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Defibrillatori, il decreto ministeriale accoglie le nostre richieste

Con il nuovo decreto si va incontro alle esigenze delle società sportive e delle federazioni, migliorando la sicurezza dei nostri impianti e tutelando l’attività del volontariato
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 28 giugno 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

Negli scorsi mesi avevamo ottenuto dal Governo la proroga dell’entrata in vigore del decreto Balduzzi sui defibrillatori per apportare alcune modifiche e renderlo applicabile. Adesso siamo soddisfatti che, grazie alle nostre ripetute sollecitazioni, vengono superate le criticità al fine di garantire una sicurezza sostanziale per gli sportivi, le società, le strutture.

 

Negli ultimi mesi ho presentato diverse interrogazioni e mi sono ripetutamente confrontato con i vari Ministeri, in particolare con lo staff del Ministro dello Sport, facendomi portavoce delle preoccupazioni delle federazioni e delle società dilettantistiche. Oggi, finalmente, grazie al decreto firmato dai Ministri Lotti e Lorenzin, le principali richieste del volontariato sportivo vengono accolte.

 

Tutti gli impianti sportivi dovranno essere dotati di defibrillatore e di personale autorizzato all’utilizzo per ogni gara agonistica o competitiva. Per gli allenamenti e le occasioni informali, la presenza dell’operatore non è obbligatoria, ma è fortemente caldeggiata e, come ha proposto il sottoscritto, potrebbero essere gli allenatori a ricoprire questo ruolo.

 

Un’altra novità è quella che supera l’ambiguità sugli ambiti e le discipline di applicazione della norma: viene chiarito che l’obbligo non si applica alle discipline a ridotto impegno cardiocircolatorio (indicate in un elenco) e per quelle outdoor, esercitate cioè al di fuori degli impianti sportivi.

 

Con il nuovo decreto si va incontro alle esigenze delle società sportive e delle federazioni, migliorando la sicurezza dei nostri impianti e tutelando l’attività del volontariato. Un risultato reso possibile grazie anche alle caparbietà delle federazioni sportive del Trentino, a cominciare dalla FIGC, preoccupate per un decreto iniziale che non teneva conto delle specificità di queste realtà, che le esponeva a una responsabilità eccessiva e che rischiava di rimanere lettera morta se non, addirittura, di scoraggiare la pratica del volontariato sportivo.

 

Ma il merito va anche al Governo che ha finalmente compreso e accolto tutte le sollecitazioni e i nostri suggerimenti, per dare così corpo a una norma che tutela gli sportivi e rende più sicure le nostre strutture.

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