del calcio di paese è finito negli anni '50. Ma il richiamo del clan, la cui bandiera conta quanto lo sbandieratore. Un bisogno di identità in epoca digitale, tra le poche certezze cui aggrapparsi nel mare mosso della modernità”. Bello. Bello?

 

"Insomma, a consacrare il primato dello stadio come luogo e non solo metafora di liberazione da lacci e lacciuoli morali, antitesi e antidoto della civica convivenza traslandolo sul terreno della politica è stato a suo tempo il Berlusconi che del relativismo etico ha fatto scuola televisiva plasmando la società italiana delle ultime due generazioni. Anche di sinistra”. Azzo.

 

“Se valgono solo le regole del clan, ogni oggettività o razionalizzazione degli eventi si sgretola, svanisce e l’identità diventa eufemismo, leaderismo. Trumpismo. Esattamente il modello che trionfa oggi”. La regola del barbaro, dove per vincere non si spacca il capello ma direttamente la testa. Allegria.

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