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Bilancio di fine legislatura: per l'autonomia più di 20 nuove competenze

Dalla pianificazione urbanistica e del commercio, all’amministrazione della Giustizia, dalla caccia, al Parco dello Stelvio per arrivare alla competenza sui fondi integrativi pensionistici e sanitari e la concessione in house dell’Autostrada del Brennero. Ecco il bilancio di cinque anni molto importanti
Dal blog di Franco Panizza - 16 febbraio 2018 - 16:02

La legislatura appena conclusa ha portato all’acquisizione di più di venti nuove competenze che hanno rafforzato la nostra autonomia, molte delle quali attese da anni e con una forte valenza strategica: la competenza sulle grandi concessioni idroelettriche (una conquista storica perché attribuisce una forte autonomia in un settore strategico della nostra economia e garantisce la sostenibilità ambientale), quelle sui tributi immobiliari e sulla finanza locale, sui contratti pubblici e sugli appalti, sulla pianificazione urbanistica e sul commercio, sull’amministrazione della Giustizia, sulla caccia, sul Parco dello Stelvio, la cui gestione, adesso, è in buona parte in capo ai territori.

 

E, per finire, la competenza sui fondi integrativi pensionistici e sanitari e la concessione in house dell’Autostrada del Brennero.  Mai si era ottenuto così tanto in una sola legislatura e questo è il frutto dell’impegno degli autonomisti e della delegazione parlamentare del centrosinistra autonomista, così come provo a raccontare nel mio bilancio di fine mandato (lo potete scaricare dal sito www.francopanizza.it). I prossimi anni dovranno essere utilizzati per acquisire nuove ulteriori competenze, continuando su questa strada.

 

Un accordo quadro, con lo Stato centrale, sulle politiche della sicurezza e del presidio del territorio, attraverso una maggiore integrazione tra polizia locale e nazionale.  Un potenziamento dell’autonomia sulle politiche attive del lavoro. Gli strumenti che abbiamo sono già importanti, ma siamo agli albori della vera rivoluzione digitale con l’industria 4.0. Dobbiamo perfezionare i nostri strumenti giuridici e negoziali, arricchire la nostra cassetta degli attrezzi, per puntare anche su un modello di crescita che accompagni e alimenti l’inclusione e la coesione sociale.

 

E poi, importantissima, la delega sulle agenzie fiscali. Non ci può essere un’autonomia compiuta senza la gestione delle entrate, il rapporto diretto con la platea dei contribuenti, la certezza sulla programmazione delle spese e degli investimenti.

Sono solo tre esempi, ma fotografano bene il tipo di lavoro su cui bisogna continuare a insistere nei prossimi anni: rafforzare l’autonomia guardando alle trasformazioni che attendono noi e il mondo che ci circonda. Al nostro territorio non servono imprenditori della paura. Serve un lavoro responsabile e di prospettiva, per affrontare e vincere le sfide che ci attendono.

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